Intervista esclusiva a Francesca Carollo,Giornalista Mediaset.

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Francesca Carollo, Giornalista Mediaset con i programmi “Quarto Grado” e “Quinta Colonna”, Scrittrice del libro ” Le amiche che non ho più. Lucia,Federica,Roberta”, si è raccontata attraverso una lunga intervista in cui approfondiremo tematiche sociali importanti e ripercorreremo le tappe salienti della sua carriera e delle sue battaglie.

 

  •  Hai conseguito una Laurea in Giurisprudenza, perché hai scelto l’indirizzo giuridico? Qual è la materia che preferivi? Hai mai svolto la professione di Avvocato?
  •  Ho scelto Giurisprudenza perché quando hai 19 anni e finisci il Liceo molto spesso non sai cosa vuoi fare veramente da grande e io non lo sapevo, non sapevo che volevo fare la Giornalista, allora ho cercato di scegliere una facoltà che mi permettesse di avere una formazione abbastanza ampia, completa e che almeno mi permettesse di essere preparata in tutto quello che poteva succedermi. In realtà poi ho scoperto che Giurisprudenza è invece piuttosto settoriale, però devo dire che questa formazione per me è stata molto importante perché mi ha dato un grande ordine mentale, sia perché mi ha fatto capire come funziona la legge in Italia sia perché si è rivelata la scelta giusta perché quando sono diventata Giornalista mi ha aiutato tantissimo e mi aiuta tutt’ora sia nella lettura dei documenti che nei rapporti con i legali e i Magistrati nei processi, quindi è una scelta che io rifarei. Ho seguito la specializzazione in Diritto Europeo, ho lavorato un anno al Parlamento Europeo perché mi è sempre piaciuto capire come funzionano le cose all’estero ed è stata un’esperienza formativa straordinaria che consiglio a tutti. L’Europa è sotto alcuni aspetti è una chimera, è stata un’esperienza che mi ha fatto capire quanto siamo lontani da una vera Unione Europea, l’Europa è un apparato burocratico fortissimo ma una vera unificazione dei paesi non c’è, però è stato importante anche questo percorso.

 

  • Agli esordi del tuo percorso giornalistico ti sei occupata di Moda e Costume, ricordi le tematiche e i contenuti dei tuoi primi articoli? Attualmente scrivi ancora articoli di moda?
  •   Io ero una Giornalista di Moda di “Tv Moda”, un programma di rete 4 che poi è passato ad Italia 1 e  La5, viaggiavo tanto, vedevo 200 sfilate all’anno, mi occupavo delle interviste agli stilisti, di tutta la parte redazionale del programma, è stata una grande esperienza anche quella. La moda è uno dei settori trainanti della nostra economia ed è un settore che io amo e rispetto tantissimo, però ad un certo punto mi aveva stancato, forse anche per la mia formazione avevo bisogno di qualcosa di diverso, non rimpiango assolutamente quello che ho fatto, non rimpiango il mio percorso però sono felice poi di aver cambiato e di essere passata alla Cronaca, che comunque è altrettanto creativa. Adesso vado alle sfilate solo per piacere e scrivo per Libero, faccio interviste a stilisti e brand.
Francesca Carollo con Jo Squillo
Francesca Carollo con Jo Squillo alla settimana della moda di Milano.

 

  • Attualmente lavori a Mediaset e sei una Giornalista di Quarto grado e Quinta colonna. Quali sono i casi tra quelli che hai seguito che ti hanno colpito maggiormente e a cui hai voluto dar voce?
  •  Sono uno dei volti storici di Quarto Grado fin dall’inizio e in realtà anche di Quinta Colonna. Ho iniziato con la squadra di Quarto grado quando lo conduceva Salvo Sottile, 5 anni fa. Ho scritto anche un libro “Le amiche che non ho più. Lucia,Federica,Roberta” che tratta casi di cronaca, in particolare questi tre che sono Roberta Ragusa, il cui marito proprio ieri è stato condannato di nuovo in appello a 20 anni per l’omicidio della moglie e questo caso mi ha colpito tantissimo. Roberta per me anche se non l’ho conosciuta era un’amica, ho passato anni parlando con le sue amiche, studiando la sua vita, cercando di capirla, quindi per me è stato veramente fondamentale. Poi sono appassionata anche al caso di Lucia Manca e Federica Giacomini, questi sono i tre casi di cui ho parlato nel mio libro. Un altro caso che ho seguito tantissimo e a cui sono molto legata, perché sono legata anche alla famiglia, è il caso di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego uccisa da questo team diabolico del suo compagno Freddy Sorgato ,la sorella di Freddy, Debora Sorgato e Manuela Cacco (tabaccaia amante di Freddy e migliore amica di Debora).

