Green Bombing, a Milano l’educazione ambientale diventa urban art

Green Bombing: a Milano l’educazione ambientale parla il linguaggio dei giovani. Il 29 maggio l’evento finale all’IIS Marelli-Dudovich

Street art, videogiochi, teatro e sartoria circolare al posto dei soliti report sul clima. È questa la scommessa di Green Bombing, il progetto biennale di educazione ambientale che venerdì 29 maggio porta l’IIS Marelli-Dudovich ad aprire le porte alla città per il suo evento conclusivo. Un appuntamento che segna la fine di un percorso lungo due anni, coinvolgendo 280 studenti e 134 docenti in un modello didattico pensato per rendere la crisi climatica qualcosa di vivo, concreto e — soprattutto — agibile.

Un progetto nato da una carenza reale

Green Bombing nasce da una diagnosi precisa: nelle scuole mancano strumenti didattici efficaci per affrontare i temi ambientali in modo davvero coinvolgente per le nuove generazioni. Il progetto, capofilato da Project for People ODV in partenariato con Atelier Spazio XPO’ e finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il bando Clima Creativo, ha scelto di rispondere a questa lacuna partendo dai linguaggi che i ragazzi già parlano: la street art, il gaming digitale, il teatro, il riuso creativo dei materiali.

Il contesto scelto non è casuale. L’IIS Marelli-Dudovich, istituto professionale tra i quartieri di Dergano-Bovisa e QT8, ha indirizzi che spaziano dal Made in Italy all’odontotecnica, dai servizi culturali al web community. Nei Municipi 8 e 9, dove oltre il 40% degli studenti proviene da culture e paesi diversi e la dispersione scolastica è una sfida concreta, la scuola ha scelto di mettere i ragazzi al centro come autori, non come destinatari passivi di contenuti preconfezionati.

Il 29 maggio: “Il Gioco del Clima” apre la scuola alla città

Il cuore dell’evento finale sarà “Il Gioco del Clima”, un percorso interattivo in cinque tappe che si snoda tra murales, l’orto didattico e installazioni multimediali nei corridoi dell’istituto. Gli studenti stessi saranno guide e performer, conducendo il pubblico attraverso una serie di “livelli” in cui quiz ambientali e sfide sulla gestione dei rifiuti si intrecciano a riflessioni sul futuro e sull’angoscia climatica.

A fare da cornice all’azione performativa conclusiva, il murale dell’artista Pablo Pinxit: un’opera che ritrae figure iconiche della cultura urban contemporanea — il Maranza, il Fluid, il Trapper, l’Eco, il Graffitaro, l’Emo, il Gymbro, lo Skater — interrogandosi sui diversi modi di abitare il mondo di domani.

I laboratori: cinque linguaggi per un’unica consapevolezza

Il percorso biennale si è articolato in laboratori distinti, ognuno con un linguaggio specifico e un partner specializzato.

Sartoria e upcycling (Infinity Life): gli studenti hanno trasformato tessuti di recupero e capi dismessi in nuovi oggetti, esplorando l’impatto della moda sull’ambiente e il valore del riciclo come atto creativo.

Gaming (APS INTRA): attraverso la progettazione di giochi e videogiochi, i ragazzi hanno sviluppato pensiero sistemico applicato alla crisi climatica, scoprendo le connessioni tra scelte individuali e conseguenze collettive.

Teatro partecipato (ZonaK): improvvisazione e narrazione hanno permesso di esplorare il cambiamento climatico come questione profondamente umana, immaginando futuri possibili attraverso la performance.

Cura del verde (Project for People e T12Lab): è nato il primo orto scolastico fuori suolo dell’istituto, con sedute-orto e piantumazione di ortaggi e fiori melliferi.

Urban art e rigenerazione (Atelier Spazio XPO’, direzione artistica di Christian Gangitano): i plessi di via Livigno e via Oderzo sono stati trasformati da interventi realizzati insieme agli artisti Cristian Sonda e Marco Teatro, affiancati dagli esponenti del BAU — Bovisa Arte Urbana, realtà radicata nel quartiere che ha portato dentro la scuola le identità e i saperi del territorio.

La supervisione scientifica dell’intero progetto è stata garantita dal Comitato Tecnico-Scientifico Green School, che ha dotato gli studenti di strumenti per misurare concretamente il risparmio di CO₂ prodotto dalle loro eco-azioni.

Una rete che funziona: il modello replicabile

Il risultato di Green Bombing non è solo una mostra o un evento: è un modello educativo che dimostra come scuola, arte, tecnologia e comunità locale possano integrarsi per generare cambiamento reale. Project for People ODV, attiva da oltre vent’anni nelle periferie milanesi su temi di educazione alla cittadinanza globale e sostenibilità, ha coordinato una rete multidisciplinare che potrebbe diventare riferimento per altre scuole della città.

L’appuntamento del 29 maggio all’IIS Marelli-Dudovich è aperto alla cittadinanza: un’occasione per vedere da vicino cosa succede quando si smette di parlare ai giovani del futuro e si comincia a costruirlo con loro.


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