Creatività, solidarietà e alta cucina si sono incontrate mercoledì 18 giugno presso l’ADI Design Museum di Milano, dove si è tenuto il Gala Dinner Charity di Opera Buona, il progetto culturale e benefico ideato da Margherita Sigillò, CEO & Founder di C-Zone, e curato insieme ad Alessandro Guerriero.
La serata si è conclusa con un risultato straordinario: grazie all’asta benefica battuta da Sotheby’s, sono stati raccolti oltre 50.000 euro, interamente destinati alle attività di accoglienza e assistenza di Opera San Francesco per i Poveri, che ogni giorno sostiene le persone e le famiglie più fragili della città.
Un progetto che trasforma la creatività in gesto concreto
Opera Buona nasce dalla volontà di mettere la cultura al servizio della solidarietà. Il progetto ha coinvolto sessanta protagonisti del panorama creativo e culturale italiano: venti designer e architetti, venti chef e venti scrittori, chiamati a dialogare attraverso opere uniche che intrecciano materia, nutrimento e parola.
Al centro della mostra, i “Templi” in marmo policromo, realizzati in collaborazione con Silvestri Marmi e interpretati da alcune delle firme più autorevoli del design e dell’architettura contemporanea. Tra i protagonisti: Stefano Boeri, Michele De Lucchi, Paola Navone, Marcel Wanders, Cino Zucchi, Johanna Grawunder e Giulio Iacchetti, insieme ad altri quindici maestri del progetto.
Ogni Tempio custodisce una conserva ideata da uno chef e un contributo letterario originale, dando vita a una narrazione collettiva sul valore della cura, dell’accoglienza e della responsabilità verso gli altri.
La cucina come linguaggio di condivisione
Il menu del Gala Dinner è stato firmato dallo chef Claudio Sadler, che ha disegnato un percorso gastronomico in quattro atti capace di rispecchiare lo spirito dell’iniziativa.
Si è partiti con i veli di vitello arrosto con velluto di piselli, mirepoix di cuori di bue, pecorino e polveri di olive, per proseguire con l’orzotto con asparagi, pisellini e fave, crema di Grana Padano e salsa al tuorlo d’uovo bio. Il secondo piatto ha portato in tavola un trancetto di manzo marinato al gin con patate schiacciate alle olive e bieta ripassata, mentre a chiudere la serata è stata una mousse ai frutti di bosco con crema inglese al Grand Marnier.
Le conserve in mostra sono invece opera di protagonisti della scena gastronomica contemporanea come Nico Acampora, Cesare Battisti, Alice Delcourt, Davide Longoni, Elio Sironi e altri sedici chef che uniscono ricerca, territorio e impegno sociale.
Parole, marmo e solidarietà: la narrazione collettiva
A completare Opera Buona, il contributo di venti scrittori che hanno donato testi, poesie e riflessioni, trasformando il progetto in una vera narrazione corale. Tra le voci coinvolte: Francesco M. Cataluccio, Cinzia Scaffidi, Antonio Stella e Valerio M. Visintin.
L’intero concept creativo della serata — allestimento, direzione artistica e materiali grafici — è stato realizzato da C-Zone, l’agenzia di comunicazione ed eventi fondata e guidata da Margherita Sigillò, che ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell’iniziativa sin dalla sua genesi.
La mostra aperta fino al 21 giugno
Opera Buona rimarrà visitabile fino al 21 giugno 2026 presso l’ADI Design Museum di Milano, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire un progetto che invita a riflettere sul legame profondo tra estetica ed etica, e sul potere della creatività di generare valore condiviso.
Un esempio virtuoso — e sempre più raro — di come linguaggi diversi possano convergere in un unico grande gesto collettivo: trasformare l’arte in uno strumento concreto di solidarietà.
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