L’estate 2026 si sta confermando una delle più calde degli ultimi anni, ma il Piano Caldo della Regione Lombardia sta dimostrando la propria efficacia grazie a un modello organizzativo che punta sulla prevenzione, sull’assistenza territoriale e sulla presa in carico tempestiva dei cittadini più fragili.
Nonostante il forte aumento delle richieste di soccorso al 118 durante le settimane caratterizzate dalle temperature più elevate, il numero dei ricoveri ospedalieri è rimasto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, evidenziando il buon funzionamento della rete sanitaria regionale.
Bertolaso: “Una sanità che anticipa i bisogni”
“L’estate che stiamo affrontando è eccezionalmente lunga e intensa, ma il sistema sanitario lombardo non si limita a rispondere alle emergenze: lavora per prevenirle”.
Lo sottolinea l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, spiegando come Regione Lombardia abbia costruito una rete integrata che coinvolge AREU, ATS, ASST, IRCCS, medici di medicina generale e Comuni.
“L’obiettivo è intercettare tempestivamente i cittadini più fragili e prenderli in carico prima che le loro condizioni cliniche peggiorino. È questo il modello organizzativo che vogliamo consolidare: una sanità vicina alle persone, capace di anticipare i bisogni e proteggere i più vulnerabili”, afferma Bertolaso.
Oltre 5.000 chiamate al 118 nei giorni più caldi
L’ondata di calore che ha interessato la Lombardia già dalla fine di maggio ha portato temperature superiori ai 30 gradi per diverse settimane, con punte comprese tra 36 e 38 gradi registrate tra fine giugno e gli ultimi giorni di luglio, soprattutto nella pianura padana.
Nei momenti più critici si è registrato un forte incremento delle richieste di soccorso.
Il 28 giugno le chiamate al 118 hanno superato quota 5.150, mentre negli ultimi giorni di luglio sono rimaste stabilmente oltre le 3.800 richieste giornaliere, confermando un’attività molto intensa della rete dell’emergenza-urgenza.
Ricoveri stabili grazie alla prevenzione
Il dato più significativo riguarda però gli accessi ospedalieri.
Nel mese di luglio i ricoveri dai Pronto soccorso sono rimasti praticamente invariati rispetto al 2025:
- 25.500 ricoveri nel luglio 2026
- 25.600 ricoveri nel luglio 2025
Un risultato particolarmente rilevante considerando il consistente incremento delle richieste di intervento registrate dal sistema dell’emergenza.
L’analisi evidenzia comunque un aumento dei ricoveri tra gli over 65, maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature e spesso interessati da degenze più lunghe. Più contenuti, invece, gli accessi pediatrici legati ai disturbi provocati dal caldo.
Monitoraggio costante della rete ospedaliera
Per tutto il mese di luglio la Direzione Generale Welfare e AREU hanno effettuato un monitoraggio quotidiano della rete dell’emergenza, controllando due volte al giorno:
- accessi ai Pronto soccorso;
- disponibilità dei posti letto;
- tempi di ricovero;
- flussi dei mezzi di soccorso.
Attraverso la CRETAC (Coordinamento Regionale per i Trasferimenti secondari Acuti) sono stati inoltre organizzati 83 trasferimenti ospedalieri, favorendo ricoveri tempestivi e una migliore distribuzione dei pazienti sul territorio.
Quasi 33 mila cittadini fragili contattati
Uno dei punti di forza del Piano Caldo è rappresentato dall’attività di prevenzione domiciliare.
Dal 13 luglio le ASST hanno contattato telefonicamente 32.968 cittadini fragili che non risultavano già assistiti a domicilio.
L’attività ha consentito di attivare:
- 2.372 interventi domiciliari
- 19 ricoveri tempestivi
Numeri che confermano l’importanza della presa in carico preventiva per evitare il peggioramento delle condizioni cliniche.
I Cold Spot: assistenza vicino ai cittadini
Sempre dal 13 luglio sono stati attivati 56 Cold Spot, ospitati prevalentemente all’interno delle Case della Comunità.
Si tratta di spazi climatizzati dove è possibile effettuare una rapida valutazione clinica, anche con esami diagnostici di primo livello, offrendo un’alternativa ai Pronto soccorso per i casi meno complessi.
Ad oggi i Cold Spot hanno registrato oltre 200 accessi, contribuendo ad alleggerire la pressione sugli ospedali.
Controlli anche nei luoghi di lavoro
Il Piano Caldo interessa anche la tutela dei lavoratori.
Nelle ultime quattro settimane sono state effettuate 2.217 ispezioni nei luoghi di lavoro per verificare il rispetto delle misure di sicurezza previste durante le ondate di calore e proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature.
Le regole per affrontare il caldo
Regione Lombardia ricorda alcune semplici ma fondamentali raccomandazioni per limitare i rischi legati alle alte temperature:
- bere acqua regolarmente durante tutta la giornata;
- evitare l’esposizione diretta al sole tra le ore 11 e le 18;
- indossare abiti leggeri e di colore chiaro;
- soggiornare in ambienti freschi e ben ventilati;
- privilegiare frutta e verdura, evitando il consumo di alcol;
- non lasciare mai persone o animali all’interno di automobili parcheggiate;
- in presenza di capogiri, nausea, debolezza o crampi, spostarsi immediatamente in un luogo fresco, idratarsi e contattare il medico se i sintomi persistono.
Con il caldo destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, Regione Lombardia conferma che continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione meteorologica e l’andamento degli accessi ai servizi sanitari, adeguando il sistema di prevenzione e assistenza in base alle esigenze del territorio.
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