Tanti calciatori, vip e gente comune per i funerali di Beccalossi a Brescia

Dal vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti ai cantanti Max Pezzali ed Enrico Ruggeri, passando per gli amici di una vita — Giuseppe Baresi, Lele Oriali, Ivano Bordon, Aldo Serena, Giuseppe Bergomi — fino all’ex ct della Nazionale Cesare Prandelli. E poi tanta gente comune. La chiesa del quartiere San Polo di Brescia era gremita per i funerali di Evaristo Beccalossi, morto mercoledì a 69 anni.

All’esterno uno striscione dei tifosi dell’Inter recitava: «Eri un grande uomo, un vero interista», l’ultimo saluto a un simbolo nerazzurro e a un uomo molto amato.

L’omelia: “Un brao gnaro, uno di noi”

«Evaristo a questo punto uscirebbe a fumare una sigaretta», ha esordito nell’omelia don Marco Mori. «Era quello che noi bresciani definiremmo un brao gnaro, uno di noi. E poi è stato un dono per il calcio: da interista, vorrei che il ventunesimo scudetto fosse dedicato a lui. Altobelli, non a caso, ha detto che a San Siro si andava per vedere lui, non i nerazzurri».

Il messaggio di Altobelli

Assente per motivi di lavoro — bloccato in Kuwait per commentare il campionato italiano — Spillo Altobelli, l’amico di sempre, ha affidato al figlio Mattia un messaggio autografo letto durante la cerimonia:

«Ciao Evaristo, compagno, complice, fratello, amico. Resterai un pezzo importante della mia vita. Eravamo due facce della stessa medaglia, bastava uno sguardo per comprenderci. Ti ho voluto bene, mi hai voluto bene. Poi l’ultimo dribbling che non mi aspettavo: hai scartato anche la vita, impedendole di toglierti la dignità».

Un ricordo intenso, accolto da un lungo applauso, che ha restituito l’immagine di un campione capace di lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo.


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