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La Giunta della Regione Lombardia ha stanziato 12,5 milioni di euro per finanziare le borse di studio degli universitari. Nonostante gli appelli dell’Unione degli Universitari, non è stata prevista alcuna variazione sui criteri di merito e sulle risorse stanziate.

«Ci aspettavamo un aumento delle domande relative alle borse di studio ed infatti il fabbisogno regionale è cresciuto di 2 milioni, arrivando ad oltre 95 milioni di euro. Siamo preoccupati» spiega Niccolò Piras – UDU Milano «perché solo una parte del fabbisogno sarà coperto dalle risorse regionali e statali. Finché la Regione non si deciderà ad aumentare i propri stanziamenti non sarà possibile uscire da questa drammatica situazione: secondo le nostre proiezioni, solo nelle università pubbliche di Milano potrebbero addirittura mancare 7,4 milioni di euro. In termini concreti, sono circa 2500 gli studenti che potrebbero essere privati della possibilità di studiare, se non fosse per le risorse straordinarie stanziate ogni anno dalle Università e AFAM Milanesi per sopperire alle carenze delle altre istituzioni».

Le borse di studio rappresentano un insostituibile sostegno economico agli studi. L’importo annuale può variare da un minimo di 2.719€ a un massimo di 5.278€ in relazione allo status (in sede, pendolare o fuori sede), nonché in relazione alle condizioni economiche e patrimoniali dello studente: l’ISEE non deve comunque essere superiore a 23 mila euro, l’ISPE non deve superare i 50 mila euro. Senza questo aiuto, molti studenti non potrebbero permettersi di pagarsi gli studi: nel solo anno accademico 2020-2021, le università pubbliche milanesi hanno erogato oltre 19 mila borse di studio. Per tutti questi motivi, l’UDU ha chiesto alla Regione Lombardia di garantire la copertura totale del fabbisogno regionale, come fanno quasi tutte le altre regioni.

CRITERI DI MERITO ECCESSIVAMENTE STRINGENTI

Ma non è solo un problema economico, come spiega Niccolò Piras – UDU Milano: «Le direttive impartite dalla Giunta Regionale fanno sì che i criteri di merito per ottenere la borsa di studio a Milano siano eccessivamente stringenti. Nei bandi delle università lombarde, infatti, vengono chiesti più CFU, al primo anno è necessario un determinato voto minimo di maturità e viene richiesta un’assoluta regolarità accademica. Tutti criteri estremamente stringenti che non hanno uguali nel resto d’Italia. Insomma, non solo la Regione non garantisce adeguate risorse per gli idonei, ma restringe a monte la platea dei possibili beneficiari, escludendo centinaia di studenti meritevoli. E neanche per il periodo Covid sono stati concessi bonus o sconti a favore degli studenti in difficoltà».

«Nella Legge di Bilancio 2021» continua Piras «il Governo ha previsto un aumento insufficiente dei fondi destinati alle borse di studio per 70 milioni di euro. La Regione Lombardia non ha ritenuto necessario intervenire sui criteri di merito oppure aumentare gli investimenti sul diritto allo studio universitario. È molto triste pensare che molti dei nostri giovani colleghi faranno fatica a pagare affitti e manuali di studio».

LA LOMBARDIA INVESTE MENO DELL’EMILIA-ROMAGNA E DELLA TOSCANA

L’UDU ha ricevuto con rammarico ed irritazione il nuovo Decreto della Giunta Regionale che lascia sostanzialmente tutto invariato, sebbene sulla carta sostenga di voler puntare ad un “efficace sostegno agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, nonché un ruolo più incisivo e responsabile del Governo regionale in un’ottica di sussidiarietà”.

Conclude Piras: «La delibera della Giunta Regionale è stata approvata senza chiedere l’opportuno parere del Comitato Regionale competente. La situazione è intollerabile, siamo esausti di lanciare appelli alla politica che vengono puntualmente ignorati. Sicuramente lo Stato deve fare un maggiore sforzo e su questo l’Assessore Fabrizio Sala ha ragione. Però, se la Lombardia stanzia 12,5 milioni a fronte dei 12,6 milioni della Toscana e dei 28,5 milioni della vicina Emilia-Romagna, è evidente che qualcosa non torna. La carenza delle borse di studio continua ad avere ripercussioni negative sul bilancio delle Università di Milano, nonché sulla vita economica e sociale cittadina. Il sottofinanziamento impedisce infatti a molti studenti di studiare a Milano, creando un danno per l’intera città, oltre che per il Diritto allo Studio. La Regione Lombardia ci deve delle risposte, in caso negativo siamo pronti alla mobilitazione».

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