Il mercato digitale italiano ha chiuso il 2025 a quota 84,4 miliardi di euro, registrando una crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente e correndo a un ritmo superiore rispetto al PIL nazionale. È il dato principale che emerge dal Rapporto “Il Digitale in Italia 2026”, giunto quest’anno alla 57esima edizione, presentato da Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del settore digitale, nella cornice istituzionale della Camera dei Deputati.
Un ecosistema in trasformazione
Il documento, realizzato in collaborazione con NetConsulting cube, fotografa un ecosistema chiamato ad affrontare, nel prossimo triennio, una fase di transizione cruciale: il passaggio dalla spinta propulsiva del PNRR, ormai in fase di chiusura, verso un modello di crescita autonomo, capace di trasformare gli investimenti tecnologici in valore diffuso sul territorio nazionale.
AI e cybersecurity, i comparti più dinamici
All’interno del mercato digitale, a trainare la crescita sono soprattutto i servizi ICT, con l’intelligenza artificiale e la cybersecurity che si confermano i comparti più dinamici del settore. Due ambiti che continuano ad attrarre investimenti crescenti da parte di imprese e pubblica amministrazione, in un contesto in cui la trasformazione digitale è ormai considerata una leva strategica imprescindibile per la competitività del sistema Paese.
Un settore che vale oltre 132mila imprese
Il Rapporto restituisce le dimensioni di un ecosistema ICT sempre più rilevante per l’economia italiana: oltre 132mila imprese attive nel comparto e circa 638mila addetti impiegati nel settore. Numeri che confermano il ruolo del digitale non solo come motore di innovazione tecnologica, ma anche come importante bacino occupazionale a livello nazionale.
La sfida del prossimo triennio
Con la progressiva chiusura della fase PNRR, che negli ultimi anni ha rappresentato un volano fondamentale per gli investimenti digitali di imprese e pubblica amministrazione, il settore si trova ora davanti alla sfida di consolidare una crescita autonoma e strutturale. L’obiettivo, sottolineato dal Rapporto, è quello di trasformare gli investimenti tecnologici accumulati in questi anni in valore economico e sociale diffuso su tutto il territorio, superando le disparità territoriali che ancora caratterizzano il grado di maturità digitale del Paese.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



























































