Seconda vittoria consecutiva alla Unipol Domus per il Cagliari, che supera l’Atalanta 3-2 al termine di una gara vibrante e ricca di colpi di scena. I rossoblù volano a +8 sulla zona retrocessione, mentre per la Dea la sconfitta rischia di chiudere definitivamente la corsa all’Europa League: il sesto posto della Roma ora dista 7 punti.
Partenza fulminea del Cagliari, avanti dopo appena 13 secondi: cross perfetto di Adopo, stacco imperioso del classe 2007 Paul Mendy, primo gol in Serie A per il giovane attaccante senegalese.
Il Cagliari cavalca l’onda e al minuto 8 arriva anche il raddoppio: Carnesecchi respinge corto, Mendy è il più rapido e firma la doppietta.
L’Atalanta sembra alle corde, ma nel finale di tempo Gianluca Scamacca riapre tutto con due giocate da centravanti puro:
41’: destro a giro su assist di De Ketelaere, palla sul palo lontano.
45’: azione Bellanova–Scalvini, cross preciso e conclusione di prima intenzione del numero 90 per il 2-2.
Una prima frazione spettacolare, con quattro gol e continui ribaltamenti di inerzia.
Mendy, alla prima da titolare, deve fermarsi per un problema muscolare, dentro Borrelli.
Come nel primo tempo, anche la ripresa si apre con un gol lampo del Cagliari. Al 49’ Folorunsho strappa palla a Scalvini, salta Djimsiti e calcia dal limite: il tiro viene deviato da Kolasinac, Carnesecchi respinge, Gennaro Borrelli è il più lesto e insacca il 3-2.
L’Atalanta prova a reagire con una girandola di cambi offensivi voluta da Palladino, ma il Cagliari si difende con ordine e si affida a un Caprile decisivo nel finale sul tentativo ravvicinato di Krstovic.
Per il Cagliari tre punti d’oro che valgono un margine importante sulla zona retrocessione. La squadra di Pisacane mostra carattere e concretezza nei momenti chiave.
Atalanta: una sconfitta pesante, che rischia di compromettere definitivamente la rincorsa all’Europa League, l’Europa sarebbe possibile solo in caso di vittoria dell’Inter in Coppa Italia, ma in questo caso sarebbe solo Conference League.
L’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino ha parlato a DAZN nel dopopartita:
“Andare oggi sui singoli sarebbe riduttivo, anche se nel finale di partita ho optato per soluzioni che alla lunga potrebbero tornarci utili come la doppia punta. Occorreva vincere i duelli individuali e gli attaccanti si sono mossi bene. Non sempre è un atteggiamento che possiamo permetterci, ma devo dire che sono contento perché Scamacca ha fatto doppietta e Krstovic è entrato bene. E’ mancata però un pizzico di cattiveria per portare a casa punti. Ho detto ai ragazzi che abbiamo preso gol nello spogliatoio, l’1-0 dopo 60 secondi ti taglia le gambe ed è palese che non avevamo recuperato forza mentale dopo la delusione in coppa Italia. Speriamo che questi uomini riuscissero a svoltare come sempre accaduto quando siamo caduti, siamo amareggiati soprattutto per i tanti tifosi che sono venuti fino a Cagliari e ai quali chiedo scusa per la prestazione. Volevamo tenere viva la speranza Europa, proprio per questo torniamo a casa con tanta tristezza. Però l’analisi va fatta con lucidità. Nella prima mezz’ora abbiamo meritato il doppio svantaggio, poi con pazienza e qualità avevamo rimesso tutto a posto creando i presupposti per la rimonta. Se però subisci il 3-2 con una situazione facilmente leggibile è ovvio che diventa tutto più complicato: il quel momento il Cagliari si è chiuso e le tante perdite di tempo hanno spezzettato il gioco.
Eppure il migliore in campo è stato il loro portiere. Il mio futuro? Abbiamo fatto una grande scalata, passando dal tredicesimo al settimo posto. La risalita c’è stata, in questi 5 mesi abbiamo speso energie fisiche e mentali. Rincorrere senza poter mai sbagliare non è facile, dopo le sconfitte ci crollava il mondo addosso e, dopo aver preso tante mazzate a inizio anno, oggi stanno pagando qualcosina sul piano psicologico. La gara con la Lazio ci ha dato una bella botta, in 5 giorni non era facile toccare i tasti giusti per ritrovare entusiasmo. Ora ci concentriamo sulle prossime quattro gare, senza mollare. Mi aspetto una reazione contro il Genoa. All’Atalanta sto benissimo, non sono legato ai soldi e ai contratti. Sono ambizioso e darò il massimo fino all’ultima partita”.
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