Il mercato della casa italiano ha bisogno di nuovi strumenti normativi per favorire l’accesso alle abitazioni e riportare fiducia nel settore delle locazioni. È il messaggio emerso dal confronto che ha affrontato alcuni dei principali dossier aperti: dall’emergenza affitti alla riforma della Legge sulla professione di mediatore immobiliare, fino al disegno di legge delega per il nuovo codice dell’edilizia.
Secondo FIMAA Italia, il problema abitativo non sarebbe causato principalmente dalla crescita degli affitti brevi e turistici, spesso indicati come uno dei fattori di maggiore pressione sul mercato.
“Le locazioni brevi e turistiche interessano appena il 2% del patrimonio immobiliare nazionale. Nelle città a forte vocazione turistica si arriva al massimo al 6%, come nel caso di Firenze”, ha spiegato Pezzetta.
Il nodo delle case vuote: “Serve ridare fiducia ai proprietari”
Per la Federazione il vero tema riguarda il grande numero di immobili non utilizzati presenti sul territorio nazionale. In Italia si stimano circa 8,5 milioni di abitazioni sfitte su un patrimonio complessivo di 35,6 milioni di case.
Secondo FIMAA, una parte significativa di questi immobili – tra i 5,5 e i 6 milioni – potrebbe potenzialmente rientrare sul mercato delle locazioni, contribuendo ad aumentare l’offerta abitativa.
Alla base della scelta di molti proprietari di lasciare vuoti gli appartamenti ci sarebbero soprattutto il timore della morosità, la difficoltà nel recupero dell’immobile al termine del contratto e il peso fiscale.
“Gli immobili ci sarebbero, non mancano, ma è necessario restituire fiducia ai proprietari intervenendo sia sul profilo fiscale sia su quello delle garanzie”, ha sottolineato Pezzetta.
Agevolazioni fiscali e banca dati sugli sfratti
Tra le proposte avanzate da FIMAA Italia c’è l’introduzione di incentivi fiscali per favorire la locazione residenziale, in particolare per i contratti tradizionali 4+4 e per gli affitti destinati a categorie con maggiori difficoltà di accesso alla casa, come studenti, giovani lavoratori e famiglie con redditi più bassi.
La Federazione propone inoltre la creazione di una banca dati nazionale relativa ai procedimenti di sfratto per morosità, ispirata ai sistemi informativi utilizzati nel settore del credito.
Uno strumento che, secondo FIMAA, permetterebbe di aumentare le garanzie e valorizzare gli inquilini che hanno sempre rispettato gli impegni contrattuali.
Professione di mediatore immobiliare: verso una nuova riforma
Altro punto centrale dell’incontro è stata la revisione della normativa che disciplina la figura del mediatore immobiliare, regolata da una legge del 1989 mai riformata in modo complessivo.
Pezzetta ha ricordato il disegno di legge AS 1894 presentato dal senatore Maurizio Gasparri, che punta a intervenire su diversi aspetti della professione: formazione continua, nuovi percorsi di accesso, obbligo della forma scritta per gli incarichi e riconoscimento di attività come il Property Management.
L’obiettivo è rafforzare professionalità e trasparenza del mercato immobiliare, offrendo maggiori garanzie ai cittadini.
Codice dell’edilizia: semplificazione e digitalizzazione
Nel confronto è stato affrontato anche il ddl delega per l’adozione del codice dell’edilizia. FIMAA ha ribadito alcune proposte di modifica presentate in Commissione Ambiente alla Camera.
Tra le priorità indicate figurano la semplificazione dei cambi di destinazione d’uso degli immobili, in particolare da uffici ad abitazioni, la facilitazione delle procedure di compravendita, la digitalizzazione degli iter amministrativi e una maggiore razionalizzazione delle norme legate agli immobili coinvolti in procedure esecutive.
Per il settore immobiliare, la sfida è costruire un sistema più efficiente, capace di liberare patrimonio inutilizzato e rispondere a una domanda abitativa sempre più urgente.
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