Home Salute e Benessere Monitoraggio LEA 2024

Monitoraggio LEA 2024

Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 2024 evidenzia un sistema sanitario in evoluzione, ma ancora caratterizzato da importanti differenze territoriali. Il quadro che emerge mostra segnali positivi legati agli investimenti del PNRR e al rafforzamento dei servizi di prossimità, ma conferma la necessità di intervenire sulle disuguaglianze regionali che continuano a influenzare l’accesso alle cure.

Un tema particolarmente rilevante per i pazienti più fragili, soprattutto anziani, cronici e affetti da più patologie, che rappresentano una quota crescente della popolazione assistita dal Servizio Sanitario Nazionale.

“È fondamentale che il percorso di rafforzamento del sistema sanitario prosegua investendo sull’integrazione tra ospedale e territorio e sul potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici e comorbidi”, sottolinea il professor Nicola Montano, Presidente SIMI – Società Italiana di Medicina Interna.

Pazienti cronici e pluripatologici: la nuova sfida della sanità

L’aumento dell’età media della popolazione e la crescita delle condizioni croniche stanno modificando profondamente i bisogni sanitari. La medicina interna si trova oggi al centro della gestione di pazienti sempre più complessi, spesso caratterizzati dalla presenza contemporanea di più malattie.

Per rispondere a questa trasformazione diventa necessario costruire percorsi assistenziali più integrati, capaci di superare la tradizionale separazione tra ospedale e territorio. Una presa in carico continua può contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti, ridurre gli accessi impropri nei pronto soccorso e prevenire peggioramenti delle condizioni cliniche.

Continuità assistenziale e cure più vicine ai cittadini

Secondo SIMI, il futuro del sistema sanitario passa da modelli organizzativi in grado di valorizzare il ruolo degli internisti negli ospedali e nel collegamento con la medicina territoriale.

“Il consolidamento di modelli organizzativi che valorizzino il ruolo degli internisti all’interno degli ospedali e nella continuità assistenziale, in stretta collaborazione con la medicina del territorio, è la chiave per rispondere alle esigenze concrete della popolazione”, afferma Montano.

L’obiettivo resta quello di assicurare maggiore equità nell’accesso ai servizi sanitari, garantendo ai cittadini gli stessi livelli di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure in tutto il Paese.

“Dobbiamo garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, gli stessi standard di assistenza”, conclude il presidente SIMI.

La riduzione delle differenze territoriali rappresenta quindi una delle principali sfide per il futuro della sanità italiana, in un contesto in cui l’integrazione tra ospedale, territorio e professionisti sanitari sarà sempre più determinante.


Scopri di più da GazzettadiMilano.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.