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Visione e sviluppo della Deputata Denic: innovazione e relazioni internazionali

Visione e sviluppo della Deputata Denic_ Gazzetta di Milano

Nel cuore della Serbia, dove tradizione e innovazione si intrecciano, incontriamo la Deputata Denic, una voce chiara e determinata dell’Assemblea Nazionale del Partito Progressista Serbo. Con un percorso che si estende dal livello locale a quello nazionale, la Deputata Denic ha saputo ascoltare, comprendere e tradurre le esigenze dei cittadini in azioni politiche concrete.

L’intervista con la deputata Denic si è svolta presso la prestigiosa sede della Fondazione ATM Milano, dove la Dott.ssa Salati Emanuela Maria, Direttore operativo della Fondazione ATM, ha accolto con grande entusiasmo i deputati Denic e Palalic.

«È un onore ospitare i deputati Denic e Palalic nella nostra fondazione», ha affermato la Dott.ssa Salati.

Durante la visita, i deputati hanno avuto l’opportunità di esplorare le strutture all’avanguardia della Fondazione ATM e di discutere gli sviluppi futuri del settore dei trasporti pubblici.

In questa intervista esploreremo la visione della deputata per il futuro della Serbia, il suo impegno per la cooperazione internazionale e le sfide e opportunità che il Paese affronta in un contesto globale in continua evoluzione. Scopriremo come la sua esperienza e il suo impegno si intrecciano per promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo e innovativo.

Deputata Denic, quali considera i momenti più significativi del suo percorso fino ad oggi?

In qualità di deputata dell’Assemblea Nazionale del Partito Progressista Serbo, sono orgogliosa di sostenere una politica di sviluppo, stabilità e progresso che i cittadini della Serbia da anni riconoscono e appoggiano. Il mio percorso politico si è sviluppato in modo naturale, dal livello locale a quello nazionale, il che mi ha permesso di acquisire una comprensione completa del funzionamento delle istituzioni e delle reali esigenze dei cittadini.

Il lavoro nell’amministrazione locale mi ha insegnato quanto sia importante ascoltare le persone e comprendere le sfide concrete che affrontano quotidianamente, mentre il lavoro nell’Assemblea Nazionale della Repubblica di Serbia mi ha offerto l’opportunità di tradurre tale esperienza in politiche pubbliche e iniziative legislative di rilevanza nazionale.

Un posto particolare nel mio lavoro è occupato dalla cooperazione internazionale, in particolare quella con l’Italia, uno dei più importanti partner politici ed economici della Serbia. Durante questo mandato ho avuto l’opportunità di incontrare, presso l’Assemblea Nazionale, rappresentanti del Parlamento e del Governo italiano, nonché di rafforzare ulteriormente i legami istituzionali e regionali tra i nostri due Paesi attraverso visite a Roma, Milano e Torino.

Ritengo che le relazioni tra Serbia e Italia siano oggi a un livello storicamente elevato, grazie al solido partenariato, alla fiducia reciproca e al rispetto costruiti dal Presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić e dalla Presidente del Consiglio dei Ministri italiana Giorgia Meloni.

Sono convinta che tali relazioni continueranno a svilupparsi ulteriormente sul piano politico, economico e culturale, a beneficio di entrambi gli Stati e dei nostri cittadini.

Un ruolo importante in questo processo è svolto anche dalla diplomazia parlamentare. La Presidente dell’Assemblea Nazionale Ana Brnabić sostiene in modo particolare il suo rafforzamento, riconoscendone l’importanza per lo sviluppo delle relazioni interstatali e per la creazione di nuove opportunità di cooperazione.

Vorrei inoltre sottolineare il Gruppo di amicizia con l’Italia, presieduto dal rispettato collega Jovan Palalić, uno dei gruppi di amicizia più numerosi e attivi dell’Assemblea Nazionale. Questo dimostra chiaramente quanto le relazioni tra i nostri due Paesi siano sincere, solide e sviluppate a più livelli.

Visione e sviluppo della Deputata Denic_ Gazzetta di Milano
Emanuela Salti, direttore operativo della Fondazione ATM con Deputata Denic e Deputato Palalic

Nel periodo a venire desidero porre particolare enfasi sulla cooperazione con la Lombardia, una regione che rappresenta uno dei modelli di sviluppo più riusciti in Europa. È proprio nella cooperazione con la Lombardia che vedo un grande potenziale per l’ulteriore sviluppo della Serbia, delle sue città e dei suoi comuni, attraverso lo scambio di esperienze nei settori dell’economia, del turismo, dell’ecologia, dell’istruzione e dell’innovazione.

