Medicina generale in Lombardia, il Congresso SIMG a Pavia il 5-6 giugno

Congresso SIMG Lombardia a Pavia: medici di famiglia per una sanità territoriale centrata sulla persona

 Il 5-6 giugno a Pavia il punto sulla riforma della medicina generale lombarda

La Lombardia, con oltre 10 milioni di residenti e un sistema sanitario tra i più articolati d’Italia, si candida a laboratorio nazionale per una nuova medicina territoriale. È il messaggio che la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Lombardia porta al proprio Congresso regionale, in programma il 5 e 6 giugno 2026 a Pavia, presso il Centro Congressi IRCCS Maugeri.

Presidenti del Congresso sono Massimiliano Franco, Segretario SIMG Lombardia, e Alessandro Rossi, Presidente SIMG nazionale. Referente scientifico è Pierangelo Lora Aprile.

 Una regione che invecchia: i numeri che rendono urgente la riforma

I dati parlano chiaro. Secondo ISTAT, al 31 dicembre 2024 la Lombardia conta oltre 10 milioni di residenti, pari al 17% della popolazione nazionale. Secondo PoliS-Lombardia, al 1° gennaio 2025 gli over 65 rappresentano il 23,9% dei residenti lombardi: una trasformazione demografica che rende centrale il ruolo del medico di famiglia nella gestione della cronicità, della fragilità e della prevenzione.

A questo si aggiunge la complessità geografica della regione: accanto alle grandi aree metropolitane, esistono territori rurali, valli alpine e comuni distanti dai principali poli di servizio. Una realtà che impone modelli flessibili, capaci di adattarsi ai diversi contesti locali.

 La proposta SIMG: “La persona al centro”

Il cuore del messaggio che SIMG porta alla riforma della sanità territoriale si sintetizza in una formula: “La persona al centro”.

«La medicina generale deve contribuire alla riforma con contenuti, competenze e proposte concrete», sottolinea Massimiliano Franco. «Le nuove strutture e i nuovi modelli organizzativi hanno senso solo se migliorano davvero la presa in carico dei pazienti e il lavoro quotidiano dei professionisti».

Sulla stessa linea il presidente nazionale Alessandro Rossi: «Serve una visione che valorizzi la medicina generale come presidio di prossimità e relazione fiduciaria. La riforma deve essere costruita con il contributo dei medici di famiglia, non sopra di loro».

 Il progetto pilota sul dolore a Pavia: un modello concreto

Il Congresso sarà anche l’occasione per presentare un’esperienza già avviata sul territorio: un progetto pilota in provincia di Pavia dedicato alla presa in carico del paziente con dolore cronico, costruito attraverso una rete tra medicina generale, Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e centri specialistici.

«Abbiamo formato medici esperti con un know-how certificato SIMG e li abbiamo inseriti in una rete che facilita il percorso del paziente», spiega Franco. «È un esempio concreto di come la medicina generale possa rendere più efficiente la risposta ai bisogni di salute della popolazione».

 I temi del Congresso e gli ospiti istituzionali

Il programma affronta temi clinici e organizzativi con un focus su: medicina di iniziativa, gestione del dolore, vaccinazioni, cronicità e nuovi modelli di presa in carico del paziente fragile.

Hanno confermato la partecipazione anche Mario Melazzini, Direttore generale Welfare di Regione Lombardia, ed Emanuele Monti, Presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia.


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