L’operazione che ridisegna il banking italiano
È l’operazione finanziaria più rilevante del 2026 nel settore bancario italiano. Intesa Sanpaolo ha avviato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena, ridisegnando in modo radicale la mappa del credito nel Paese. Il gruppo risultante dall’integrazione si collocherà come seconda banca dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa.
L’accordo con Unipol: 635 filiali MPS per 3–3,5 miliardi
In un’ottica di gestione proattiva delle tematiche antitrust, Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni che prevede la cessione di un’entità giuridica bancaria comprendente il brand MPS, circa 635 filiali dell’istituto senese — con relative attività e passività — e la maggior parte delle strutture centrali necessarie per operare come banca in modo indipendente.
Il corrispettivo pattuito è compreso tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro in contanti.
Intesa Sanpaolo manterrà invece Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di MPS e una componente limitata di strutture centrali, un perimetro che rappresenta complessivamente circa l’80% dell’utile netto 2025 combinato di MPS e Mediobanca.
Un gruppo da 2.000 miliardi di asset e 27 milioni di clienti
Le dimensioni del nuovo soggetto bancario sono di scala europea. Il gruppo risultante potrà contare su:
circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (con oltre 250 miliardi dal perimetro non ceduto di MPS), oltre 27 milioni di clienti — di cui circa 20 milioni in Italia — e una rete di consulenza di circa 21.000 professionisti dedicati, tra cui oltre 2.000 consulenti finanziari e private bankers provenienti dal perimetro MPS non ceduto.
Le proiezioni al 2029 stimano attività finanziarie della clientela fino a circa 2.000 miliardi di euro, con una leadership rafforzata nel segmento Wealth Management e un focus specifico sulla clientela High Net Worth.
Mediobanca nel perimetro Intesa: sinergie tra Wealth e Corporate
Uno degli elementi strategici più rilevanti dell’operazione è il mantenimento di Mediobanca all’interno del perimetro Intesa Sanpaolo, con il relativo brand intatto. Circa 500 professionisti di Mediobanca dedicati al Corporate & Investment Banking — la metà dei quali operativi all’estero — si integreranno con la Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa, valorizzando l’elevata complementarità tra le due strutture.
Il modello di servizio Mediobanca per gli imprenditori High Net Worth — incentrato su liquidità ed eventi strategici — accelererà le iniziative già previste nel Piano di Impresa. Sul fronte del Credito al Consumo, il gruppo risultante si posizionerà al primo posto in Italia.
Obiettivi di Piano già raggiunti nel 2025 pro-forma
Sul piano dei numeri, l’operazione consente a Intesa Sanpaolo di anticipare i propri target: il gruppo risultante raggiungerà o supererà già nel 2025 pro-forma gli obiettivi del Piano di Impresa fissati al 2029. Il tutto — sottolinea la nota ufficiale — senza costi sociali e con un’integrazione tecnologica facilitata dalla piattaforma cloud-native isytech di Intesa Sanpaolo.
Assemblea degli azionisti il 10 settembre 2026
Per sostenere finanziariamente l’OPA, Intesa Sanpaolo ha convocato un’assemblea straordinaria degli azionisti per il 10 settembre 2026, con all’ordine del giorno la proposta di autorizzare il Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale attraverso l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie.
Il perfezionamento dell’intera operazione è atteso entro dicembre 2026, subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.
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