Confindustria Lombardia, Assolombarda e Corpo consolare di Milano e della Lombardia fanno tappa a Pavia con il roadshow “Impresa e Diplomazia nei territori lombardi”. Al centro Life Sciences e Agribusiness, due filiere che complessivamente generano oltre 5 miliardi di euro di valore della produzione. Obiettivo: creare nuove connessioni tra imprese, istituzioni e mercati internazionali.
Impresa e diplomazia economica: il roadshow arriva a Pavia
La competitività internazionale della Lombardia passa anche dalla capacità di valorizzare le eccellenze produttive dei singoli territori e di costruire relazioni economiche con partner esteri.
È questo il principio alla base della seconda tappa del roadshow “Impresa e Diplomazia nei territori lombardi”, promosso da Confindustria Lombardia e dal Corpo consolare di Milano e della Lombardia, in collaborazione con Assolombarda.
L’incontro si è svolto il 2 luglio nella sede pavese di Assolombarda e ha portato al centro del confronto due filiere strategiche per l’economia locale: Life Sciences e Agribusiness.
La presenza dei rappresentanti del Corpo consolare ha permesso di rafforzare il dialogo tra sistema produttivo e diplomazia economica, con l’obiettivo di favorire incontri tra imprese lombarde e Paesi strategici, sviluppare nuove collaborazioni e creare opportunità sui mercati internazionali.
Lombardia, investimenti e export al centro della competitività
La Lombardia conserva una marcata vocazione internazionale. Nel 2024 il flusso di investimenti in entrata ha raggiunto 24,3 miliardi di euro, mentre quelli verso l’estero hanno toccato 13,1 miliardi.
Il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha sottolineato tuttavia la necessità di continuare ad alimentare questa capacità competitiva.
Nel 2025, nonostante il valore record delle esportazioni regionali, la crescita dell’export è risultata inferiore a quella della domanda potenziale, determinando un’erosione delle quote di mercato sui principali mercati.
Uno scenario sul quale incidono l’instabilità internazionale e le tensioni commerciali.
Secondo Pasini, occorre quindi valorizzare le specificità produttive dei territori, sostenere la domanda interna e accompagnare le imprese nella transizione green e digitale, continuando inoltre a utilizzare efficacemente i fondi di coesione come leva per gli investimenti.
Biffi: «La competitività internazionale nasce dalla forza dei territori»
Per il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, la dimensione internazionale delle imprese è strettamente collegata alla solidità degli ecosistemi locali.
«La competitività internazionale nasce sempre dalla forza dei territori».
Pavia rappresenta, in questa prospettiva, un caso significativo per la presenza di competenze industriali, ricerca, innovazione e filiere altamente specializzate.
Le Life Sciences hanno generato nel 2024 circa 1,9 miliardi di euro di valore della produzione, mentre l’Agribusiness ha raggiunto circa 3,2 miliardi.
A queste specializzazioni si affianca anche la filiera della microelettronica, particolarmente sviluppata nel territorio pavese.
Il dialogo tra aziende, istituzioni e rappresentanze consolari diventa quindi uno strumento per accompagnare le imprese sui mercati globali e favorire l’attrazione di investimenti.
Biffi ha ricordato anche la recente missione di Assolombarda in Canada, sviluppata con il supporto dell’ambasciatore Alessandro Cattaneo, attraverso la quale sono state avviate interlocuzioni su temi strategici come materie prime critiche e intelligenza artificiale.
Il Corpo consolare come facilitatore della diplomazia economica
Un ruolo sempre più importante è affidato alle rappresentanze consolari.
La Decana del Corpo consolare di Milano e della Lombardia, Veronica Crego, ha evidenziato come oggi i consolati siano chiamati a diventare protagonisti attivi della diplomazia economica territoriale.
L’obiettivo è mettere in relazione i rispettivi Paesi con la realtà produttiva lombarda, entrando direttamente nei distretti industriali e negli ecosistemi nei quali si sviluppano innovazione, ricerca e manifattura.
La scelta di Pavia assume quindi una valenza precisa: il territorio viene considerato non soltanto un’area ad alta produttività, ma un ecosistema nel quale ricerca scientifica e cultura industriale avanzata trovano importanti punti di incontro.
