Università, Eurostat: calano i laureati in Italia. Tommasetti (Lega): “Si rischia di sprecare le risorse del PNRR”.

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“Per la prima volta da vent’anni, i laureati nel nostro Paese sono in calo, aggravando una situazione già compromessa considerato che su 27 Paesi in Europa siamo penultimi (solo la Romania riesce a fare peggio). Un dato drammatico che testimonia le gravi inefficienze e il pesante ritardo del sistema universitario italiano”.
Così il prof. Aurelio Tommasetti, Responsabile Nazionale del Dipartimento Università della Lega, in merito alla riduzione del numero di italiani laureati rilevata da Eurostat.
 “La percentuale di italiani in possesso di un titolo di studio universitario si è ridotta dal 28,9% del 2020 al 28,3% del 2021. In Europa, invece, il numero medio di laureati è cresciuto dal 40,7% al 41,2%. Sul versante della formazione, che è prioritario per lo sviluppo del Paese, l’Italia si allontana ulteriormente dal resto del continente.
La situazione è preoccupante. Occorre un cambio di passo radicale nella gestione delle risorse del PNRR destinate al mondo dell’università e della ricerca, che altrimenti rischiano di rappresentare l’ennesima occasione sprecata. Non possiamo permetterci distribuzioni a pioggia. Bisogna definire un programma serio di interventi strutturali, puntando in maniera più convinta sull’orientamento in entrata e sulla valorizzazione delle connessioni tra atenei e mondo del lavoro. Sono necessari investimenti nel diritto allo studio, nell’edilizia universitaria e nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Solo in questo modo – conclude Tommasetti – si potrà migliorare e rendere più appetibile il percorso universitario per i nostri giovani”.