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Massimo Campagnoli, Direttore Sanitario del Poliambulatorio Fondazione ATM: «Qualità e costi contenuti per i cittadini di Milano»

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C’è un luogo nel cuore della sanità integrativa milanese che nasce da una vocazione precisa: offrire cure di qualità senza scopo di lucro, con un occhio sempre attento alla sostenibilità economica e alla centralità del paziente. È il Poliambulatorio della Fondazione ATM, realtà oggi aperta non solo ai dipendenti del trasporto pubblico milanese ma a tutti i cittadini. A raccontarne storia, valori e prospettive future è Massimo Campagnoli, Direttore Sanitario della struttura.

Un legame lungo 35 anni con la Fondazione ATM

Il rapporto tra Campagnoli e la Fondazione ATM non è soltanto professionale. «È un legame che dura da circa 35 anni e ha radici anche affettive», spiega il Direttore Sanitario. Un attaccamento che ha alimentato nel tempo la crescita del progetto sanitario, sostenuto fin dall’inizio dalla missione fondante dell’ente: erogare servizi non a scopo di lucro. Principio che, sottolinea Campagnoli, rimane oggi il pilastro dell’intera attività e ne garantisce la tenuta anche sul piano economico, grazie al ruolo della Fondazione come socio unico.

Dalla terapia del dolore a struttura multidisciplinare: 15 anni di sviluppo

Il nucleo originario del poliambulatorio risale a circa 15 anni fa, con un’offerta inizialmente concentrata sulla terapia del dolore, ortopedia e fisioterapia. Nel corso degli anni si sono aggiunte oculistica, cardiologia e numerose altre specialità, fino all’inaugurazione dell’attuale sede, avvenuta poco più di quattro anni fa.

Anche il comparto odontoiatrico è in evoluzione: se in passato le prestazioni venivano erogate esternamente, l’obiettivo è oggi quello di internalizzare progressivamente l’offerta, ampliando i servizi disponibili direttamente in struttura. «Vogliamo rispondere in modo sempre più completo alle esigenze degli iscritti e dei cittadini», afferma Campagnoli.

Qualità senza rinunciare alla sostenibilità: il modello gestionale

Tenere alta la qualità controllando i costi: questa la sfida quotidiana del Poliambulatorio Fondazione ATM. Un equilibrio non facile, in un contesto segnato dall’aumento generalizzato dei costi di gestione. «La tensione tra eccellenza del servizio e sostenibilità economica è reale», ammette il Direttore Sanitario, «ma il supporto della Fondazione ci consente di mantenerla sotto controllo senza compromettere ciò che offriamo ai pazienti».

Il modello non profit si rivela in questo senso un vantaggio strutturale: l’assenza di logiche di profitto permette di reinvestire le risorse nella qualità delle prestazioni e nel contenimento delle tariffe per l’utenza.

Il personale medico: empatia e continuità come valori fondanti

La selezione dello staff medico segue criteri precisi e non riguarda solo la competenza tecnica. Campagnoli punta su un mix generazionale equilibrato: professionisti con vent’anni o trent’anni di esperienza affiancati a medici più giovani, con circa dieci anni di attività, in un rapporto di mentoring reciproco che garantisce continuità e ricambio.

Ma c’è un requisito che viene prima di tutto: «Selezioniamo persone che mettono il paziente al centro. L’empatia non è un optional — è una condizione imprescindibile». Una scelta che si riflette nella percezione dell’utenza e nella fidelizzazione dei pazienti nel tempo.

Da struttura aziendale a presidio della città: l’apertura ai milanesi

Nata per servire i dipendenti ATM, la struttura ha progressivamente allargato i propri confini. Negli ultimi otto-dieci anni il Poliambulatorio Fondazione ATM si è aperto ai cittadini milanesi, costruendo un rapporto con la comunità che ha dato risultati positivi e ha generato soddisfazione su entrambi i fronti.

«Vogliamo sfatare l’idea che questa struttura sia riservata solo ai dipendenti del trasporto pubblico», sottolinea Campagnoli. «Milano è la nostra città e vogliamo essere sempre più presenti per chi la abita e la vive».

Il futuro: un polo diagnostico per immagini

Il progetto più ambizioso all’orizzonte riguarda la diagnostica per immagini. L’intenzione è creare un polo completo che integri ecografia, radiologia e risonanza magnetica, colmando una lacuna nell’offerta attuale e completando il percorso clinico dei pazienti all’interno della struttura.

L’ostacolo principale rimane quello degli investimenti necessari, che si annunciano rilevanti. «È un progetto su cui stiamo lavorando con determinazione», conclude Campagnoli, «e speriamo di poterlo realizzare nel prossimo futuro. Sarebbe un passo decisivo per offrire a Milano un servizio sanitario integrativo davvero completo».


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