Banca d’Italia, Panetta: ” L’Italia punti sull’AI”

Banca d’Italia, Panetta: “Conflitto nel Golfo pesa sulla crescita. L’Italia punti sull’intelligenza artificiale per rilanciarsi”

Il Governatore della Banca d’Italia ha presentato oggi a Roma le Considerazioni finali sulla Relazione annuale 2025: uno scenario internazionale deteriorato dalla crisi energetica nel Golfo Persico, un’Europa ancora frammentata e un’Italia chiamata a una svolta sulla produttività.

Roma, 29 maggio 2026 – “La crescita mondiale è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato.” Con queste parole il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha aperto oggi a Palazzo Koch le Considerazioni finali sulla Relazione annuale relativa all’esercizio 2025, tracciando un quadro macroeconomico segnato dall’instabilità geopolitica e dalla crisi energetica nel Golfo Persico, con implicazioni dirette per l’Italia e per l’intera area dell’euro.

Il 2025: crescita globale più forte del previsto, poi lo shock del Golfo

Lo scorso anno l’economia mondiale aveva sorpreso in positivo: il PIL globale era cresciuto del 3,4%, mezzo punto oltre le previsioni, grazie anche all’impulso degli investimenti legati all’intelligenza artificiale e al contributo della Cina, con una crescita del 5%. Il commercio internazionale aveva segnato un +5%, con i beni legati all’AI a trainare circa la metà dell’incremento dei flussi globali.

A cavallo tra il 2025 e il 2026, tuttavia, il quadro è cambiato radicalmente. Il blocco dello stretto di Hormuz — attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto — ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche, con ripercussioni sui prezzi al consumo, sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie globali.

Nell’ipotesi di una rapida risoluzione del conflitto, l’FMI stima per il 2026 un calo della crescita globale al 3,1% e un’inflazione al 4,4%. Lo scenario potrebbe peggiorare sensibilmente in caso di prolungamento delle ostilità.

Europa: riforme lente e mercati dei capitali ancora frammentati

Panetta ha dedicato ampio spazio alle fragilità dell’Unione europea, descritta come un sistema che “entra nella nuova fase di instabilità internazionale con fragilità irrisolte”. Il mercato unico resta incompleto nei comparti più strategici — finanza, energia, telecomunicazioni — e il cammino di riforma procede a rilento: meno della metà delle proposte legislative annunciate per il biennio 2025-26 sono state finora presentate, e meno di un quarto adottate formalmente.

Sul fronte finanziario, il Governatore ha ribadito la necessità di un titolo sovrano europeo e di una vera integrazione dei mercati dei capitali: “Finché i mercati dei capitali resteranno frammentati lungo linee nazionali, il risparmio europeo continuerà a cercare impiego altrove, finanziando la crescita di altre economie anziché quella dell’Unione.”

Per la politica monetaria, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso in aprile di non modificare l’orientamento in attesa di ulteriori dati. La decisione di giugno sarà determinante per valutare se e come rispondere al rischio di un’inflazione persistente alimentata dai rincari energetici.

Italia: PIL +0,5% nel 2025, ma la produttività resta il nodo irrisolto

Dal 2019 l’economia italiana ha mostrato una significativa tenuta, con una crescita complessiva del PIL superiore al 6%. Nel 2025, tuttavia, lo slancio si è attenuato: il PIL è cresciuto dello 0,5%, meno della media dell’area dell’euro, frenato dal deterioramento geopolitico, dalle difficoltà dell’economia tedesca e da una domanda interna debole.

Il nodo strutturale rimane la produttività. Dall’inizio del secolo il prodotto per ora lavorata nel settore privato non finanziario è cresciuto in Italia di appena il 6%, contro incrementi tra il 13 e il 34% negli altri grandi paesi dell’area dell’euro. Con una popolazione in età da lavoro in forte diminuzione, Panetta è esplicito: “Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti.”

Intelligenza artificiale: opportunità decisiva, ma l’adozione è ancora lenta

Grande spazio nelle Considerazioni finali è dedicato all’intelligenza artificiale, definita “una leva decisiva per rilanciare la produttività dell’economia italiana”. I dati, però, mostrano ancora ritardi: solo il 30% delle imprese italiane ricorre all’AI, e appena il 5% ne fa un uso intensivo. La maggior parte degli impieghi resta confinata ad applicazioni semplici, lontane da una trasformazione profonda dei processi aziendali.

Il rischio evocato da Panetta è quello degli anni Novanta, quando i ritardi nell’adozione delle tecnologie ICT frenarono la produttività per decenni. In uno scenario di adozione rapida e pervasiva dell’AI, la produttività del lavoro potrebbe aumentare di oltre 1 punto percentuale all’anno — un risultato che, abbinato a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, renderebbe possibile una crescita duratura anche in presenza di un calo demografico.

Per accelerare la diffusione dell’AI, il Governatore indica alcune priorità: rafforzare il trasferimento tecnologico verso le PMI, sostenere la nascita di imprese innovative, potenziare la domanda pubblica di tecnologia avanzata, e investire nella formazione — con la spesa pubblica in istruzione che in Italia è oggi inferiore di 1 punto di PIL rispetto alla media europea.

Banche italiane solide, ma il contesto si fa più sfidante

Sul fronte del sistema finanziario, Panetta ha sottolineato la solidità delle banche italiane, con redditività e capitalizzazione elevate. Il rapporto tra valore di mercato e valore contabile è tra i più alti in Europa. I prestiti alle imprese hanno ripreso a crescere, concentrandosi sulle aziende di migliore qualità.

Tuttavia, l’accresciuta incertezza legata al conflitto nel Golfo rischia di tradursi in un inasprimento dei criteri di erogazione del credito e in un aumento del costo dei prestiti. Panetta avverte: “La prudenza non deve tradursi in una restrizione indiscriminata del credito.”

Segnalato anche il forte aumento degli incidenti informatici: nel triennio 2023-25, gli episodi che hanno coinvolto intermediari italiani sono aumentati dell’80% rispetto al triennio precedente, con quelli di natura cibernetica raddoppiati.

La lezione di Einaudi: cooperazione e regole condivise

Nelle conclusioni, Panetta ha richiamato i valori fondanti della Repubblica e del progetto europeo, citando la Relazione annuale del 1946 — quando la Banca d’Italia era guidata da Luigi Einaudi — che indicava nella cooperazione internazionale il presupposto di ogni ordine monetario stabile.

“La risposta non può essere la chiusura”, ha affermato il Governatore. “L’Italia deve guardare al futuro con determinazione. Il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani.”


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