Bastava un pareggio, ma l’Inter decide di prendersi tutto: vittoria, festa e scudetto. A San Siro i nerazzurri battono il Parma 2-0 e si laureano campioni d’Italia per la ventunesima volta, con tre giornate d’anticipo. È Marcus Thuram a sbloccare la serata, Henrikh Mkhitaryan a chiuderla nella ripresa, mentre il Meazza si accende tra cori, bandiere e un minuto di silenzio in memoria di Alex Zanardi.
Chivu nella storia
Per Cristian Chivu è una prima stagione da allenatore semplicemente perfetta. Il tecnico romeno diventa il secondo a vincere lo scudetto con l’Inter sia da giocatore sia da allenatore (dopo Armando Castellazzi; Virgilio Fossati riuscì nell’impresa prima dell’era del girone unico), il quarto nella storia della Serie A a conquistare il titolo al debutto da tecnico a stagione intera.
Una consacrazione che arriva mentre le ombre del caso arbitri restano lontane da Appiano: i nerazzurri non risultano indagati.
La partita: attesa, un lampo e poi la festa
Primo tempo: equilibrio e un legno
Il Parma, già salvo e più propositivo del solito, concede campo soprattutto a Dumfries. L’Inter però fatica a sfruttare gli spazi e si affida alle iniziative dei singoli: la traversa nega il gol a Barella, ventesimo legno stagionale dei nerazzurri. Dall’altra parte Pellegrino e compagni sciupano due buone occasioni.
Quando lo 0-0 sembra scritto, arriva la giocata che cambia tutto: verticalizzazione di Zielinski, inserimento perfetto di Thuram e piattone vincente. È il minuto che accende San Siro e spalanca la festa.
Secondo tempo: gestione e sigillo
La ripresa è un lungo abbraccio tra squadra e tifosi. Il Parma non ha più molto da chiedere alla classifica e l’Inter controlla senza affanni. Chivu concede spazio ai protagonisti della stagione: entra Lautaro, entra Mkhitaryan.
Proprio loro due confezionano il raddoppio: assist del capitano, gol dell’armeno, che chiude ogni residuo timore e fa esplodere definitivamente il Meazza.
La notte del tricolore
Il 2-0 è solo il pretesto per una festa che aspettava di cominciare, a cominciare da Piazza Duomo. L’Inter si prende lo scudetto con autorità, continuità e una solidità che non ha lasciato scampo alle rivali. Una luce forte in un calcio italiano attraversato da ombre e tensioni.
Marotta: Chivu scelta coraggiosa e ponderata
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, commenta a Dazn lo scudetto conquistato con Cristian Chivu, tornando sulla decisione di puntare sul tecnico romeno: “Come ha raccontato in questi giorni Inzaghi, la risoluzione consensuale è avvenuta lunedì e martedì avevamo già deciso di puntare su Chivu. L’abbiamo fatto con coraggio, ma ponderato: aveva dalla sua un curriculum di giocatore vincente, di essere stato capitano dell’Ajax a 21 anni, di aver vinto nella Primavera dell’Inter e poi questo periodo nel Parma.
Queste skills ci hanno portato a decidere tranquillamente: l’unica cosa che gli poteva mancare era l’esperienza. Noi abbiamo supportato questa unica lacuna, secondo me potrà e deve rimanere all’Inter per tanti anni”.
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