Desidero inoltre richiamare l’attenzione sulle grandi potenzialità di cooperazione con il sud della Serbia. Niš, come la più grande città del sud e importante centro universitario, dispone di eccezionali opportunità di sviluppo nei settori dell’industria, dell’agroalimentare, del turismo, delle tecnologie innovative, della cultura e dell’istruzione superiore.

Ritengo che il collegamento tra le Regioni della Lombardia e del Piemonte con Niš e con il più ampio sud della Serbia possa contribuire allo scambio di conoscenze, tecnologie e buone pratiche, con un contributo concreto a uno sviluppo regionale più equilibrato.

Come membro del comitato per la protezione ambientale, quali iniziative sta promuovendo per affrontare le sfide ambientali?

La Serbia armonizza in modo continuo e responsabile la propria legislazione con gli standard e le raccomandazioni europee nel campo della tutela dell’ambiente, inclusa l’implementazione graduale degli obiettivi del Green Deal europeo. Il nostro approccio è realistico e sostenibile dal punto di vista economico. Le riforme vengono attuate per fasi, tenendo conto della competitività dell’economia e del mantenimento della stabilità economica.

Durante i colloqui che ho avuto in Lombardia, particolare attenzione è stata dedicata alle questioni della gestione dei rifiuti e del riciclo. La Lombardia è uno dei leader europei in questo settore e ritengo che la sua esperienza possa essere preziosa per la Serbia nel processo di ulteriore miglioramento degli standard ambientali e dello sviluppo di infrastrutture moderne.

Un’ulteriore conferma della serietà dell’approccio della Serbia in questo ambito è rappresentata anche dalla presenza a Belgrado dell’istituzione finanziaria italiana Cassa Depositi e Prestiti, che ha orientato una parte significativa delle proprie attività al finanziamento di progetti nel campo dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, collaborando con successo con istituzioni nazionali e locali.

L’obiettivo finale di tutte queste politiche è innanzitutto la tutela della salute dei cittadini, ma anche la creazione delle condizioni per uno sviluppo economico serbo sostenibile e competitivo a lungo termine, nonché l’allineamento con gli standard europei in questo settore, che sono certamente ai massimi livelli.

Quali sono le sue priorità nel promuovere l’educazione ambientale tra i giovani? Crede che sia essenziale integrare questo tema nei programmi scolastici?

Sono convinta che ogni politica ambientale seria inizi nella famiglia. La cultura e la consapevolezza ecologica si sviluppano fin dalla prima età, attraverso l’educazione, le abitudini quotidiane e il rapporto che i bambini instaurano con la natura, l’energia e le risorse.

Lo Stato ha un ruolo importante nel definire il quadro strategico, nell’essere un esempio di comportamento responsabile e nel promuovere, attraverso le istituzioni, lo sviluppo della consapevolezza ambientale; tuttavia, il cambiamento sostanziale inizia sempre nella famiglia e nella comunità locale.

Per questo ritengo che le tematiche della tutela dell’ambiente debbano essere presenti nel sistema educativo, non solo come parte dei programmi scolastici, ma anche attraverso attività pratiche che incoraggino la responsabilità e la partecipazione attiva dei giovani alla protezione dell’ambiente.

Il Governo della Repubblica di Serbia e il Ministero della Protezione Ambientale negli ultimi anni lavorano con impegno alla sensibilizzazione ambientale dei cittadini attraverso diverse campagne educative e informative. È visibile un progresso nella comprensione dell’importanza del riciclo, della tutela della natura e dell’uso razionale delle risorse, in particolare tra le giovani generazioni.

Proprio per questo credo che il risultato migliore si possa ottenere quando agiscono insieme la famiglia, la scuola, la comunità locale e lo Stato. Solo così possiamo costruire generazioni che considerino l’ambiente non come un obbligo, ma come un valore da preservare e migliorare.

Il settore del turismo è cruciale per l’economia locale. Quali strategie propone per incentivare il turismo sostenibile?

Il turismo per me non è soltanto un tema di politica pubblica, ma anche parte della mia esperienza personale, poiché provengo da Sokobanja, una delle più rinomate destinazioni termali della Serbia.

Crescendo in un ambiente in cui il turismo non è solo un settore economico, ma un vero e proprio stile di vita, ho avuto l’opportunità di constatare direttamente quanto questo settore contribuisca allo sviluppo della comunità locale, alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla preservazione della tradizione.

