Lo stigma che la rete sia la principale causa di isolamento delle persone sembra ormai un ricordo lontano, in considerazione di tutte le opportunità di socializzazione che proprio la dimensione digitale offre.
Social network come collante sociale
Whatsapp, Facebook, Instagram e YouTube si confermano, nel Report Digital 2026 di We Are Social, le piattaforme più utilizzate nel nostro Paese. Il dato che ci interessa particolarmente, però, riguarda il fatto che il 45,3% degli italiani utilizza tali canali per restare in contatto con familiari e amici.
La dimensione virtuale diventa, dunque, uno spazio che si aggiunge a quello fisico, ampliando il tempo che abbiamo a disposizione per coltivare e rafforzare le relazioni sociali. Se in passato la tendenza era far crescere il profilo social con un numero consistente di follower ed “amici”, oggi la priorità anche in rete è di creare o preservare legami di valore.
Non c’è da stupirsi, allora, se anche il fenomeno delle community digitali cresca in concomitanza con lo sviluppo di nuove attività condivise online.
Community di valore: dal gaming allo streaming
Se nella realtà fisica l’esperienza di condivisione raggiunge il suo apice in ambito ludico, perché non dovrebbe accadere la stessa cosa anche nel contesto digitale? In effetti, la rete può essere oggi concepita anche come un enorme spazio di gioco dove poter condividere il divertimento in tempo reale con altre persone. Non è un caso se il gaming in CO-OP, cioè collaborativo, è diventato uno dei più grandi collanti sociali per le nuove generazioni.
Il bisogno di connessione entra nell’intrattenimento in rete, unendo persone che condividono le stesse passioni ludiche. Pensiamo a chi si ritrova dinanzi ad una partita di bingo in rete, potendo condividere in chat l’emozione dell’estrazione o la gioia della vincita. Si ritrova anche nella dimensione virtuale quella ritualità tipica delle sale fisiche.
Allo stesso modo l’intrattenimento che passa dalla visione di contenuti in streaming su Twitch o Discord viene impreziosito dalla possibilità di interagire in tempo reale con altri partecipanti o spettatori. In questo caso il gioco o la diretta diventano solo una componente di un’esperienza più ampia che non vuole più fare a meno della natura sociale.
Dunque, oltre lo schermo e gli algoritmi, la natura dell’utente resta ancora profondamente umana e desiderosa di arricchirsi attraverso l’incontro con l’altro.
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