Turismo religioso, da Milano la proposta al Governo: “Serve un Ufficio Nazionale dedicato”

Turismo religioso, da Milano la proposta al Governo: “Istituire un Ufficio Nazionale dedicato al Ministero”

 L’iniziativa presentata a Milano, destinata al Ministro Mazzi

Un appello formale al Governo e al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi per il riconoscimento istituzionale del turismo religioso come settore strategico nazionale. È questa la proposta lanciata a Milano nel corso di un incontro promosso dall’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, che ha riunito imprenditori, operatori turistici, professionisti e rappresentanti istituzionali per discutere le prospettive di crescita di un comparto ancora non pienamente valorizzato dal sistema Paese.

La proposta, elaborata dalla World Religious Tourism Network e coordinata da Biagio Maimone, Coordinatore per l’Italia del Turismo Religioso, prevede la costituzione presso il Ministero del Turismo di un Ufficio Nazionale per il Turismo Religioso: una struttura permanente con funzioni di coordinamento, promozione, tutela e sviluppo del settore a livello nazionale e internazionale.

 Un settore da 18 miliardi di euro con 300 milioni di pellegrini

I numeri parlano chiaro. Il turismo religioso coinvolge ogni anno oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori diretti verso santuari, monasteri, cammini spirituali e siti di rilevanza storica e religiosa in tutto il mondo, generando un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro.

In Italia il comparto produce ogni anno milioni di presenze e un indotto significativo per strutture ricettive, ristorazione, mobilità sostenibile, artigianato locale e servizi culturali. Rappresenta inoltre uno strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici e di sviluppo delle aree interne, spesso penalizzate dai circuiti del turismo tradizionale.

 Cosa farebbe l’Ufficio Nazionale per il Turismo Religioso

La struttura proposta avrebbe il compito di sviluppare strategie integrate per la crescita del comparto, coordinare le iniziative di Regioni ed enti locali, favorire il dialogo tra istituzioni civili e religiose, sostenere i cammini spirituali e promuovere politiche di sviluppo sostenibile capaci di generare benefici economici, occupazionali e culturali per l’intero Paese.

«Il turismo religioso costituisce un modello di sviluppo che integra crescita economica, coesione sociale, valorizzazione culturale e dimensione spirituale», ha dichiarato Biagio Maimone. «È necessario che lo Stato lo riconosca formalmente come settore autonomo e strategico, dotandolo di una struttura istituzionale stabile».

 Il ruolo della Basilicata e dell’ospitalità religiosa italiana

 L’Area Sud della Basilicata nella rete internazionale

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della rete internazionale, consolidato di recente dall’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network. La Basilicata, terra ricca di santuari, percorsi di fede e tradizioni religiose, rappresenta secondo la rete un territorio strategico per la crescita del turismo spirituale e per il contrasto allo spopolamento delle aree interne.

 Oltre 1.200 strutture di ospitalità religiosa in Italia

Un ruolo centrale è svolto dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce oltre 1.200 strutture tra conventi, case per ferie e istituti religiosi distribuiti sull’intero territorio nazionale, riconosciuti a livello internazionale per la capacità di coniugare accoglienza, inclusione e sostenibilità.

 Crescita economica sì, ma senza mercificazione dei luoghi sacri

Accanto alla dimensione economica, la proposta pone con forza un tema di natura etica: la necessità di proteggere santuari, chiese, monasteri e cammini spirituali da ogni forma di banalizzazione o sfruttamento commerciale. «I luoghi della fede non possono essere considerati semplicemente attrazioni turistiche», sottolinea la World Religious Tourism Network, che auspica l’elaborazione di una politica nazionale per la salvaguardia dell’autenticità dei siti religiosi.

Marcello Guadalupi, Presidente di MilanoPerCorsi e commercialista, ha sottolineato il potenziale ancora inespresso del settore: «Se inserito in una visione nazionale strutturata, il turismo religioso può diventare un potente motore di crescita economica diffusa, favorendo investimenti, sostenendo le imprese e creando occupazione stabile».

La visione complessiva si riassume nello slogan internazionale della rete: Religious Tourism for Peace, che considera il turismo religioso non solo un fenomeno economico, ma una forza capace di favorire il dialogo interculturale e la fraternità tra i popoli.


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