Sokobanja rappresenta un esempio di come le risorse naturali, il turismo sanitario, il patrimonio culturale e una gestione responsabile delle risorse possano insieme creare un prodotto turistico riconoscibile e sostenibile. Proprio per questo ritengo che le esperienze delle comunità locali di successo possano essere preziose per lo sviluppo del turismo in tutta la Serbia.

Il turismo è uno dei settori più dinamici dell’economia serba e uno degli ambiti in cui il Paese negli ultimi anni ha registrato progressi eccezionali.

La Serbia dispone di ricche risorse naturali, di un patrimonio storico-culturale, di una tradizione gastronomica e di numerosi eventi che attirano visitatori da tutto il mondo.

Oltre al turismo termale, sono importanti anche quello montano e, sempre più, quello rurale, mentre vorrei sottolineare anche il ruolo dei grandi festival culturali e musicali che collocano la Serbia come una destinazione turistica sempre più riconoscibile sulla mappa europea.

Belgrado occupa un posto speciale in questo sviluppo. Oggi è una delle città più dinamiche del sud-est europeo, un crocevia di persone, idee, culture e investimenti, una città che collega in modo naturale Oriente e Occidente. Lo sviluppo del progetto Belgrade Waterfront, la modernizzazione delle infrastrutture e il crescente numero di turisti confermano che la capitale serba sta diventando uno dei principali centri urbani di questa parte d’Europa.

Quando parliamo di turismo sostenibile, vedo la chiave negli investimenti nelle infrastrutture, nella tutela delle risorse naturali, nel rafforzamento delle comunità locali e nello sviluppo di contenuti che rispettino l’autenticità di ogni territorio. Proprio per questo ritengo che la cooperazione con regioni europee di successo possa essere di grande valore.

Durante la mia visita in Lombardia ho avuto colloqui molto significativi con il Presidente della Regione Attilio Fontana e con il sindaco di Livigno. Sono particolarmente grata al Presidente Fontana per il sostegno all’iniziativa di instaurare relazioni di gemellaggio tra Sokobanja e Livigno. Ritengo che tali progetti possano aprire nuove opportunità di scambio di esperienze, promozione turistica e sviluppo locale.

Una grande opportunità di sviluppo per la Serbia sarà sicuramente l’EXPO 2027 a Belgrado. Il tema dell’esposizione, dedicato al gioco e alla musica, porta un forte messaggio di connessione tra persone e culture.

Sono convinta che l’EXPO 2027 rappresenterà un potente stimolo non solo per il turismo, ma anche per lo sviluppo economico complessivo della Serbia. Colgo l’occasione per ringraziare l’Italia per la conferma della sua partecipazione, poiché la presenza dei nostri amici italiani aggiungerà un valore significativo a questo evento globale.

In che modo crede che la sua esperienza come membro delle commissioni per l’economia e l’energia possa contribuire a un sviluppo economico più equilibrato e sostenibile?

L’energia e l’economia sono oggi strettamente interconnesse. Non esiste uno sviluppo economico stabile senza un sistema energetico sicuro e sostenibile, così come non esiste una politica energetica di successo senza un’economia forte e competitiva.

La Serbia si trova attualmente in una fase importante di definizione del proprio sviluppo energetico a lungo termine. Una delle priorità è la diversificazione dell’approvvigionamento di petrolio e gas, al fine di garantire la sicurezza energetica e la resilienza alle sfide globali e alle perturbazioni del mercato energetico.

Parallelamente, stiamo investendo in modo significativo nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. I parchi eolici, gli impianti solari e un migliore utilizzo del potenziale idroelettrico rappresentano elementi fondamentali del futuro mix energetico della Serbia. Un ruolo particolarmente importante in questo processo è svolto anche dalle nostre grandi risorse idriche, incluso il Danubio, uno dei principali corridoi fluviali europei.

Nel quadro della strategia a lungo termine per la stabilità energetica è stato inoltre avviato un dibattito tecnico sulla possibilità dell’uso pacifico dell’energia nucleare, come parte delle soluzioni future che potrebbero contribuire a una maggiore indipendenza e sicurezza energetica della Serbia.

Particolare attenzione meritano anche i centri regionali di sviluppo, con particolare riferimento alla città di Niš, che si sta sempre più affermando come un importante centro universitario, scientifico e tecnologico della Serbia meridionale.

