Home FOOD McDonald’s Milano premiato da UNHCR per l’integrazione lavorativa dei rifugiati

McDonald’s Milano premiato da UNHCR per l’integrazione lavorativa dei rifugiati

Quattro società che gestiscono il marchio McDonald’s a Milano e provincia sono state premiate da UNHCR Italia, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per l’impegno concreto a favore dell’inclusione lavorativa delle persone rifugiate. Il riconoscimento arriva nell’ambito dell’ottava edizione del programma “Welcome. Working for Refugee Integration”, e premia B-Food, Euroristoro, Passoni & Di Mauro e Fantamondo, che insieme nel 2025 hanno assunto oltre 50 rifugiati nei propri ristoranti.

Un impegno che si consolida nel tempo

Per diverse delle aziende coinvolte non si tratta di un riconoscimento isolato, ma della conferma di un percorso costruito negli anni. Le assunzioni sono state accompagnate da percorsi di formazione ad hoc, a partire dai corsi di lingua italiana, realizzati grazie alla collaborazione con istituzioni ed enti locali del territorio milanese.

Giacomo Bosia, amministratore delegato di B-Food ed Euroristoro nonché licenziatario McDonald’s a Milano e provincia, sottolinea il valore della continuità: «Ricevere questo riconoscimento per la terza volta è una conferma del fatto che la strada che abbiamo deciso di intraprendere è quella giusta. Essere parte di una comunità significa per noi diventarne parte attiva: per questo lavoriamo costantemente con gli attori del territorio per fare la differenza, generando valore attraverso progetti concreti come questo».

Anche Mauro Passoni, AD di Passoni & Di Mauro e licenziatario McDonald’s a Milano, riceve il premio per la quarta volta: «Il progetto, costruito insieme alle istituzioni e associazioni locali, non solo vuole essere un modo per offrire un’opportunità di lavoro a chi è in difficoltà, ma anche per dare loro un luogo da dove poter ricominciare insieme a un team di colleghi pronti all’accoglienza. Come McDonald’s siamo davvero fieri di poter dare il nostro contributo alla comunità».

Per Paolo Talenti, AD di Fantamondo e licenziatario McDonald’s in provincia di Milano, si tratta del secondo riconoscimento: «Ogni giorno con i nostri ristoranti ci impegniamo affinché la nostra presenza sul territorio non si limiti soltanto all’offerta di un servizio, ma ci mettiamo in ascolto delle necessità del luogo in cui siamo e delle persone che lo abitano, per dare forma ad azioni concrete e positive di cui tutti possano beneficiare, specie chi ne ha più bisogno».

I numeri del programma UNHCR a livello nazionale

Il rapporto finale dell’ottava edizione di “Welcome. Working for Refugee Integration” restituisce un quadro in crescita su scala nazionale. Nel 2025 sono stati attivati 18.600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate complessivamente sono 230, tre in più rispetto al 2024.

Un dato particolarmente significativo riguarda l’evoluzione del programma nel tempo: dall’avvio dell’iniziativa, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 nel 2017 a 258 nel 2025.

Un cambiamento strutturale, non solo un dato di crescita

Secondo quanto emerge dal rapporto, questi risultati non vanno letti soltanto come indicatori statistici, ma come segnali di un cambiamento più profondo nell’attenzione delle imprese italiane verso l’inclusione lavorativa dei rifugiati — un impegno costruito nel tempo attraverso un lavoro condiviso tra aziende, istituzioni e territorio, e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.

L’esperienza dei licenziatari McDonald’s di Milano e provincia si inserisce in questo percorso più ampio, dimostrando come il settore della ristorazione possa diventare un concreto punto di ripartenza per le persone rifugiate, offrendo non solo un impiego ma anche formazione linguistica e professionale, e un ambiente di lavoro orientato all’accoglienza.


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