 

 

  •   Ti occupi di inchieste, delitti, di persone scomparse e di Stalkig, in un mondo in cui vige la parità tra uomo e donna, come si possono spiegare le continue violenze domestiche, gli stupri, gli abusi di potere da parte degli uomini nei confronti delle donne (ovviamente in casi particolari)?  Ci sono dei campanelli d’allarme per potersi salvare in tempo da queste situazioni drammatiche?
  •  Guarda, questa è una domanda che io faccio sempre agli opinionisti esperti della mente umana, la realtà è che la società è molto cambiata, le donne hanno acquisito potere e possibilità economiche, questo ha scardinato gli equilibri che c’erano un tempo e che davano all’uomo quella forza di potere all’interno della casa e della famiglia. Credo che molti uomini non riescano a sopportare questo cambiamento epocale e che questo porti a un grande disequilibrio tra l’uomo e la donna, con una donna appunto che è diventata forte e che non si fa più sopraffare che ha la possibilità economica per andarsene di casa e questo ha scardinato gli equilibri creando spesso dei crolli emotivi e psicologici devastanti e portando ad eventi drammatici come il numero inquietante di femminicidi.  I campanelli d’allarme ci sono sempre, molto spesso le donne non li vogliono vedere, non li vedono, sono influenzate dall’amore o dalle giustificazioni che danno al loro uomo anche per una questione di vergogna sociale, quindi la prima regola è non mentire a se stesse e guardare la realtà, stare lontani da qualsiasi tipo di violenza che è sempre prodromica di qualcosa di peggio. Violenza, gelosia, possessività sono elementi molto negativi e chiaramente poi bisogna fare rete con le altre donne, con la propria famiglia, con gli amici con associazioni e lo Stato deve fare ancora molto, lo Stato per noi non fa ancora abbastanza, questo è un monito che io faccio a chiunque vada al Governo perché inasprisca le pene previste per i reati contro la persona.
Francesca Carollo a Venezia in occasione della 74a edizione della Mostra del Cinema, per presentare il docu-film “Futuro è donna” diretto da Jo Squillo e prodotto da Tv Moda. Al centro Valentina Pitzalis, la giovane sarda sfregiata nell’incendio appiccato dall’ex marito.
  • Nel tuo libro “Le amiche che non ho più. Lucia, Federica, Roberta” qual è il punto collante tra le tre storie? Qual è il messaggio che vuole trasmettere il libro?
  • Sono tre storie che hanno segnato la mia vita professionale e sono tre donne che se vuoi in apparenza sono molto lontane, una è una mamma, una è un’impiegata in banca, una è una pornostar, ma che in realtà vogliono solo essere felici ed avere una famiglia normale. Quello che vogliono tutte le donne. Quindi nella loro diversità hanno un animo comune. Intanto è una testimonianza, è un racconto, una narrazione di cronaca ed è un monito alle donne perché siano più attente, perché si aiutino a farsi proteggere e perché non dimentichino quei campanelli d’allarme di cui abbiamo parlato. E’ un tentativo di porre l’attenzione su questo tema perché se anche una sola donna è riuscita da avere il coraggio di denunciare un uomo, di tutelarsi e di proteggersi grazie a quello che ho scritto, questo per me sarebbe già un risultato straordinario.

 

  • Quali sono i prossimi casi che seguirai per Quinta colonna e Quarto grado?
  •  A luglio comincerà il processo di appello per Isabella Noventa e il mio desiderio è che questi tre personaggi confessino, Freddy in particolare forse è l’unico che lo sa, che ha gettato il corpo di Isabella. La mamma di Isabella, mamma Ofelia, è una donna che ha il diritto di piangere sua figlia da qualche parte con un fiore. Poi sarà interessante sapere anche cosa succederà in Cassazione al caso di Roberta Ragusa, se verrà confermata la condanna e quindi se lui andrà in carcere. Poi ci sono tantissimi altri casi.

 

 

A cura di Concetta Bottiglieri.

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