Niš dispone di un notevole potenziale per lo sviluppo di progetti nel campo dell’energia e della transizione verde, nonché per il futuro rafforzamento istituzionale attraverso la possibile istituzione di un Istituto per la Transizione Energetica. Un tale istituto rappresenterebbe una piattaforma significativa per la ricerca, lo sviluppo e il collegamento tra scienza, economia e partner internazionali nel settore energetico.

Desidero sottolineare in particolare l’importanza della cooperazione tra Serbia e Italia nel settore energetico. Ciò è emerso chiaramente anche durante il Forum Energetico Serbia–Italia, tenutosi quest’anno a Belgrado, dove sono stati confermati interessi comuni nei settori della transizione energetica, delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile.

Sono convinta che, attraverso la combinazione di stabilità energetica, nuove tecnologie e investimenti intelligenti, possiamo costruire un’economia competitiva, resiliente e pronta alle sfide del futuro.

La parità di genere è un argomento di grande rilevanza. Quali misure ritiene necessarie per garantire un’equa rappresentanza delle donne nei settori economici e politici?

L’uguaglianza di genere non è soltanto una questione di diritti delle donne, ma una questione relativa alla qualità della società e al suo sviluppo complessivo. Le società che garantiscono pari opportunità a tutti i cittadini ottengono risultati migliori in economia, istruzione, scienza e vita pubblica.

La Serbia ha dimostrato negli anni precedenti un forte impegno su questo tema, non solo attraverso il quadro legislativo, ma anche attraverso risultati concreti. Oggi abbiamo una Presidente dell’Assemblea Nazionale, tre vicepresidenti del Parlamento, l’istituzione del Commissario per la protezione dell’uguaglianza, nonché un ministro responsabile per l’area della parità di genere, il che dimostra che questi temi sono altamente posizionati nell’agenda politica dello Stato.

Personalmente ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente a numerose iniziative nazionali e internazionali dedicate all’empowerment femminile, inclusa la partecipazione a conferenze globali di parlamentari donne, nelle quali sono state scambiate esperienze sull’aumento della partecipazione femminile nei processi decisionali.

Come donna in politica posso testimoniare che la Serbia oggi offre spazio e opportunità alle donne per affermarsi nella vita pubblica, nella governance e nell’azione politica. Sono grata per il sostegno che le donne ricevono attraverso le politiche statali, così come per il chiaro impegno del Presidente Aleksandar Vučić affinché la parità di genere sia una delle priorità importanti della modernizzazione della società serba.

Deputata Denic e Deputato Palalic
Deputata Denic e Deputato Palalic

Tuttavia, esiste sempre margine di ulteriore progresso. Per questo è importante continuare a investire nell’istruzione, nell’empowerment economico delle donne, nel sostegno all’imprenditorialità e nella creazione di condizioni che consentano una più facile conciliazione tra obblighi familiari e professionali. Solo così possiamo costruire una società in cui il successo dipenda esclusivamente dalla conoscenza, dal lavoro e dalle competenze.

La tecnologia e l’innovazione svolgono un ruolo chiave nello sviluppo sostenibile. Come intende supportare le start-up e le imprese locali nell’adozione di pratiche innovative e sostenibili?

La tecnologia, la conoscenza e l’innovazione rappresentano oggi una delle risorse più importanti di ogni Stato. La Serbia ha riconosciuto tempestivamente questa realtà e negli ultimi anni ha compiuto significativi progressi nello sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione, nella digitalizzazione e nel sostegno alle nuove tecnologie.

Desidero sottolineare in particolare la forte dedizione della Presidente dell’Assemblea Nazionale Ana Brnabić allo sviluppo dell’innovazione, della trasformazione digitale e del progresso tecnologico. Questa è la direzione in cui la Serbia si sta sviluppando come Stato europeo moderno, fondato sulla conoscenza, sulla creatività e sul potenziale dei giovani.

Oggi la Serbia è riconosciuta come uno dei centri regionali per lo sviluppo delle innovazioni e delle start-up. I nostri giovani ingegneri, programmatori e ricercatori competono con successo sul mercato globale grazie alle loro competenze, mentre le nostre facoltà tecniche e istituzioni scientifiche sono riconosciute per l’elevata qualità della formazione e della ricerca.

Particolare importanza rivestono i parchi scientifico-tecnologici di Belgrado, Novi Sad, Niš e Kragujevac, che sono diventati luoghi di aggregazione di talenti, imprese innovative e comunità scientifica. Il Parco scientifico-tecnologico di Niš rappresenta uno dei più importanti centri regionali di innovazione, il quale, attraverso il suo lavoro, contribuisce al collegamento tra scienza, economia e l’ecosistema delle start-up nella Serbia meridionale, nonché al rafforzamento della posizione di Niš come centro tecnologico e di sviluppo della regione.

