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Caro carburanti, CONFEDRA lancia il Consorzio acquisti: Mario Cesaroni presenta la strategia per aiutare le PMI

La Confederazione Nazionale Imprese Italiane punta sull’acquisto collettivo per ridurre i costi di carburanti, energia e servizi. Il Presidente Nazionale Mario Cesaroni: “Insieme le imprese possono trasformare una crisi in un’opportunità”.

L’aumento del prezzo dei carburanti continua a mettere sotto pressione il sistema produttivo italiano. Benzina vicina ai 2 euro al litro, diesel oltre i 2,10 euro e costi di rifornimento cresciuti sensibilmente rispetto allo scorso anno rappresentano un peso sempre più difficile da sostenere per migliaia di piccole e medie imprese.

Artigiani, aziende di logistica, imprese edili, commercianti e professionisti che utilizzano quotidianamente i mezzi di trasporto si trovano ad affrontare un incremento dei costi che incide direttamente sulla competitività e sulla redditività delle attività.

Secondo Mario Cesaroni, Presidente Nazionale di CONFEDRA – Confederazione Nazionale Imprese Italiane, non è più sufficiente limitarsi ad analizzare il problema.

“Le nostre imprese non possono affrontare da sole una situazione che nasce da dinamiche internazionali sulle quali non hanno alcun potere di intervento. Come CONFEDRA abbiamo scelto di costruire una risposta concreta, capace di generare vantaggi immediati per gli associati.”

Il Consorzio CONFEDRA per l’acquisto collettivo

Per rispondere al caro carburanti, CONFEDRA ha annunciato la nascita del Consorzio Confedra, una centrale acquisti pensata per aggregare centinaia di imprese e aumentare il loro potere contrattuale nei confronti dei fornitori.

L’obiettivo è semplice ma strategico: negoziare condizioni economiche più vantaggiose rispetto a quelle che una singola impresa potrebbe ottenere autonomamente.

Il primo ambito di applicazione riguarda proprio il carburante, dove i contratti collettivi potrebbero consentire una riduzione dei costi stimata tra l’8% e il 15%.

Ma il progetto guarda oltre il rifornimento.

Il modello sarà infatti esteso anche ad altri settori fondamentali per la gestione aziendale, tra cui:

  • energia elettrica;
  • gas;
  • materie prime;
  • materiali di consumo;
  • telecomunicazioni;
  • servizi alle imprese.

In queste categorie il potenziale risparmio, secondo CONFEDRA, potrebbe raggiungere percentuali comprese tra il 8% e il 15%, contribuendo a rafforzare la competitività delle PMI italiane.

Mario Cesaroni: “L’unione delle imprese crea forza contrattuale”

Per il Presidente Nazionale Mario Cesaroni il principio che ispira il nuovo progetto è quello della collaborazione.

“Da sole molte aziende subiscono le oscillazioni dei mercati. Unite, invece, possono presentarsi come un unico grande interlocutore. Quando 300, 500 o 1.000 imprese negoziano insieme, acquisiscono una forza contrattuale che permette di ottenere condizioni molto più favorevoli e di affrontare con maggiore solidità anche la volatilità dei mercati energetici.”

Una filosofia che punta a trasformare la dimensione collettiva in uno strumento concreto di sviluppo economico.

Le richieste di CONFEDRA al Governo

Accanto alle iniziative operative, CONFEDRA chiede anche interventi strutturali sul piano istituzionale.

La Confederazione propone:

  • la stabilizzazione e il rafforzamento delle misure sulle accise, con un quadro normativo certo che consenta alle imprese di pianificare i costi;
  • una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi dei carburanti, per verificare la corrispondenza tra rincari alla pompa e costi effettivi di approvvigionamento;
  • strumenti di sostegno specifici per le PMI ad alta intensità di trasporto, distinti dalle misure rivolte ai consumatori privati.

Una risposta concreta per le imprese italiane

In un contesto economico caratterizzato dall’incertezza internazionale e dall’aumento dei costi energetici, CONFEDRA sceglie quindi un approccio operativo basato sulla cooperazione tra imprese.

Il Consorzio Confedra rappresenta una delle iniziative strategiche con cui la Confederazione intende rafforzare la competitività delle aziende associate, offrendo strumenti concreti per contenere i costi e migliorare la capacità di affrontare un mercato sempre più complesso.

Per Mario Cesaroni, la sfida è chiara: trasformare la forza del fare rete in un vantaggio competitivo stabile per il tessuto delle piccole e medie imprese italiane. In un momento in cui il caro carburanti rischia di rallentare la crescita economica, la collaborazione tra aziende diventa uno strumento decisivo per difendere margini, investimenti e sviluppo.


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