Home Salute e Benessere Milano capitale delle Life Sciences

Milano capitale delle Life Sciences

Prima edizione del Forum WOMA a Milano: dove la scienza incontra l’innovazione e il fattore umano

Si è conclusa all’Allianz MiCo di Milano la prima edizione di WOMA – Inspiring the WOrld of pharMA, il forum internazionale dedicato a pharma, medtech, healthcare e life sciences. Due giorni di lavori, quasi mille professionisti accreditati, oltre sessanta partner e sponsor: numeri che confermano quanto il settore sentisse il bisogno di uno spazio di confronto strutturato, capace di mettere a sistema scienza, industria, tecnologia e visione strategica.

La tesi emersa sessione dopo sessione è stata una sola: il progresso reale nelle life sciences nasce dove innovazione tecnologica e fattore umano si incontrano.

Milano hub europeo delle life sciences: l’apertura istituzionale

Ad aprire i lavori è stato Michele Barletta, Presidente del Comitato Scientifico di WOMA e Presidente di BioPharma Network – Associazione Manager del Farmaceutico, che ha ricondotto la nascita del progetto alla profonda trasformazione in atto nel comparto. Accanto a lui, Florencia Bechara, CEO di WOMA, ha messo a fuoco il valore dell’esperienza per i partecipanti.

Sul palco istituzionale è intervenuto Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio e Piano Straordinario Casa del Comune di Milano, che ha collocato il Forum nel quadro del posizionamento della città come ecosistema europeo dell’innovazione: “Milano è una città della conoscenza, perché ha saputo unire università, ricerca, impresa, infrastrutture e qualità urbana. Le life sciences sono oggi una sfida strategica non solo scientifica, ma sociale e politica: riguardano l’accesso alle cure, la sostenibilità dei sistemi sanitari e la riduzione delle disuguaglianze.”

Competitività del Paese e valore della scienza

Il primo panel della serata ha riunito industria, ricerca, istituzioni e media intorno a un tema centrale: la competitività dell’Italia nel settore life sciences. Nicoletta Luppi, Vicepresidente di Assolombarda e Presidente e AD di MSD Italia, ha fissato la posta in gioco: “Il settore delle life sciences è uno dei pilastri più solidi della competitività del Paese e un motore essenziale di innovazione, crescita e occupazione qualificata. Perché oggi non vince chi innova di più, ma chi mette l’innovazione nelle condizioni di arrivare prima.”

Daniele Finocchiaro, Consigliere delegato di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, ha richiamato l’investimento nella ricerca come motore di progresso sociale, mentre Federico Silvestri, CEO & General Manager del Gruppo Il Sole 24 Ore, ha ragionato sul ruolo in evoluzione dei media nel racconto della scienza.

La prima serata si è chiusa con il keynote di José Manuel Barroso, ex Presidente della Commissione Europea, dedicato alla New Health Economy: “L’esperienza di GAVI lo dimostra: unendo governi, industria, fondazioni e società civile attorno a una missione comune, in venticinque anni abbiamo dimezzato la mortalità infantile in 78 Paesi. Le partnership pubblico-private guidate da una missione sono il modo più realistico per affrontare le grandi sfide del nostro tempo.”

A chiudere la serata, la Charity Dinner a sostegno di Fondazione AIRC, Charity Partner ufficiale dell’evento, con raccolta fondi destinata ai giovani ricercatori oncologi.

AIFA e Regione Lombardia: le istituzioni accelerano l’innovazione terapeutica

La giornata del 26 giugno, condotta da Alice Farella Monti, si è aperta con gli interventi di Robert Nisticò, Presidente di AIFA, e di Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità Sociale di Regione Lombardia ed Executive Board Member AIFA. “Regione Lombardia può contare su un ecosistema unico fatto di ricerca, competenze cliniche e capacità industriale” ha dichiarato Monti. “Il ruolo delle istituzioni è favorire il dialogo tra questi attori affinché l’innovazione si traduca sempre più rapidamente in benefici concreti per i cittadini.”

Jennifer Doudna e CRISPR: la ricerca come condizione del futuro

Tra i momenti più attesi della giornata, Jennifer Doudna, Premio Nobel per la Chimica 2020 e co-scopritrice di CRISPR-Cas9, ha raccontato come una scoperta nata dallo studio del sistema immunitario batterico abbia aperto la strada alle moderne tecnologie di gene editing. In conversazione con Andrea Grignolio Corsini, professore di Storia della Medicina all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Doudna ha ribadito un principio fondamentale: il futuro della medicina nasce dalla ricerca, diventa impatto attraverso l’innovazione e richiede responsabilità nel governo delle tecnologie.

Sanità su Marte: la provocazione metodologica di Meskó

La sessione Future of Technologies in Medicine ha portato sul palco Bertalan Meskó, fondatore del Medical Futurist Institute, con una provocazione diventata subito oggetto di dibattito: e se dovessimo ricostruire un sistema sanitario da zero, come su Marte? “Il futuro della medicina va progettato a partire dall’esperienza del paziente. L’AI, la salute digitale e le tecnologie avanzate contano solo se potenziano quell’esperienza: la tecnologia non sostituisce il medico, lo amplifica.”

Intelligenza artificiale: un nuovo Rinascimento da guidare

Zack Kass, consulente globale in AI ed ex Head of Go-to-Market di OpenAI, ha presentato la sua visione con il titolo The Next RenAIssance. Una posizione controcorrente, che sorprende proprio perché viene da chi conosce il settore dall’interno: “L’intelligenza artificiale non è una minaccia da contenere, è un Rinascimento da guidare. Nel pharma e nel medtech la differenza non la faranno quelli che adottano la tecnologia più avanzata, ma quelli che hanno il coraggio di guidare la trasformazione invece di subirla.”

Longevità, investimenti e Agentic AI nel drug discovery

La sessione Vision & Strategy ha portato sul palco tre prospettive complementari: la scienza della longevità con Marco Quarta di Rubedo Life Sciences, le dinamiche degli investimenti con Assunta Siviero di MFS International e l’Agentic AI nel drug discovery con Antonio Gatti di Microsoft. Il messaggio condiviso: il pharma si trova davanti a una ridefinizione strutturale dei propri modelli di business, spinta dalla longevità, dalle nuove piattaforme biotech e dall’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca.

Amy Cuddy chiude: nell’era AI vince la fiducia, non l’algoritmo

A chiudere il Forum è stata Amy Cuddy, psicologa sociale e autrice di bestseller internazionali. La scelta di affidare l’ultimo intervento a una scienziata del comportamento in un contesto pharma è già un segnale: “Nell’era dell’intelligenza artificiale, il vero vantaggio competitivo non è l’algoritmo, ma la fiducia. Le organizzazioni devono innovare con la stessa urgenza sia le proprie tecnologie che le proprie capacità umane — fiducia, creatività, sicurezza psicologica. Sono queste a decidere se le persone affrontano il cambiamento come un’opportunità o come una minaccia.”

I saluti finali di Michele Barletta hanno sintetizzato lo spirito dell’intera due giorni: “Il futuro della salute non è qualcosa da prevedere, ma qualcosa da costruire insieme, attraverso il dialogo tra scienza, industria, istituzioni, tecnologia e società.”


Scopri di più da GazzettadiMilano.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.