Trivulzio, una operatrice: la situazione non migliora.

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Personale sanitario del Pio Albergo Trivulzio. Ansa/Matteo Corner

“Stanno continuando a trasferire i pazienti da un reparto all’altro, senza aver fatto nemmeno i tamponi, lo fanno la sera di nascosto, gli anziani continuano a morire, la situazione non è migliorata”. E’ il racconto all’ANSA di un’operatrice sociosanitaria che da “31 anni” lavora al Pio Albergo Trivulzio di Milano.

“La prima mascherina nel mio reparto si è vista il 22 marzo”, ha aggiunto, spiegando che lei “il 12 marzo chiese di averne una, ma a me come ad altre colleghe che le avevano portate da casa venne intimato dalla caposala di non usarle”.

E’ in corso da un’ispezione dei carabinieri del Nas all’Istituto Frisia di Merate (Lecco), residenza per anziani che fa capo al Pio Albergo Trivulzio di Milano. Da quanto si è appreso, i militari si trovano nella sala riunioni della struttura insieme ai dirigenti e stanno acquisendo documentazione. Oggi proseguono anche i controlli, come avvenuto nei giorni scorsi, del Nucleo antisofisticazione e sanità di Milano, guidato dal tenente colonnello Salvatore Pignatelli, in altre Rsa di 4 province lombarde: oltre a Milano, anche a Monza, Como e Varese.