Sanità lombarda, UIL: «Non manca solo personale, manca l’attrattività». Estate a rischio per ospedali e reparti
L’allarme del sindacato alla vigilia dell’estate
La crisi della sanità pubblica in Lombardia si avvicina al suo punto critico con l’arrivo della stagione estiva. La UIL Lombardia lancia un allarme preciso: la carenza strutturale di medici e infermieri, aggravata da una perdita cronica di attrattività delle professioni sanitarie, rischia di tradursi nelle prossime settimane in chiusure temporanee o accorpamenti di interi reparti ospedalieri, con pesanti ricadute sui cittadini.
«La sanità lombarda sta affrontando una criticità profonda che non può più essere considerata temporanea o passeggera», afferma Salvatore Monteduro, segretario confederale UIL Lombardia. «L’arrivo dell’estate renderà drammaticamente evidente il problema».
Il nodo vero è l’attrattività del sistema
Secondo il sindacato, il problema non si riduce al numero di professionisti mancanti. Retribuzioni inadeguate, carichi di lavoro insostenibili, difficoltà nella conciliazione tra vita privata e professionale e il costo elevato dell’abitare nelle grandi città lombarde stanno scoraggiando i giovani dall’intraprendere percorsi formativi in ambito sanitario.
Il risultato è una doppia pressione sul sistema: da un lato le uscite per pensionamento, destinate ad accelerare nei prossimi anni; dall’altro un ricambio generazionale sempre più debole, eroso dalla fuga verso l’estero o verso la sanità privata.
Piano ferie estivo a rischio: reparti accorpati e disagi per i pazienti
Con l’estate il sistema arriva al suo momento di maggiore tensione. I turni di ferie del personale, già ridotto rispetto al fabbisogno reale, rendono impossibile mantenere operativa la piena capacità dei reparti. Il rischio concreto, denunciato dalla UIL, è quello di accorpamenti che riducono l’accesso ai servizi per migliaia di cittadini lombardi proprio nei mesi in cui le emergenze non si fermano.
Il blocco dei contratti nella sanità privata aggrava la crisi
A complicare ulteriormente il quadro è il blocco del rinnovo dei contratti nel comparto della sanità privata, una situazione che penalizza migliaia di lavoratori e contribuisce a svalutare l’intero settore agli occhi delle nuove generazioni di professionisti.
H2: UIL: «Investire nelle persone, non solo nelle strutture»
Il sindacato chiede un cambio di priorità netto nella politica sanitaria regionale. «Negli ultimi anni si è investito molto in strutture e tecnologie — conclude Monteduro —. Ma oggi la priorità assoluta deve essere investire nelle persone. Senza infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e professionisti della salute, ospedali, Case di Comunità e Ospedali di Comunità non possono funzionare».
Il riferimento è diretto all’articolo 32 della Costituzione e al diritto alla salute come diritto fondamentale: un diritto che, secondo la UIL, rischia di non essere più garantito se non si interviene con urgenza sul capitale umano del sistema sanitario lombardo.
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