Le PMI italiane si distinguono da sempre per la matrice fortemente familiare: si tratta di oltre il 70% del totale.
Un discorso che riguarda anche le realtà della Lombardia, sovente alle prese con un fenomeno alquanto complesso da gestire, complice una popolazione per quasi il 50%, stando alle ultime statistiche, costituita da over 50, in linea con il trend generale dell’inverno demografico attraversato dal Belpaese.
Ci riferiamo al passaggio generazionale: una fase cruciale nella vita delle aziende a conduzione familiare, che non coincide semplicemente con il trasferimento della proprietà o delle quote societarie; coinvolge infatti la governance, la tutela del patrimonio e la continuità del progetto imprenditoriale.
Fondamentale pianificare questo percorso con il giusto anticipo, così da affrontare il ricambio in maniera più strutturata, riducendo i margini di incertezza. È proprio in questa fase che una consulenza finanziaria aziende può offrire un contributo concreto, aiutando gli imprenditori a valutare le diverse opzioni nell’ambito di una strategia patrimoniale coerente con gli obiettivi di lungo periodo. Vediamo come.
Passaggio generazionale: la parola chiave è… pianificare
Il passaggio generazionale è un processo che richiede tempo, soprattutto nelle imprese familiari. In genere, in questa tipologia di business, proprietà, ruoli gestionali e relazioni personali tendono spesso a sovrapporsi.
Rimandarlo è la cosa peggiore: è facile infatti generare incertezza, malcontento tra i dipendenti e compromettere la continuità aziendale.
La stessa cosa vale se si procede in maniera poco strutturata, specialmente quando il trasferimento delle competenze avviene in maniera tardiva o in modo non ottimale, con il rischio di mettere a repentaglio il patrimonio, complice un carico fiscale che risulta spesso evitabile.
Il cambio generazionale non coincide quindi con un semplice passaggio di quote, ma con un percorso volto a preservare il valore e l’identità dell’azienda.
Cosa significa pianificare (nel concreto)
I modelli più all’avanguardia per il passaggio generazionale prevedono una pianificazione accurata della successione. A tal proposito diventa essenziale:
- individuare i successori e prepararli gradualmente;
- trasferire competenze, responsabilità e poteri decisionali;
- ridefinire la governance evitando sovrapposizioni;
- tutelare il patrimonio e l’equilibrio tra gli eredi;
- ridurre il rischio di vendita o chiusura dell’impresa.
Alcuni strumenti efficaci di pianificazione da adottare
Tra gli strumenti utili nella pianificazione successoria rientrano i titoli di Stato. Essi non concorrono alla formazione dell’attivo ereditario imponibile: vale nello specifico BOT, BTP, CCT e altri titoli garantiti dallo Stato ed emessi dai Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e da organismi sovranazionali come la BEI.
Va inoltre valutato con attenzione il cosiddetto “paradosso del contenitore”. In cosa consiste? Alcune polizze vita vengono proposte per i benefici successori, ma i costi di gestione elevati possono assorbire il risparmio fiscale nel tempo. La loro gestione, in previsione di un passaggio generazionale, deve quindi essere valutata con particolare attenzione.
Altri strumenti da considerare risultano donazioni pianificate, patti di famiglia e trust, la cui efficacia dipende però dalla struttura dell’impresa e del patrimonio familiare. Non esistono soluzioni valide in assoluto: anche per questo una consulenza finanziaria specifica per le aziende diventa preziosa per coordinare gli aspetti patrimoniali, fiscali e societari.
Aiuta, sostanzialmente, a individuare il percorso più coerente con gli obiettivi di continuità dell’impresa.
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