28 aprile Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto

Ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, un momento di memoria e consapevolezza dedicato a chi ha perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento. Nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 200.000 le vittime ogni anno causate dall’amianto, una delle più gravi emergenze sanitarie globali ancora irrisolte. In Italia, i numeri restano drammaticamente stabili: circa 10.000 nuovi casi l’anno e 7.000 decessi, senza segnali di riduzione significativa.

Ma è in Lombardia che l’emergenza assume i contorni più gravi. Con oltre 2.000 decessi l’anno, di cui circa 500 per mesotelioma e oltre 1.000 per tumori polmonari, la regione si conferma la più colpita d’Italia, simbolo di un’eredità industriale che continua a presentare un conto altissimo in termini di vite umane. Il dato più preoccupante è proprio questo: la curva non scende.

Nonostante gli sforzi sul fronte della bonifica, la presenza dell’amianto resta ancora profondamente radicata nel territorio e nella vita quotidiana: nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali, nelle biblioteche, nelle strutture sportive, fino alle tubature dell’acqua, e anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate – in particolare Marina, Esercito e Aeronautica – senza escludere altri corpi dello Stato. Una presenza invisibile ma pervasiva, che espone ancora oggi milioni di cittadini a un rischio concreto e quotidiano.

Negli ultimi anni, la Lombardia ha avviato importanti strumenti di intervento: contributi ai cittadini per la rimozione di coperture e manufatti in cemento-amianto negli edifici privati, incentivi pubblici che possono coprire fino al 60% delle spese di smaltimento, un nuovo piano regionale da 11,5 milioni di euro destinato alla bonifica degli edifici pubblici, con contributi fino al 100% delle spese e fino a 350.000 euro per intervento. A questi si affiancano strumenti nazionali, come i bandi INAIL, che arrivano a coprire fino al 65% degli interventi di bonifica. Eppure, tutto questo non basta. Il problema è strutturale: la velocità delle bonifiche non è ancora sufficiente rispetto alla diffusione dell’amianto.

La Lombardia rappresenta un fiore all’occhiello in Italia per efficienza politico-istituzionale e capacità programmatoria. Non a caso, i casi che emergono oggi sono in larga parte riconducibili a esposizioni pregresse, e il livello delle bonifiche raggiunto lascia ben sperare. Allo stesso tempo, è la dimostrazione più evidente che non possiamo abbassare la guardia: i numeri restano drammaticamente stabili perché l’amianto è ancora ovunque. Serve un piano straordinario, sistemico e accelerato di rimozione, perché ogni ritardo significa nuove vittime” –  sottolinea l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

In occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, il messaggio è chiaro: non siamo di fronte a un problema del passato, ma a un’emergenza ancora attuale. E proprio in Lombardia, più che altrove, è evidente quanto sia urgente trasformare gli strumenti esistenti in un’azione più rapida, capillare ed efficace. Perché senza un cambio di passo deciso, l’amianto continuerà a uccidere nel silenzio, anno dopo anno.

L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito 

www.osservatorioamianto.it.


Scopri di più da GazzettadiMilano.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.