Etichette commestibili per frutta e verdura: l’invenzione del Politecnico di Milano che elimina la plastica

Nate dalla ricerca del Politecnico di Milano e da sottoprodotti della lavorazione delle mele, le nuove etichette edibili del progetto APPEAL sono compostabili, sicure per l’ingestione e dotate di tre livelli di tracciabilità. Una risposta concreta alla crisi del packaging monouso.

Ogni anno gli italiani ingeriscono inconsapevolmente tra i 9 e i 22 milioni di etichette tradizionali applicate su frutta e verdura. Una cifra che colpisce, e che da sola giustifica la ricerca del Politecnico di Milano nel campo delle etichette commestibili. Il progetto si chiama APPEAL — Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label — ed è stato presentato il 12 maggio 2026 durante il webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”, organizzato dall’ateneo milanese.

Finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA) del Ministero dell’Università e della Ricerca, il progetto coinvolge sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda, leader dell’ortofrutta italiana con oltre 400 mila tonnellate di mele prodotte ogni anno — circa il 20% della produzione nazionale.

Come è fatta un’etichetta commestibile

Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano ha sviluppato bollini edibili a partire da ingredienti vegetali e matrici a base di polisaccaridi e pectina, quest’ultima recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele — un esempio concreto di economia circolare applicata all’agroalimentare. Il processo produttivo comprende film edibili, colle alimentari a base acqua e inchiostri food-grade compatibili con la stampa industriale, progettati per garantire leggibilità, stabilità e sicurezza anche in condizioni critiche di umidità.

“L’obiettivo era progettare un’etichetta non solo edibile e sicura, ma anche pronta a rispondere alle nuove esigenze normative e industriali”, spiega Andrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano. I prototipi sono già conformi agli obiettivi del PPWR — il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi in vigore da agosto 2026 — che innalzerà significativamente i target di riciclo e gli obblighi di compostabilità per le etichette alimentari.

Testata da Melinda: resistente, adesiva, biodegradabile

Il Consorzio Melinda ha sottoposto le nuove etichette a test applicativi su scala operativa, con risultati incoraggianti. “I bollini edibili hanno mostrato una buona resistenza meccanica e un’elevata capacità adesiva anche in condizioni critiche di umidità, oltre a performance promettenti sul fronte della biodegradabilità e compostabilità”, sottolinea Nicola Vighi, della divisione Ricerca e Sviluppo del Consorzio.

Uno dei vantaggi principali riguarda proprio il compostaggio: le etichette tradizionali in plastica sono una fonte persistente di contaminazione nella raccolta dell’organico, la cui gestione in Italia è più che triplicata negli ultimi vent’anni, superando i 7,5 milioni di tonnellate (dati ISPRA). L’etichetta edibile elimina il problema alla radice: si decompone insieme al prodotto senza residui.

Sicura anche se ingerita: i test biologici

Le etichette APPEAL sono state sottoposte a rigorosi test biologici in vitro per valutarne citotossicità, risposta infiammatoria, stress ossidativo ed eventuali effetti sul DNA. I risultati, illustrati da Ilaria Vitali dell’Università di Ferrara, hanno evidenziato alta biocompatibilità e assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità. Anche dopo digestione simulata secondo il protocollo INFOGEST, i campioni si sono dimostrati sicuri per i modelli intestinali ed epatici analizzati.


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