Il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, insieme a Ecosistema Formazione Italia, avvia l’indagine nazionale 2026 per analizzare il benessere integrale dei lavoratori nelle micro e piccole imprese. I risultati saranno presentati al Wellbeing Happiness Forum di Milano.
MILANO – In Italia oltre il 94% del sistema produttivo è costituito da microimprese con meno di 10 dipendenti, una realtà che occupa oltre il 42% dei lavoratori del settore produttivo. Numeri che evidenziano il ruolo strategico delle micro e piccole imprese nell’economia nazionale, ma che aprono anche un interrogativo sempre più attuale: quanto investono realmente nel benessere delle persone che vi lavorano?
Per rispondere con dati concreti, il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale ha lanciato una nuova ricerca nazionale sul benessere integrale dei lavoratori nelle micro e PMI, sviluppata con la partnership di Ecosistema Formazione Italia (EFI), associazione impegnata nella promozione dell’innovazione nel mondo della formazione e del lavoro.
Welfare aziendale e salute mentale al centro della ricerca
L’indagine nasce dall’esperienza maturata attraverso una rilevazione pilota realizzata tra il 2025 e l’inizio del 2026 su un campione selezionato di micro e piccole imprese italiane.
Pur trattandosi di dati preliminari e non ancora rappresentativi dal punto di vista statistico, i risultati hanno evidenziato alcune tendenze significative.
Il 100% degli imprenditori coinvolti considera il welfare aziendale uno strumento fondamentale per la crescita dell’impresa, anche se molte aziende incontrano ancora difficoltà nel trasformare questo principio in misure concrete.
Tra le priorità indicate emergono:
- tutela della salute mentale;
- equilibrio tra vita privata e lavoro;
- benessere organizzativo;
- flessibilità lavorativa e smart working, ove possibile.
Le principali criticità delle micro imprese
La ricerca evidenzia anche gli ostacoli che frenano lo sviluppo di politiche strutturate di welfare.
Il 71,4% delle imprese indica come principale limite la scarsità di risorse economiche, mentre il 28,6% segnala la mancanza di competenze specifiche per progettare strumenti efficaci dedicati al benessere dei lavoratori.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo al carico emotivo del lavoro: circa un lavoratore su tre dichiara di portare a casa stress e problemi professionali, una percentuale che tra gli imprenditori delle microimprese, soprattutto familiari, raggiunge addirittura il 91%.
Il questionario nazionale 2026
Partendo da queste evidenze, il Centro Studi Co.N.A.P.I. ha sviluppato il nuovo questionario nazionale 2026, pensato per analizzare in modo approfondito il benessere nelle micro e piccole imprese italiane.
L’indagine approfondirà diversi aspetti, tra cui:
- benessere organizzativo;
- welfare aziendale;
- leadership e formazione;
- sostegno ai carichi familiari;
- ruolo della bilateralità;
- diritto alla disconnessione;
- qualità dell’ambiente di lavoro;
- impatto dell’intelligenza artificiale sulla salute mentale;
- benessere dei lavoratori stranieri e delle categorie più fragili;
- prevenzione del burnout;
- prospettive di crescita delle imprese.
I risultati al Wellbeing Happiness Forum 2026
Le informazioni raccolte saranno elaborate nel Rapporto Nazionale sul Benessere nelle Micro e PMI, che verrà presentato durante il Wellbeing Happiness Forum 2026, in programma a Milano il 21 e 22 ottobre 2026.
L’obiettivo è offrire uno strumento utile a imprese, istituzioni e parti sociali per comprendere come migliorare il benessere delle persone che lavorano nelle aziende di minori dimensioni, favorendo una crescita sostenibile che metta al centro il capitale umano.
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