Coppa Italia, Inter in semifinale, Como di nuovo rimontato

Da 0-2 a 3-2. L’Inter di Cristian Chivu firma una rimonta clamorosa a San Siro e conquista la finale di Coppa Italia, spezzando i sogni del Como di Cesc Fabregas. Protagonisti assoluti Hakan Calhanoglu, autore di una doppietta, e Luka Sucic, entrato dalla panchina per cambiare volto alla partita con un gol straordinario e un assist decisivo.

La capolista del campionato attende ora la vincente tra Lazio e Atalanta.

San Siro è una bolgia per il ritorno della semifinale, ma il Como non si lascia intimidire. La squadra di Fabregas parte con una ferocia inattesa e sorprende i nerazzurri già nei primi minuti: Baturina sfiora il vantaggio, Kempf colpisce un palo, l’Inter fatica a trovare ritmo e precisione.

Il gol arriva comunque: Van der Brempt vince il duello con Dimarco, serve Baturina che batte Josep Martinez per lo 0-1. I lariani non si fermano e vanno vicinissimi al raddoppio con Douvikas, lasciando un’Inter irriconoscibile a rientrare negli spogliatoi.

L’Inter prova a reagire, ma al 48’ arriva la doccia gelata: un errore in uscita di Zielinski spalanca il campo al Como. Nico Paz verticalizza, Da Cunha entra in area e con un mancino chirurgico firma lo 0-2.

San Siro ammutolisce, Chivu si infuria, il Como sogna l’impresa.

Da quel momento, però, l’Inter si scuote. Zielinski prova a riscattarsi, Calhanoglu aumenta i giri, ma serve un colpo di genio dalla panchina: Sucic entra e cambia la partita.

Il croato inventa una giocata raffinata che libera Calhanoglu al limite: il turco non sbaglia, 1-2 e partita riaperta.

Il Como ha l’occasione per chiuderla al 72’: Diao si presenta davanti a Martinez, ma il portiere nerazzurro compie un intervento decisivo che tiene in vita l’Inter.

Il gol del turco incrina le certezze del Como. L’Inter sente l’odore del sangue e affonda: ancora Sucic inventa, ancora Calhanoglu colpisce. È 2-2.

Poi il capolavoro: Sucic riceve al limite, si apre il destro e disegna un golazo a giro che manda San Siro in delirio. Rimonta completata, Como al tappeto.

Il Como prova un ultimo assalto, ma l’Inter controlla e porta a casa una qualificazione che sembrava impossibile. Al triplice fischio esplode la festa nerazzurra: Chivu vola in finale, Fabregas esce tra gli applausi per la prestazione dei suoi.

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, analizza così ai microfoni di Canale 5 la vittoria per 3-2 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Como: “Stanno lavorando tutti bene e quando sono chiamati in causa lo fanno vedere. Oggi chi è subentrato ci ha dato una grossa mano, ci hanno dato personalità e coraggio: Diouf, Sucic, lo stesso Pio, questo gruppo vuole essere competitivo fino in fondo. Ci siamo guadagnati questa situazione, che ci permette di sognare: raggiungere l’obiettivo campionato e anche la Coppa Italia. Eravamo consapevoli di quello che sta facendo vedere il Como, questi ragazzi hanno il DNA Inter dentro, rimontare due volte il Como in dieci giorni lo può fare solo la pazza Inter”.

Le scelte sulle fasce?
“Dumfries ha un problema fisico, ma ha dato disponibilità per gli ultimi minuti: ha un piccolo fastidio al tendine. Mi fa piacere avere un gruppo di giocatori che capisce il momento, è stato lo stesso per Lautaro contro la Roma, questi giocatori sentono la responsabilità di portare avanti quello che è il nostro lavoro. Diouf è entrato bene, cercando l’uno contro uno e sono contento di tutti i nostri ragazzi che mantengono questa possibilità di raggiungere uno dei nostri obiettivi”.

Cosa prova ad essere accostato a Mourinho?
“Perché a voi piacciono i titoli, ma a me no. Io metto il cuore e la passione per la squadra che alleno. A me interessa poco, sto cercando di fare il mio lavoro al meglio per ripagare la fiducia di chi ha creduto a me e portare a casa qualche obiettivo”.

Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato ai microfoni di Sportmediaset al termine della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Inter: “Magari dopo il 2-1 la partita è cambiata, ma l’occasione di Diao poteva cambiare la partita dalla nostra parte. So dove abbiamo iniziato il percorso e stiamo facendo un grande percorso. Sono sereno, sapevo che questi ragazzi oggi avrebbero fatto una grande prestazione. Grande orgoglio, anche se manca ancora qualcosina. Abbiamo giocato contro una squadra di veterani, che gioca da 6-7 anni insieme e vincono lo scudetto facilmente anche se Chivu non direbbe così, è una squadra vincente e piano piano hanno messo due ragazzi che oggi hanno fatto la differenza come Sucic e Diouf. Per me era importante vedere la reazione, dentro l’area loro sono molto forti mentre a noi manca ancora un pezzettino”.

Contento per la prestazione o arrabbiato per il risultato?
“Ovvio che sono deluso, due anni fa non avevamo neanche campi dove allenarci. Posso arrabbiarmi venerdì, per la prestazione col Sassuolo. Oggi no. Nella mia carriera ho vinto molto e ho perso. Leggevo un’intervista di Klopp nella quale diceva che le prime sei finali le ha perse, noi siamo il Como e ci stiamo avvicinando. Manca qualcosina, ma possiamo essere solo orgogliosi di questa squadra. Mancano cinque partite di campionato che non possiamo sbagliare solo perché siamo tristi, non si deve mandare a ramengo questa stagione”.

Cosa manca in particolare?
“Un po’ di tutto, a questo livello. Oggi i loro cambi hanno fatto la differenza, mentre noi eravamo un po’ corti. Qualitativamente abbiamo fatto una grandissima prestazione, è mancato qualcosina ma non so se a livello mentale o altro. Sicuramente possiamo migliorare tantissime cose e continuare a farlo insieme. Siamo una delle squadre più giovani d’Europa e a volte non è facile. Complimenti a loro, noi dobbiamo avanti su questa strada”.


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