Il Piano Mattei per l’Africa rappresenta una delle più importanti opportunità strategiche per rafforzare la cooperazione economica tra Italia e continente africano, creando nuove prospettive di sviluppo infrastrutturale, crescita sostenibile e internazionalizzazione delle imprese italiane. Ne è convinto Valter Mainetti, Presidente di Società per le Condotte d’Acqua 1880, che commenta con favore la pubblicazione della Terza Relazione Annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei, trasmessa al Parlamento.
Secondo Mainetti, il documento conferma come il Piano stia già producendo risultati concreti grazie a un modello di collaborazione fondato sul partenariato tra Italia e Paesi africani.
Mainetti: «Il Piano Mattei è già una realtà»
«Accolgo con profonda soddisfazione la pubblicazione della Terza Relazione Annuale del Piano Mattei per l’Africa. Questo documento restituisce l’immagine di un disegno ambizioso, tradotto già oggi in risultati concreti e tangibili, capaci di rafforzare la cooperazione tra Italia e continente africano», afferma Mainetti.
Per il presidente di Condotte 1880, il settore delle infrastrutture avrà un ruolo determinante nella realizzazione degli interventi previsti dal Piano, mettendo a disposizione competenze tecniche e capacità progettuali sviluppate dal sistema industriale italiano.
Oltre 1,2 miliardi di investimenti e 18 Paesi coinvolti
La relazione evidenzia numeri significativi che testimoniano l’avanzamento del Piano Mattei.
Nel corso dell’ultimo anno sono stati deliberati:
- oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti attraverso il Fondo Italiano per il Clima;
- più di 4 miliardi di euro di garanzie attivate da SACE;
- il coinvolgimento di 18 Paesi africani partner.
Le iniziative vengono sviluppate in collaborazione con alcune delle principali istituzioni finanziarie internazionali, tra cui Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, UNDP, IFAD, FAO e Commissione Europea.
Condotte 1880 al lavoro su una nuova ferrovia in Uganda
Tra i progetti che testimoniano concretamente l’impegno delle imprese italiane nel continente africano figura quello sviluppato da Società per le Condotte d’Acqua 1880 in Uganda.
L’azienda sta finalizzando un intervento per la realizzazione di una linea ferroviaria di circa 62 chilometri tra Tororo, importante nodo ferroviario al confine con il Kenya, e Majanji, nell’area orientale del Lago Vittoria, dove sorgerà un nuovo porto destinato prevalentemente al traffico merci.
Il progetto, sviluppato insieme ad altre imprese italiane specializzate, punta a migliorare i collegamenti logistici regionali, ridurre i costi di trasporto e favorire l’accesso ai mercati, contribuendo allo sviluppo economico e occupazionale del territorio.
Infrastrutture come motore di sviluppo
Secondo Mainetti, il valore del Piano Mattei va oltre la semplice realizzazione di opere infrastrutturali.
«Progetti di questo tipo dimostrano come le infrastrutture possano diventare veri motori di sviluppo, generando opportunità economiche e occupazionali e favorendo allo stesso tempo la crescita delle competenze locali», sottolinea.
L’approccio del Piano, infatti, si basa sull’identificazione condivisa delle priorità con i Paesi partner e sulla costruzione di relazioni fondate sulla cooperazione e sul reciproco beneficio.
«Un’opportunità per l’Africa e per il Sistema Italia»
Nel ribadire il proprio sostegno al Piano Mattei, Valter Mainetti conferma la disponibilità di Società per le Condotte d’Acqua 1880 ad affiancare Governo e istituzioni nella realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali previsti dalla strategia italiana.
«Il successo del Piano Mattei rappresenta una opportunità storica non solo per la crescita dell’Africa, ma anche per costruire una nuova proiezione internazionale del Sistema Italia. Investire oggi nel continente africano significa mettere a disposizione della cooperazione internazionale il patrimonio di competenze delle imprese italiane e contribuire alla creazione di valore condiviso, crescita sostenibile, stabilità e benessere diffuso», conclude Mainetti.
Il Piano Mattei si conferma così uno degli strumenti centrali della politica economica internazionale italiana, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti con l’Africa attraverso investimenti, infrastrutture, formazione e sviluppo condiviso.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




















































