Il primo paziente trattato è un uomo di 52 anni affetto da orbitopatia basedowiana in rapida progressione. Il nuovo anticorpo monoclonale agisce sui meccanismi della malattia e può ridurre infiammazione, sporgenza oculare e visione doppia. Il trattamento è stato approvato da AIFA.
Un nuovo passo avanti nella cura della Malattia Oculare Tiroidea arriva da Milano. Al Policlinico di Milano è stato somministrato per la prima volta in Italia teprotumumab, farmaco specificamente sviluppato per il trattamento di questa patologia autoimmune, conosciuta anche come orbitopatia basedowiana.
Il primo paziente sottoposto alla nuova terapia è un uomo di 52 anni affetto da una forma della malattia in rapida progressione. Il trattamento è stato eseguito presso il Centro di riferimento per la diagnosi e la cura della orbitopatia basedowiana dell’Endocrinologia del Policlinico, diretta da Giovanna Mantovani.
L’introduzione della nuova terapia rappresenta un’importante opportunità per i pazienti che convivono con una patologia capace di compromettere non soltanto la qualità della vita, ma nei casi più severi anche la funzione visiva.
Cos’è la Malattia Oculare Tiroidea
La Malattia Oculare Tiroidea è una patologia autoimmune nella quale il sistema immunitario attacca i muscoli oculari e il tessuto adiposo che circonda gli occhi, provocando un processo infiammatorio.
Tra le principali conseguenze possono comparire sporgenza degli occhi, o esoftalmo, visione doppia (diplopia) e, nelle forme più gravi, danni permanenti alla vista.
Nella maggior parte dei casi la patologia è associata alla malattia di Basedow, condizione autoimmune che colpisce la tiroide e può provocare ipertiroidismo.
Fino a oggi il trattamento della Malattia Oculare Tiroidea si è basato soprattutto sull’impiego di corticosteroidi. Questi farmaci possono essere efficaci nel controllo dell’infiammazione, ma presentano maggiori limiti nei confronti di alcune delle manifestazioni più invalidanti, come esoftalmo e diplopia.
Nei casi più complessi può quindi rendersi necessario il ricorso alla chirurgia orbitaria.
Teprotumumab: come funziona il nuovo farmaco
Il Policlinico di Milano ha partecipato negli anni a numerose sperimentazioni e ha messo a disposizione dei pazienti diverse terapie basate su anticorpi monoclonali.
Il nuovo passo è rappresentato da teprotumumab, anticorpo monoclonale di ultima generazione che interviene direttamente sui meccanismi alla base della malattia.
La terapia punta a ottenere risultati non soltanto sulla componente infiammatoria, ma anche sulla sporgenza oculare e sulla visione doppia, due delle conseguenze con maggiore impatto sulla vita dei pazienti.
«Per la prima volta disponiamo di un trattamento sviluppato specificamente per questa patologia, capace di intervenire non solo sull’infiammazione, ma anche sulle manifestazioni che hanno il maggiore impatto sulla funzione visiva e sulla qualità di vita delle persone. L’obiettivo non è migliorare un aspetto estetico, ma preservare la funzione visiva e prevenire le complicanze della malattia».
A sottolinearlo sono gli endocrinologi Mario Salvi e Ilaria Muller, responsabili del Centro di riferimento per la diagnosi e la cura della orbitopatia basedowiana del Policlinico di Milano.
Otto infusioni ogni tre settimane
Il trattamento con teprotumumab prevede un ciclo di otto infusioni endovenose, somministrate con una cadenza di una ogni tre settimane.
Il farmaco è stato approvato da AIFA, ma nella fase attuale può essere somministrato esclusivamente in casi selezionati, individuati e valutati dai Centri autorizzati, in attesa della definizione del percorso di rimborsabilità.
L’introduzione della terapia, resa possibile anche grazie al lavoro della Farmacia dell’Ospedale, diretta da Marcello Sottocorno, amplia quindi le possibilità di intervento per una malattia che fino a oggi ha avuto a disposizione opzioni farmacologiche limitate.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda inoltre la possibilità che, nei pazienti appropriati, il nuovo approccio terapeutico possa contribuire a ridurre la necessità di ricorrere alla chirurgia.
Il Centro del Policlinico segue circa 600 pazienti ogni anno
Il risultato rafforza il ruolo del Policlinico di Milano nell’introduzione delle terapie innovative all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Il Centro milanese segue ogni anno circa 600 pazienti e affianca da tempo l’attività assistenziale alla ricerca scientifica e alla partecipazione a studi internazionali.
Il modello adottato è multidisciplinare e coinvolge endocrinologi, oculisti, otorinolaringoiatri, chirurghi orbitari, radiologi e farmacisti ospedalieri, mettendo insieme differenti competenze per la gestione di una patologia complessa.
«Essere il primo centro italiano a rendere disponibile questa nuova terapia conferma la capacità del Policlinico di Milano di trasferire rapidamente nella pratica clinica le innovazioni terapeutiche, mettendo a disposizione dei pazienti competenze multidisciplinari e cure sempre più avanzate».
Lo dichiara Matteo Stocco, Direttore Generale del Policlinico di Milano.
L’avvio del trattamento con teprotumumab segna così una nuova tappa nell’approccio alla Malattia Oculare Tiroidea e conferma Milano tra i centri impegnati nel trasferimento dell’innovazione scientifica nella pratica clinica.
Direttore: Monica Cremonesi
Team: Maria Grazia Cardile – Valentina Castellano Chiodo – Ilaria Coro – Paola Iuorio – Rosy Matrangolo – Valentina Meschia
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