Cattaneo: Pavia traduce l’innovazione in presenza sui mercati globali
Anche Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, ha sottolineato il rapporto tra territorio e internazionalizzazione.
Un indicatore particolarmente significativo arriva dal settore farmaceutico pavese: tra il 2022 e il 2025 le esportazioni sono più che raddoppiate, passando da 785 milioni a 1,85 miliardi di euro.
Il dialogo con il Corpo consolare, secondo Cattaneo, permette alla Regione di sviluppare relazioni bilaterali e trasformare la diplomazia economica in uno strumento concreto a sostegno delle aziende lombarde.
Life Sciences Pavia: una filiera da 1,9 miliardi
Il sistema delle Life Sciences di Pavia rappresenta uno degli esempi più interessanti di integrazione tra industria, ricerca scientifica, sanità avanzata e università.
Nel 2024 la filiera ha prodotto circa 1,9 miliardi di euro di valore della produzione e oltre 800 milioni di valore aggiunto, con un impatto diretto equivalente al 4,8% del PIL provinciale.
La filiera comprende 26 società di capitali con un fatturato superiore a un milione di euro.
La componente economicamente più importante è quella farmaceutica: 17 società di capitali, oltre 920 milioni di euro di fatturato nel 2024 e quasi 450 milioni di valore aggiunto.
Al panel dedicato alle Life Sciences hanno partecipato rappresentanti di alcune delle principali realtà del territorio, tra cui Fedegari, ICS Maugeri, Fondazione IRCCS Mondino, Fondazione CNAO e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.
Agribusiness, 3,2 miliardi di valore della produzione
Ancora più consistente in termini di valore della produzione è l’Agribusiness pavese.
La filiera comprende tutte le principali fasi della catena: produzione delle materie prime, macchinari agricoli, trasformazione industriale, recupero dei rifiuti organici secondo i principi dell’economia circolare, commercio e servizi specializzati.
Nel complesso comprende 304 società di capitali con fatturato superiore a un milione di euro.
Nel 2024 l’Agribusiness pavese ha generato circa 3,2 miliardi di euro di valore della produzione e circa 530 milioni di euro di valore aggiunto, equivalente a circa il 3,1% del PIL provinciale in termini di impatto diretto.
Particolarmente significativa anche la dinamica di crescita: tra il 2019 e il 2024 il valore della produzione è aumentato del 39,4%, mentre il valore aggiunto è cresciuto del 43,8%.
Trasformazione industriale e macchinari trainano la filiera
La trasformazione industriale costituisce il segmento economicamente più rilevante dell’Agribusiness pavese.
Da sola genera oltre la metà del valore della produzione e del valore aggiunto dell’intera filiera: circa 1,6 miliardi di euro di produzione e oltre 271 milioni di valore aggiunto.
Il comparto dei macchinari rappresenta invece il 9% del valore della produzione e il 18% del valore aggiunto, rispettivamente con 307 milioni e quasi 94 milioni di euro.
Materie prime, economia circolare e servizi rappresentano complessivamente circa il 10% della filiera.
Al confronto dedicato a Food & Packaging hanno partecipato esponenti di AB Mauri, ITP, Giorgi Wines e Goglio.
Diplomazia economica e imprese, un modello per la Lombardia
La tappa pavese del roadshow mette in evidenza un modello di internazionalizzazione che parte dalle specializzazioni territoriali.
Non soltanto grandi missioni commerciali all’estero, quindi, ma un’attività di relazione capace di portare la diplomazia economica direttamente nei distretti produttivi, mettendo in contatto aziende, istituzioni, consolati, ricerca e università.
Per una regione fortemente orientata all’export come la Lombardia, la capacità di costruire queste connessioni può diventare ancora più strategica in una fase caratterizzata da nuovi equilibri geopolitici, tensioni commerciali e trasformazione delle catene globali del valore.
Pavia, con oltre 5 miliardi di euro di valore della produzione generati complessivamente dalle sole filiere Life Sciences e Agribusiness, rappresenta un esempio concreto delle potenzialità che possono emergere dall’incontro tra eccellenze locali e mercati internazionali.
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