L’Inter si cuce addosso un altro pezzo di scudetto. A San Siro liquida il Cagliari con un secondo tempo di pura superiorità e aspetta la risposta del Napoli, forte di un +12 in classifica che ormai pesa come un macigno sul campionato. La squadra di Chivu non ha nemmeno dovuto spingere più di tanto: i sardi hanno retto fino all’intervallo, poi in tre minuti è cambiato tutto.
Qualche rotazione nell’undici iniziale: Josep Martinez torna tra i pali, De Vrij guida la difesa e Mkhitaryan riprende posto da mezz’ala. In attacco, la curiosità della sfida tra i fratelli Esposito, Sebastiano da una parte e Salvatore dall’altra, a guidare i due reparti offensivi.
Il Cagliari si presenta senza timori reverenziali: Sebastiano Esposito e Palestra provano a dare subito un segnale, mostrando che la squadra di Ranieri non è venuta a Milano per fare la comparsa. L’Inter però cresce dal quarto d’ora in avanti, pur senza creare veri pericoli per Caprile.
La ripresa è un’altra storia. Al 53’ Thuram sblocca la gara con un tap‑in sul solito, perfetto cross di Dimarco dalla sinistra. Passano tre minuti e arriva il raddoppio: Barella scarica un destro dal limite che non lascia scampo a Caprile.
Il resto è gestione, cambi, accademia. E c’è tempo anche per il 3-0: Zielinski firma un gran gol che sembra voler ribadire un messaggio chiaro sulla titolarità nel centrocampo nerazzurro.
Ora la palla passa al Napoli, impegnato oggi alle 18 al “Maradona” contro la Lazio. Ma la sensazione è che il conto alla rovescia verso il 21° scudetto dell’Inter sia già partito.
Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Sky dopo il netto successo con il Cagliari, vittoria che avvicina i nerazzurri allo scudetto.
“Eravamo consapevoli dell’importanza della partita. Nel primo tempo siamo andati un po’ in difficoltà nel giro palla: eravamo lenti e il Cagliari ha occupato meglio il campo. Nella ripresa abbiamo alzato l’intensità nel palleggio, sbloccando la gara. Questa squadra, quando passa in vantaggio, si toglie un po’ di pressione e inizia a divertirsi giocando. Come vedo i ragazzi nello spogliatoio? Li vedo poco perché stanno sempre al telefono. C’è la consapevolezza di tutto quello che è stato fatto di buono per essere competitivi: a cinque giornate dalla fine abbiamo raggiunto la qualificazione alla Champions”.
Quanto ti manca per arrivare all’idea che hai tu per essere competitivo anche in Champions League
“Questi ragazzi si sono lasciati alle spalle quello che è successo la scorsa stagione: non era facile, ma si sono messi in gioco. Hanno sempre reagito per mantenere quanto di buono è stato fatto. Giocare in Champions non è semplice: affronti squadre di alto livello, soprattutto quelle inglesi che spendono una marea di soldi. Noi vogliamo essere competitivi anche in Champions, è uno degli obiettivi della società. Tutti vogliono arrivare a quel livello e giocare in Champions”.
Rinnovo?
“Io di queste cose non ho mai parlato con la società: ero solo concentrato sul raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League. È ancora lunga, preferisco restare concentrato sul campo e non sul futuro”.
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