Inter rimontata, ma a 3 punti dallo scudetto

L’Inter spreca un doppio vantaggio e si fa rimontare dal Torino nel match della 34ª giornata di Serie A.

All’Olimpico-Grande Torino finisce 2-2: ai gol di Thuram e Bisseck rispondono Simeone e Vlasic. Per i nerazzurri, che restano padroni del proprio destino, lo scudetto passa ora dalla sfida con il Parma.

Il Torino parte forte: dopo appena un minuto Giovanni Simeone impegna Sommer con un tiro deviato in corner. L’Inter cresce e costruisce la prima grande occasione con Akanji, che di testa sfiora il palo su cross di Sucic.

I granata rispondono approfittando di un errore in uscita di Carlos Augusto, ma Saul Coco calcia alto da posizione favorevole.

La partita resta equilibrata fino al 24’, quando arriva il primo squillo nerazzurro: Dimarco pennella un cross perfetto e Thuram anticipa tutti e insacca di testa l’1-0.

Il gol dà fiducia all’Inter, che chiude il primo tempo in controllo, con il Torino costretto a ripartire senza però creare veri pericoli.

La squadra di Chivu rientra in campo con grande intensità: dopo un minuto Dimarco sfiora il raddoppio, ma Paleari compie un intervento prodigioso.

Altre due occasioni nitide arrivano con Bonny (rimontato al momento del tiro) e con Thuram, che trova solo un corner dopo un contropiede ben orchestrato.

Il 2-0 arriva comunque al 55’: calcio d’angolo di Dimarco, Bisseck svetta con potenza e firma il raddoppio.

Sembra il colpo del ko, ma la partita cambia improvvisamente.

Un pallone perso da Zielinski a centrocampo apre la strada al Torino: Simeone anticipa Sommer con un pallonetto morbido e firma il 2-1.

Il gol accende i granata, che sfiorano subito il pari con Njie, poco lucido davanti a Sommer.

Al 72’ l’episodio chiave: Mariani assegna un rigore per un tocco di mano di Carlos Augusto, Vlasic trasforma con freddezza, 2-2.

L’Inter prova a reagire, ma manca precisione nell’ultimo passaggio. Neppure i cambi di Chivu cambiano l’inerzia: il Torino resiste e porta a casa un punto prezioso.

Il pari complica ma non troppo i piani dell’Inter, che ora dovrà battere il Parma per avere la certezza matematica dello scudetto. Il Torino conferma invece solidità e carattere, rimontando una delle squadre più forti del campionato.

Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha commentato a Sky Sport il pareggio per 2-2 contro il Torino. Le sue parole: “C’è rammarico perfhé avevamo la partita in mano, abbiamo subito il loro ultimo assalto. Abbiamo preso il primo gol che ci ha spaventato un po’, il secondo è la conseguenza. Abbiamo cercato di reagire e di fare il 3-2, questo tipo di partite rischi anche di perderle. Diamo merito al Torino perché non hanno mai mollato e hanno ribaltato il nostro vantaggio”

Come ha trattato l’argomento uscito in questi giorni con la squadra?
“Io parlo di calcio, sono un tecnico, pagato per preparare al meglio le partite, trasmettere serenità e motivazione giusta per la partita. Oggi sul 2-0 non ho fatto bene il mio lavoro, ma cambia poco perché mancano 4 partite, abbiamo bisogno di 3 punti e vogliamo chiuderla il più èresto possibile”

Questa mancanza di energia può essere dovuta alla rimonta col Como?
“Calhanoglu non stava bene, Dumfries idem. Lautaro sapevam che è ancora lunga, a Bastoni pensavo di fargli fare qualche minuto nel secondo tempo. Non è mai semploice andare in certi campi in un certo periodo della stagione. Magari sei avanti 2-0 e pensi sia tutto facile, hai tutto sotto controllo colpendo quando è servito, poi prendi il 2-1 per un errore in uscita e spuntano i fantasmi, arriva il braccetto. Poi spuntano gli episodi a sfavore e subisci una rimonta che poteva anche finire peggio”

Darmian ha riconosciuto il tuo lavoro psicologico, che corde hai toccato a inizio stagione?
“Ogni essere umano può capire, anche io sono stato in qualche spogliatoio e so quello che si subisce, capisco qual è il pensiero di determinati giocatori, come vivono il contesto Inter. Bisogna abbracciarli di più, dire loro la verità avere coerenza in ciò che si fa senza andare ad arretrare il pensiero o quello che si è cercato di fare dall’inizio. Tu ci provi da allenatore ma poi devi avere una risposta da parte di un gruppo che deve crederci, seguirti e alzare dal punto di vista umano quello che cerchi di fare. Sono stato fortunato perché i ragazzi si sono calati subito in quello che andava fatto, cercando di trovare l’orgoglio ed essere competitivi dall’inizio. Abbiamo fatto una stagione importante, vincendo se non sbaglio 25 volte e segnando oltre 100 gol; non era semplice ma è tutto merito loro. Abbiamo cercato di dare qualcosina e loro sono stati bravi ad assorbire quello che abbiamo cercato di fare”


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