Charme Home agenzia immobiliare a Milano

Home Cultura “This Is The End”, alla Casa della Memoria di Milano l’arte contemporanea...

“This Is The End”, alla Casa della Memoria di Milano l’arte contemporanea racconta crisi e resistenza

Dal 18 settembre al 26 novembre 2026 la Casa della Memoria di Milano ospita “This Is The End”, mostra collettiva curata da AND Ente del Terzo Settore. Otto artisti interpretano attraverso linguaggi differenti le grandi criticità del nostro tempo, dalle guerre alla crisi climatica, dall’intelligenza artificiale alla condizione femminile, trasformando però il racconto della crisi in una riflessione sulla capacità dell’uomo e della natura di resistere, reagire e adattarsi. Inaugurazione giovedì 17 settembre alle 18 con la performance di C&R CORPIINDIMORA.

A Milano la mostra collettiva “This Is The End”

La contemporaneità, le sue fratture e soprattutto la capacità di resistere alle crisi diventano materia artistica alla Casa della Memoria di Milano, dove dal 18 settembre al 26 novembre 2026 sarà visitabile la mostra collettiva “This Is The End”.

Il progetto, a cura di AND Ente del Terzo Settore, riunisce le opere di Elisa Cella, Mahnaz Ekhtiary, Nicola Evangelisti, Loredana Galante, Nadia Galbiati, Roberto Ghezzi, Andrea Meregalli e Matteo Suffritti.

L’inaugurazione è in programma giovedì 17 settembre alle ore 18, negli spazi della Casa della Memoria in via Federico Confalonieri 14, con una performance di C&R CORPIINDIMORA, Cristina Banchetti e Roberto Pierantoni.

L’ingresso alla mostra è gratuito.

Dalla crisi alla resistenza: il nuovo significato di “This Is The End”

Quella presentata a Milano è una nuova versione di un progetto espositivo che ha già trovato spazio alla Villa Reale di Monza, a Villa Bagatti Valsecchi di Varedo e al MO.CA – Centro per le Nuove Culture di Brescia.

“This Is The End” nasce originariamente per affrontare alcune delle principali criticità che attraversano la società contemporanea: guerre, pandemie, migrazioni, condizione femminile, cambiamento climatico, intelligenza artificiale, sovrappopolazione, consumo di suolo e speculazione edilizia.

Nell’allestimento realizzato appositamente per la Casa della Memoria, tuttavia, cambia la prospettiva.

Il centro della riflessione diventa la resistenza, intesa come capacità dell’essere umano, delle comunità e della natura di reagire alle difficoltà e trasformare le crisi.

Il grido quasi disperato che caratterizzava l’idea originaria della mostra lascia così spazio a una prospettiva differente: non la negazione delle difficoltà del presente, ma la ricerca di una possibilità di risposta e, quindi, di speranza.

Otto artisti raccontano le grandi sfide del nostro tempo

Gli otto protagonisti della collettiva affrontano il concetto di resistenza partendo da questioni differenti.

Elisa Cella presenta una serie dedicata ai patogeni, richiamando la capacità sviluppata dall’umanità di affrontare epidemie e pandemie attraverso ricerca scientifica, disciplina sociale e intervento delle istituzioni nazionali e internazionali.

Mahnaz Ekhtiary porta nelle proprie opere la forza e la resistenza delle donne iraniane, protagoniste della lotta per i diritti civili contro dittatura e fondamentalismo religioso.

Il tema della guerra e del commercio delle armi caratterizza invece il lavoro di Nicola Evangelisti. In un contesto internazionale segnato dal riarmo e dall’apertura di nuovi fronti di conflitto, la resistenza assume per l’artista la forma di una scelta pacifista.

Loredana Galante concentra la propria ricerca sulla resistenza del femminile davanti agli abusi e alle dinamiche di sopraffazione che attraversano epoche e società.

Dalle città al clima, una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente

Il rapporto tra sviluppo urbano, ambiente e qualità della vita entra nella mostra attraverso il lavoro di Nadia Galbiati, che invita a riflettere sulle speculazioni finanziarie legate all’edilizia e sul consumo di suolo, questioni direttamente connesse all’abitabilità delle città e al riscaldamento globale.

