Non soltanto scarpe, moda e business internazionale. Dietro una delle filiere più rappresentative del Made in Italy esiste un patrimonio fatto di persone, territori, competenze e conoscenze tramandate nel tempo. È questo il messaggio che ha caratterizzato l’apertura della 102ª edizione di MICAM Milano, inaugurata il 13 settembre a Rho Fiera Milano.
Il tema scelto per l’opening, “Il patrimonio culturale della manifattura italiana: sapienza collettiva che diventa prodotto”, ha portato al centro del confronto il valore di quel saper fare che continua a distinguere la produzione italiana sui mercati internazionali.
Una cultura produttiva che oggi è chiamata non soltanto a essere preservata, ma anche a confrontarsi con innovazione, internazionalizzazione, trasformazioni del mercato e passaggio delle competenze alle nuove generazioni.
MICAM e Fashion Link Milano: cinque manifestazioni per la filiera della moda
L’inaugurazione si è svolta nell’ambito di Fashion Link Milano, il progetto che mette in relazione cinque manifestazioni complementari: MICAM Milano, MIPEL, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano e SIMAC Tanning Tech.
Una piattaforma fieristica che rafforza il ruolo di Milano come punto di incontro internazionale tra industria, moda, accessori, tecnologia e mercati.
Durante la cerimonia sono stati letti i messaggi del Vice Presidente del Consiglio Antonio Tajani e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che hanno richiamato il peso strategico della moda nell’industria manifatturiera italiana e il contributo del settore alla forza dell’export nazionale.
Ai saluti istituzionali ha partecipato anche Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano. L’opening è quindi proseguito con il taglio del nastro delle cinque manifestazioni riunite sotto Fashion Link Milano.
L’Arte Italiana della Calzatura verso la candidatura UNESCO
Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato al percorso per la candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a patrimonio culturale immateriale UNESCO, promosso da Assocalzaturifici e dalla presidente Giovanna Ceolini, alla guida anche di MICAM Milano.
La candidatura punta a spostare l’attenzione dal solo prodotto finito al patrimonio umano e culturale che rende possibile la sua realizzazione.
Al centro ci sono infatti le tecniche, le competenze artigianali e industriali, le conoscenze, le tradizioni e i processi di trasmissione del sapere sviluppati nel corso delle generazioni nei diversi distretti produttivi italiani.
Un patrimonio che rappresenta contemporaneamente cultura, identità e valore economico.
Ad approfondire questa dimensione sono intervenuti Davide Rampello, docente universitario delle arti e dei mestieri, e il giornalista e scrittore Carlo Cambi. All’incontro ha preso parte anche Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Giovanni Bozzetti alla guida del Comitato Sostenitori
Nel corso dell’opening è stato inoltre ufficializzato un nuovo passaggio nel percorso della candidatura UNESCO.
Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano, ha assunto la Presidenza del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura.
L’obiettivo è costruire una rete sempre più ampia di soggetti capaci di sostenere la candidatura e, soprattutto, contribuire alla salvaguardia e alla trasmissione futura delle competenze della filiera.
«Il patrimonio manifatturiero non è soltanto ciò che abbiamo ereditato, ma ciò che siamo in grado di trasmettere e far evolvere», ha sottolineato Giovanna Ceolini, Presidente MICAM e Assocalzaturifici.
Secondo Ceolini, il percorso UNESCO nasce dalla volontà di riconoscere formalmente il valore di conoscenze che continuano a vivere nei territori e nelle aziende italiane e che devono oggi confrontarsi con mercato, innovazione e nuove generazioni.
Bozzetti: “Non candidiamo una scarpa, ma persone e competenze”
Particolarmente significativo il messaggio di Giovanni Bozzetti.
«Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura», ha spiegato il Presidente del Comitato Sostenitori.
La sfida è quindi quella di mantenere vivo questo patrimonio, favorendo il trasferimento delle competenze alle nuove generazioni e creando un equilibrio tra tradizione e innovazione.
È proprio questa prospettiva a trasformare il tema della candidatura UNESCO in qualcosa che va oltre la tutela della memoria: preservare le competenze significa anche proteggere uno degli asset competitivi dell’industria italiana.
Milano capitale del saper fare italiano
L’apertura della 102ª edizione di MICAM conferma ancora una volta la centralità di Milano nel sistema internazionale della moda e della manifattura italiana.
La città e il suo sistema fieristico diventano il luogo nel quale la tradizione produttiva incontra buyer, imprese, istituzioni, tecnologia e mercati globali.
Con Fashion Link Milano, inoltre, cinque manifestazioni dialogano all’interno di una proposta coordinata che abbraccia differenti segmenti della moda, degli accessori e delle tecnologie produttive.
MICAM Milano parte così da una riflessione che guarda contemporaneamente al passato e al futuro: il Made in Italy non è soltanto un marchio o un’indicazione geografica, ma il risultato di una sapienza collettiva che diventa prodotto, impresa, occupazione, export e cultura.
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