Milan, vittoria scaccia fantasmi a Verona

Massimo risultato con il minimo sforzo. Il Milan passa a Verona, allunga in classifica in un weekend in cui Como e Roma hanno già frenato, e mette un altro mattone nella corsa Champions.

Basta una fiammata nel primo tempo sull’asse Leao–Rabiot per indirizzare una gara povera di emozioni, con il francese ancora una volta decisivo nei momenti che contano. Nel finale della prima frazione è Maignan a blindare il vantaggio con un intervento fondamentale su Belghali.

La prima mezz’ora è di una lentezza quasi soporifera: il Milan aspetta, il Verona prova a farsi vedere nonostante le tante assenze e un reparto offensivo ridotto all’osso. Poche idee, pochi tiri: Edmundsson calcia alto, Bartesaghi spreca una punizione interessante, Rabiot conclude centralmente.

Al 21’ si ferma Oyegoke, sostituito da Lirola.

Poi, all’improvviso, a 5 minuti dall’intervallo, la giocata che cambia la partita: Rabiot serve Leao e detta il passaggio, Leao ricambia l’assist con un’imbucata perfetta, Rabiot anticipa Montipò e firma lo 0-1.

Nel recupero del primo tempo il Verona sfiora il pari: Belghali scappa via in campo aperto, ma Maignan si supera e salva i rossoneri.

Nella ripresa Sammarco prova a cambiare l’inerzia inserendo il giovane Vermesan, che si mette subito in mostra. Al 53’ Belghali calcia bene dal limite, sfiorando il palo. Allegri risponde con Gimenez (per Leao), Ricci e Saelemaekers.

Il Milan prova a chiuderla:

70’ – Vermesan sfiora un gran gol con un tiro a giro.

72’Gabbia trova il raddoppio, ma il VAR annulla per fuorigioco.

83’ – Saelemaekers va vicino al gol, ma Valentini salva sulla linea.

Nel finale Al‑Musrati non inquadra la porta per pochi centimetri.

Il Milan non incanta ma porta a casa una vittoria fondamentale, sfruttando al massimo una delle poche vere occasioni create. Il Verona onora il campionato, lotta e sfiora il pari, ma paga l’assenza di qualità negli ultimi metri.

Domenica prossima a San Siro c’è la Juve.

Mister Massimiliano Allegri è stato intervistato da DAZN al termine di Verona-Milan 0-1. I rossoneri tornano a vincere, la classifica sorride un po’, e c’è più serenità. Queste le parole del tecnico rossonero.

Oggi veramente contava solo il risultato…

“Innanzitutto la partita di oggi era complicata: venivamo da due sconfitte. Quando arrivi a sei dalla fine i punti diventano importanti: l’obiettivo è la e c’è paura di non raggiungerlo. È normale che ci sia molta più pressione. Giocare qua a Verona è sempre complicato, indipendentemente dal fatto che il Verona ha fatto solo 18 punti… Hanno delle folate che se gliele concedi rischi di perdere gol. Poi si poteva fare meglio tecnicamente, ma in questo momento bisogna badare al sodo, portare a casa il risultato ed arrivare all’obiettivo Champions”.

Ti sei arrabbiato molto con gli attaccanti che non hanno attaccato la profondità:

“Sì, in alcuni momenti potevamo attaccare di più la profondità con gli attaccanti, avrebbero allungato il Verona. Però la cosa più importante e bella è che c’è stata partecipazione da parte di tutti in fase di non possesso. Nelle situazioni in cui abbiamo rischiato un po’ sono un po’ di mischie, a parte la palla concessa a fine primo tempo. La squadra voleva portare a casa questa vittoria perché ne conosceva l’importanza. Siamo a fine stagione, il risultato va oltre a quelle che possono essere le belle giocate ed il bel gioco. È normale”.

Come ha vissuto gli ultimi minuti della partita? Che pensieri ha avuto? Non le è piaciuta la gestione del finale? Quanto è stato importante ritrovare Gabbia?

“Gabbia ha fatto una buona partita, ma l’applicazione c’è stata da parte di tutti. Poi dopo bisogna sicuramente andare a migliorare in certi momenti della partita: prendi un’occasione a fine primo tempo e la palla la riprendiamo noi e Bartesaghi prende ed accelera, riperdiamo palla e ce la rimettono dentro l’area. Sono situazioni che vanno migliorare. Però Bartesaghi è il primo anno che gioca a questi livelli, è normale che possa incappare anche in questi errori. Da parte di tutti c’è da fare meglio tecnicamente. Questo risultato non ci dà la sicurezza dell’entrata in Champions però siamo un bel pezzo in avanti”.

I fischi a Leao gli hanno dato una sveglia?

“Ha fatto una bella partita e ha fatto un bell’assist per il gol. Poi in quel momento lì avevo bisogno di una punta con caratteristiche diverse ed è entrato Gimenez. Tutti si devono sentire importanti, anche quelli che stanno fuori, perché mancano 5 partite e tutti devono essere in condizione di poter entrare nelle migliori condizioni”.

Tare ha detto che state lavorando insieme per programmare il futuro. Ma una chiamata della Nazionale potrebbe farla vacillare?

“Ma tanto in questo momento qui non c’è nessuna telefonata, il mio pensiero è sul Milan. Abbiamo iniziato un percorso insieme e lo proseguiremo insieme”.

Brutto episodio poco prima dell’inizio del secondo tempo, il portiere rossonero Mike Maignan corre dall’arbitro Chiffi dopo essere rientrato in campo, per segnalare atteggiamenti offensivi della curva del Verona nei suoi confronti. Il direttore di gara prende nota delle parole del francese e dà disposizione agli agenti della Procura di verificare. Passa così qualche secondo e arriva l’annuncio degli altoparlanti dello stadio Bentegodi, che chiede di evitare cori offensivi e discriminatori.

Il comportamento i Maignan innervosisce però ancora di più i tifosi del Verona, che da quel momento riempiono di fischi il numero 16 del Milan a ogni tocco di palla. Nel primo tempo era successa la stessa cosa con Leao e Rabiot, ‘colpevoli’ – per i tifosi del Verona – di aver esultato rivolgendosi a loro dopo il gol del vantaggio.


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