Parallelamente, la Serbia investe in modo significativo nello sviluppo delle biotecnologie attraverso il progetto BIO4, nonché nello sviluppo dell’infrastruttura digitale e dell’intelligenza artificiale.

Siamo orgogliosi del fatto che la Serbia sia tra i leader regionali nell’applicazione dell’intelligenza artificiale e che abbia avuto l’opportunità di presiedere il Global Partnership on Artificial Intelligence. Ciò dimostra che il nostro Paese non è soltanto un utilizzatore di tecnologie moderne, ma anche un attore attivo nella loro definizione.

Durante i colloqui con il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana abbiamo affrontato anche questioni concrete di cooperazione nei settori dell’innovazione, delle nuove tecnologie, dell’istruzione e della ricerca. La Lombardia è uno dei leader europei in questi ambiti e ritengo che vi sia un ampio spazio per il collegamento tra le nostre istituzioni, imprese e università.

Un ruolo particolarmente importante in questo processo possono avere prestigiose istituzioni accademiche come l’Università Bocconi, il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ritengo che il rafforzamento della cooperazione con tali istituzioni apporterebbe un valore aggiunto allo sviluppo dei giovani talenti in Serbia e contribuirebbe a un ulteriore rafforzamento dei legami tra i nostri due Paesi.

La Serbia offre sempre più conoscenza, idee, innovazione e soluzioni ad alto contenuto tecnologico. È proprio in questo che vedo uno dei pilastri fondamentali del nostro futuro sviluppo economico.

Come immagina il futuro della sua nazione nei prossimi dieci anni, e quali passi concreti sta intraprendendo per realizzare questa visione?

Vedo la Serbia, nei prossimi dieci anni, come uno Stato europeo stabile, economicamente forte e moderno, che è riuscito a preservare la propria identità, i propri valori e la propria indipendenza, costruendo al tempo stesso partenariati con Paesi di tutto il mondo.

La politica portata avanti dal Presidente Aleksandar Vučić ha reso la Serbia riconoscibile per un approccio autonomo e responsabile alle relazioni internazionali, basato sulla tutela degli interessi nazionali, della sovranità e dell’integrità, ma anche sull’apertura alla cooperazione con tutti coloro che desiderano partenariato, dialogo e sviluppo comune.

Nei prossimi dieci anni desidero vedere la Serbia come un Paese che continua a investire nell’istruzione, nella scienza, nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale, come un Paese che attrae investimenti da tutto il mondo grazie alla stabilità, alla competenza delle sue persone e a un ambiente imprenditoriale favorevole.

Vedo la Serbia come un Paese in cui i giovani riconoscono il proprio futuro, un Paese in cui fanno ritorno, e non da cui partono. Un Paese orgoglioso della propria storia, cultura e tradizione, ma al tempo stesso pienamente orientato al futuro.

Tuttavia, se dovessi individuare un valore come il più importante, sarebbe la pace. In un’epoca di grandi sfide globali, la pace resta la condizione fondamentale di ogni sviluppo.

Per questo vedo la Serbia come un fattore di stabilità nella regione, come uno Stato che promuove il dialogo, il rispetto reciproco e la cooperazione tra i popoli. La vedo come un ponte che collega culture, economie e società diverse, proprio come ha fatto per secoli, collegando Oriente e Occidente.

Sono convinta che proprio la combinazione di pace, stabilità politica, sviluppo economico, conoscenza e cooperazione internazionale consentirà alla Serbia di diventare, nei prossimi dieci anni, ancora più prospera e un luogo ancora migliore in cui vivere per tutti i suoi cittadini. Questa è la visione della Serbia in cui credo e al cui sviluppo desidero dare il mio personale contributo.

Concludiamo questa intervista con la Deputata Denic, una leader che guarda al futuro con ottimismo e determinazione. Attraverso le sue parole, emerge chiara la visione di una Serbia che non solo preserva la propria eredità culturale e storica, ma che è anche pronta a costruire un futuro basato su pace, conoscenza e sviluppo sostenibile.

La dedizione della Deputata Denic al rafforzamento delle relazioni internazionali, alla promozione dell’uguaglianza di genere e all’adozione di pratiche innovative rappresenta un faro di speranza e progresso per la Serbia e i suoi cittadini. Con il suo impegno, il Paese si prepara a scrivere nuovi capitoli di successo e prosperità.

 


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