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Fondazione Luigi Rovati, riapre il Museo d’arte a Milano: mostre ed eventi

Riapre venerdì 28 agosto il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati, che dopo la pausa estiva torna ad accogliere visitatori e appassionati nella sua sede milanese. Il museo riprende i consueti orari di apertura, dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.

La ripartenza coincide con le ultime settimane utili per visitare due importanti esposizioni, entrambe aperte fino al 4 ottobre: Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, allestita al Piano Nobile, e Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi, ospitata negli spazi del Piano Ipogeo.

Il calendario di settembre si arricchisce inoltre con la Domenica al museo del 6 settembre, che prevede l’ingresso libero, e con due visite guidate dedicate alla lettura del mito di Meleagro.

Il mito di Meleagro tra arte classica, Warburg e Picasso

Prorogata fino al 4 ottobre, la mostra “Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso”, curata da Salvatore Settis, costruisce un percorso che mette in relazione archeologia, storia dell’arte e trasmissione delle immagini attraverso i secoli.

Al centro dell’esposizione si trova la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile tra il 170 e il 180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro insieme ad altri episodi del mito.

L’opera proviene da Firenze, dove appartenne per secoli alle collezioni di Palazzo Montalvo, per entrare successivamente nella collezione Brenta-Torno a Milano. Il rilievo, conosciuto soprattutto dagli specialisti, appartiene a una ristretta serie di sarcofagi dedicati al mito di Meleagro e si distingue per la qualità formale e per la precoce datazione del suo reimpiego medievale.

Un elemento particolarmente significativo della mostra è la presenza dei due rilievi laterali originali, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Per la prima volta vengono messi direttamente a confronto con la fronte principale del sarcofago.

Un gesto antico che arriva fino a Guernica

L’esposizione va però oltre la dimensione archeologica e indaga quella che può essere definita la “biografia” di un gesto.

Si tratta della figura, generalmente femminile, che entra nella scena con le braccia protese all’indietro, una rappresentazione codificata della disperazione e del dolore.

Il gesto, presente in epoca romana e documentato anche in un vaso d’argento proveniente da Pompei e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scompare dalla rappresentazione artistica per oltre un millennio.

Riemerge nel XIII secolo e attraversa alcuni dei momenti fondamentali della storia dell’arte europea: dalla Strage degli Innocenti di Nicola Pisano alla Lamentazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino alle reinterpretazioni della modernità e a Pablo Picasso con Guernica.

Il percorso richiama anche il pensiero dello storico dell’arte Aby Warburg, che riconobbe in questo gesto un esempio emblematico della sopravvivenza e della trasmissione delle forme espressive dell’antichità, sintetizzate nel concetto di Pathosformel.

La riflessione di Warburg viene presentata attraverso tre tavole del Bilderatlas Mnemosyne, nella ricostruzione più recente realizzata da Axel Heil e Roberto Ohrt.

“Leggere il mito”: due visite guidate a settembre

La mostra sarà anche il punto di partenza di “Leggere il mito”, programma di visite guidate previsto per domenica 13 e domenica 27 settembre alle 17.30.

Il percorso prende avvio dall’osservazione del sarcofago di Meleagro per ricostruire il mito attraverso le diverse testimonianze della letteratura antica, mettendo a confronto le voci di autori come Omero e Ovidio con la rappresentazione artistica.

Le visite hanno una durata di circa 60 minuti e un costo di 16 euro.

Gli Etruschi e l’Olanda: i bronzi Corazzi tornano in Italia

Fino al 4 ottobre resta visitabile anche “Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi”, progetto realizzato in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona.

La mostra porta eccezionalmente in Italia un nucleo di preziosi bronzi etruschi appartenuti alla collezione cortonese Corazzi, oggi conservati al museo archeologico nazionale olandese.

Accanto ai reperti viene proposta una selezione di volumi che consente di ricostruire la fortuna critica delle opere e, più in generale, il ruolo delle fonti bibliografiche nella conoscenza della storia dei reperti, del collezionismo e della trasmissione dei modelli iconografici.

Il progetto espositivo approfondisce inoltre il rapporto tra collezionismo privato e patrimonio culturale, mostrando come le raccolte private abbiano contribuito nel tempo alla nascita dei musei e continuino oggi a rappresentare strumenti di conoscenza e condivisione.

Il dialogo tra la collezione Corazzi e l’esposizione permanente della Fondazione Luigi Rovati permette così di osservare il patrimonio etrusco all’interno di una prospettiva che mette in relazione Milano, Cortona e l’Europa.

Domenica 6 settembre ingresso libero

Un’altra occasione per scoprire il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati arriverà domenica 6 settembre, con una nuova edizione della Domenica al museo.

L’iniziativa prevede l’ingresso libero alla Fondazione Luigi Rovati e si inserisce nell’appuntamento che coinvolge, ogni prima domenica del mese, musei e parchi archeologici.

La prenotazione è consigliata.

“L’arte che cura”, il nuovo libro di Daisy Fancourt

La programmazione culturale della Fondazione prosegue anche sul fronte editoriale. L’11 settembre arriverà in libreria L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche di Daisy Fancourt, docente di psicobiologia ed epidemiologia presso lo University College London.

Il volume, pubblicato dalla Fondazione Luigi Rovati, propone un’ampia sintesi delle ricerche sviluppate negli ultimi decenni sul rapporto tra esperienze artistiche, salute e benessere.

Un tema centrale anche nell’attività della Fondazione, impegnata nello studio delle relazioni tra cultura, arte, salute e benessere attraverso progetti di ricerca e iniziative scientifiche.

Il libro è arricchito dalla prefazione di Pier Luigi Sacco, Catterina Seia e Annalisa Cicerchia del CCW Cultural Welfare Center.

Milano ritrova uno dei suoi spazi dedicati all’arte e alla cultura

La riapertura del Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati rappresenta dunque una delle occasioni culturali che accompagnano Milano verso la ripresa della stagione autunnale.

Archeologia etrusca e romana, grandi protagonisti della storia dell’arte, ricerca scientifica e riflessione sul rapporto tra cultura e benessere compongono una proposta capace di attraversare epoche e discipline differenti.

Dal 28 agosto al 4 ottobre, in particolare, le due mostre in corso offrono l’opportunità di osservare come immagini, gesti e oggetti possano viaggiare nel tempo e nello spazio, conservando la capacità di raccontare la storia e di generare nuove interpretazioni.


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