Un tema particolarmente significativo anche per una metropoli come Milano, dove trasformazioni urbane, sostenibilità e qualità dello spazio pubblico sono al centro del dibattito sul futuro della città.

Roberto Ghezzi concentra invece l’attenzione sugli ambienti acquatici e sulla loro capacità di adattarsi continuamente a un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dagli eventi meteorologici estremi e dalla crescente pressione esercitata dalle attività umane.

Matteo Suffritti affronta i temi dell’inquinamento e delle fonti di approvvigionamento energetico, ponendo al centro della propria ricerca la capacità della natura di resistere alla contaminazione degli ecosistemi.

L’intelligenza artificiale entra nell’arte contemporanea

Tra le questioni più attuali affrontate da “This Is The End” trova spazio anche l’intelligenza artificiale.

È Andrea Meregalli a interrogarsi sul rapporto tra tecnologia, creatività e omologazione.

Nella sua pratica artistica l’IA non viene semplicemente utilizzata come strumento, ma diventa essa stessa oggetto di analisi: l’artista cerca di confrontarsi con i contenuti standardizzati prodotti dai sistemi artificiali, sfruttandone contemporaneamente i limiti tecnici.

Una riflessione che porta la mostra direttamente all’interno di uno dei dibattiti culturali più significativi degli ultimi anni: quale sarà il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale?

Il 10 ottobre la Giornata del Contemporaneo AMACI

“This Is The End” sarà inoltre protagonista della Giornata del Contemporaneo – AMACI, in programma sabato 10 ottobre.

Per l’occasione saranno organizzate due visite guidate alla mostra, rispettivamente alle 11 e alle 15.30.

Il programma culturale proseguirà poi con due conferenze aperte al pubblico.

Domenica 8 novembre alle 15.30 si terrà l’incontro:

“Resistenza alle sfide del contemporaneo. Dialogo tra arte e scienza”.

Sabato 21 novembre, sempre alle 15.30, sarà invece la volta della conferenza:

“Declinazioni del rifiuto. Rottura delle convenzioni sociali nei lavori delle artiste contemporanee”.

Gli incontri ampliano così il progetto espositivo trasformando la mostra in un’occasione di confronto interdisciplinare sulle trasformazioni della società contemporanea.

AND, l’arte contemporanea come strumento per fare cultura

La mostra è curata da AND Ente del Terzo Settore, realtà nata a Monza nel 2023 con l’obiettivo di organizzare progetti ed esposizioni dedicati all’arte contemporanea.

L’associazione lavora per creare un collegamento diretto tra artisti e istituzioni, sviluppando collaborazioni con critici, curatori, galleristi, associazioni culturali e realtà territoriali.

L’obiettivo dichiarato è mettere competenze ed esperienze differenti in relazione attorno a un principio comune: fare cultura attraverso l’arte contemporanea.

“This Is The End”: informazioni sulla mostra a Milano

Titolo: This Is The End
Artisti: Elisa Cella, Mahnaz Ekhtiary, Nicola Evangelisti, Loredana Galante, Nadia Galbiati, Roberto Ghezzi, Andrea Meregalli, Matteo Suffritti
A cura di: AND Ente del Terzo Settore
Sede: Casa della Memoria, via Federico Confalonieri 14, Milano
Periodo: dal 18 settembre al 26 novembre 2026
Inaugurazione: giovedì 17 settembre, ore 18
Performance inaugurale: C&R CORPIINDIMORA – Cristina Banchetti e Roberto Pierantoni
Orari: martedì-domenica 10.30-18.00
Chiusura: lunedì
Ingresso: gratuito

Appuntamenti

Sabato 10 ottobre – Giornata del Contemporaneo AMACI
Visite guidate alle ore 11 e 15.30.

Domenica 8 novembre – ore 15.30
“Resistenza alle sfide del contemporaneo. Dialogo tra arte e scienza”.

Sabato 21 novembre – ore 15.30
“Declinazioni del rifiuto. Rottura delle convenzioni sociali nei lavori delle artiste contemporanee”.


Scopri di più da GazzettadiMilano.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.