Mentre sulle principali direttrici italiane prende il via il controesodo di Ferragosto, in provincia di Varese l’estate turistica non rallenta. Lago Maggiore, laghi minori, Prealpi, città e valli continuano ad attirare visitatori, con una forte componente internazionale e ricadute positive anche per agriturismi e aziende agricole. Settembre si prepara a prolungare ulteriormente la stagione.
Varese, il turismo non si ferma con il controesodo
Il controesodo di Ferragosto segna tradizionalmente il ritorno a casa di migliaia di italiani e l’avvicinarsi della conclusione delle vacanze estive. Nel Varesotto, però, la stagione turistica continua.
La conformazione del territorio, la presenza dei laghi, la vicinanza con la Svizzera e la posizione strategica rispetto all’aeroporto di Milano Malpensa contribuiscono a creare una destinazione capace di intercettare flussi turistici anche oltre le settimane centrali di agosto.
Dal Lago Maggiore ai laghi minori, passando per le valli, le città e le Prealpi, la provincia presenta infatti un’offerta diversificata che permette di combinare natura, attività all’aria aperta, enogastronomia, cultura e turismo rurale.
Turismo internazionale, il 67,8% delle presenze arriva dall’estero
A caratterizzare il turismo della provincia di Varese è soprattutto il peso della domanda internazionale.
Nel 2025 gli stranieri hanno generato il 67,8% delle presenze turistiche provinciali, un dato che evidenzia la capacità del territorio di posizionarsi sui mercati esteri.
Una vocazione favorita da diversi fattori: la prossimità con la Svizzera, l’attrattività del sistema dei laghi e la presenza di Malpensa, uno dei principali hub aeroportuali italiani.
«Per molte località italiane il controesodo segna l’avvicinarsi della conclusione delle ferie, mentre in provincia di Varese agosto e settembre restano mesi di piena attività» afferma Pietro Luca Colombo.
«Il turismo internazionale permette di prolungare la stagione e di ampliare le ricadute su aziende agricole, agriturismi e piccoli comuni».
Dall’Europa agli Stati Uniti: cambia la geografia dei visitatori
Il mercato europeo continua a rappresentare il principale bacino di riferimento, ma parallelamente aumenta l’interesse proveniente dai mercati extraeuropei.
A livello lombardo, oltre il 70% delle presenze straniere arriva dall’Europa, mentre l’America rappresenta il 13,1%, l’Asia il 7,7% e il Medio Oriente il 5,2%.
Una progressiva diversificazione che può rappresentare un’opportunità per l’intero sistema turistico lombardo e, in particolare, per quei territori capaci di proporre esperienze legate all’identità locale.
Il visitatore internazionale, infatti, non cerca più soltanto pernottamento e servizi, ma sempre più spesso vuole conoscere il territorio attraverso esperienze autentiche.
Agriturismi protagonisti del turismo esperienziale
In questo scenario assumono un ruolo importante gli agriturismi del Varesotto, capaci di intercettare la crescente domanda di turismo rurale ed esperienziale.
Soggiorni in azienda, cucina agricola, degustazioni, visite, picnic, passeggiate e vendita diretta dei prodotti diventano strumenti attraverso i quali il turista entra in contatto con il territorio e con chi quotidianamente lo vive e lo produce.
«La clientela internazionale vuole conoscere l’origine degli ingredienti e assaggiare prodotti realmente legati alla destinazione» sottolinea Tiffany Bertoni.
«L’esperienza in azienda offre un racconto che unisce cibo, persone e paesaggio».
Un modello turistico che consente anche alle aziende agricole di diversificare le proprie attività, trasformando il patrimonio agroalimentare e paesaggistico in un elemento di attrazione.
Settembre tra vendemmia, natura ed enogastronomia
La stagione, inoltre, non termina con agosto. Settembre può rappresentare uno dei periodi più interessanti per il turismo nel Varesotto, grazie a temperature generalmente più miti e a una minore concentrazione di visitatori nelle località maggiormente frequentate.
È anche il periodo delle raccolte di fine estate, della vendemmia e delle prime lavorazioni dei prodotti autunnali: attività che possono diventare parte integrante dell’esperienza turistica.
Il turismo rurale può così contribuire alla destagionalizzazione dei flussi, portando visitatori anche nei piccoli comuni e nelle aree meno interessate dal turismo tradizionale.
Il Varesotto punta su un turismo diffuso e internazionale
La sfida è trasformare questa capacità attrattiva in una filiera sempre più integrata tra ospitalità, agricoltura, ristorazione, cultura, natura ed enogastronomia.
La forte presenza di visitatori stranieri rappresenta da questo punto di vista un patrimonio strategico. Un turista internazionale che soggiorna sul territorio, visita un’azienda agricola, acquista prodotti locali e scopre piccoli borghi genera infatti un impatto economico che va oltre il comparto alberghiero.
Il Varesotto può quindi rafforzare il proprio posizionamento come destinazione complementare alle grandi mete lombarde, valorizzando la propria caratteristica distintiva: un territorio nel quale laghi, Prealpi, agricoltura, borghi e collegamenti internazionali convivono in pochi chilometri.
E mentre per una parte d’Italia il controesodo annuncia la fine delle vacanze, tra il Lago Maggiore e le Prealpi la stagione continua, guardando già alle opportunità di settembre.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






























































