Imprese familiari italiane, la sfida è il futuro: a Milano il convegno «Generazioni in dialogo» all’Ambrosiana
Lungimiranza, visione, capacità di internazionalizzazione e un pizzico di fortuna. Sono gli ingredienti che permettono a un’impresa di superare il secolo di vita e di affrontare le sfide del domani. È il messaggio emerso da «Generazioni in dialogo. Cultura d’impresa tra memoria e futuro», il convegno promosso da I Centenari — Associazione Aziende storiche Familiari Italiane in collaborazione con Museimpresa, tenutosi il 25 maggio alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
2 milioni di imprese italiane davanti al passaggio generazionale
I numeri raccontano l’urgenza del tema. Nei prossimi dieci anni circa 2 milioni di imprese italiane saranno coinvolte nel passaggio generazionale, fase cruciale per la continuità del sistema produttivo. Le imprese familiari rappresentano oltre l’80% del tessuto imprenditoriale nazionale, eppure solo una minoranza ha pianificato adeguatamente la successione: circa il 18% dovrà affrontare un cambio di leadership nei prossimi cinque anni e meno del 30% supera i passaggi generazionali più complessi.
Eppure proprio la longevità, in Italia, può trasformarsi in vantaggio competitivo: il Paese è tra quelli con il maggior numero di imprese ultracentenarie al mondo, un primato che chiama in causa visione di lungo periodo e presenza sui mercati globali.
Colli (Bocconi): «Ciò che bastava vent’anni fa oggi non è più sufficiente»
Sul palco dell’Ambrosiana, Andrea Colli, Professore ordinario di Storia Economica e Geopolitica all’Università Bocconi, ha messo a fuoco le tensioni tipiche del ricambio al vertice: chi guida fatica a lasciare andare e tende a replicare formule collaudate, mentre le nuove generazioni temono di cambiare per paura di fallire. «La globalizzazione ha imposto un’accelerazione che ha spiazzato chi non ha saputo o voluto aprirsi a una dimensione europea e globale», ha osservato Colli. «La vera competenza delle imprese familiari sta nel muoversi con prudenza, senza passi azzardati, e nel diversificare».
Cilento (I Centenari): «Passaggio, Passione, Pianificazione»
Il presidente de I Centenari Ugo Cilento ha sintetizzato la sfida in tre parole chiave: «Passaggio, Passione e Pianificazione. Non esiste una pozione magica per durare: servono un pizzico di fortuna e la capacità di affidare l’azienda alla persona più idonea, che non è sempre l’erede diretto, ma chi possiede competenza, professionalità e cultura d’impresa, oltre alla passione».
L’Associazione riunisce realtà con almeno cento anni di gestione ininterrotta da parte della stessa famiglia, custodi di un saper fare che è parte dell’identità economica e culturale del Paese.
Calabrò (Museimpresa): la cultura d’impresa come leva di crescita
Per Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa, la cultura d’impresa è essa stessa una leva competitiva, e il patrimonio storico italiano — dal cartone della Scuola di Atene di Raffaello al Codice Atlantico di Leonardo — ne è la testimonianza più eloquente: «Inventiva e storia: è questo il patrimonio che ci ha resi il quinto esportatore al mondo».
A fare da cornice simbolica, la sede della Biblioteca Ambrosiana, una delle più antiche d’Italia. «Si conserva qualcosa non solo per custodirlo, ma per valorizzarlo, innovarlo e comunicarlo», ha ricordato Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. «Saper trasformare la memoria, rendendola viva, è fondamentale per chiunque faccia impresa».
Le testimonianze: da Coelmo alle Distillerie Berta, fino ad Amaro Lucano
Alla tavola rotonda hanno portato la propria esperienza imprese familiari storiche come Coelmo, le Distillerie Berta e Amaro Lucano. Particolarmente evocativa la testimonianza di Marco Monsurrò, CEO di Coelmo, che ha ricordato come la svolta internazionale della sua azienda nacque da una scelta controcorrente: «Mio fratello e io partimmo per l’Iraq praticamente da diseredati, chiamati dalle Nazioni Unite per un progetto che i nostri genitori non volevano. Tornammo con il contratto che poi ha definito una pietra miliare della nostra storia».
Un aneddoto che racchiude l’essenza del convegno: la memoria come punto di partenza, il coraggio come motore, il futuro come orizzonte irrinunciabile per le imprese familiari italiane.
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