L’entrata in funzione a pieno regime del nuovo Entry Exit System (EES), il sistema digitale dell’Unione Europea che registra ingressi e uscite dei cittadini extra-UE attraverso dati biometrici (impronte e riconoscimento facciale), sta già mostrando criticità rilevanti negli aeroporti italiani.
Nei primi giorni di applicazione si registrano lunghe attese ai controlli di frontiera, ritardi diffusi e passeggeri rimasti a terra.
NUMERI EMBLEMATICI
Un caso emblematico si è verificato all’aeroporto di Linate il 12 aprile, dove oltre 120 passeggeri diretti a Manchester sono rimasti bloccati ai controlli passaporti: il volo è partito con appena una trentina di persone a bordo su oltre 140 previste, dopo ore di coda e disagi, con segnalazioni anche di malori tra i viaggiatori.
CODICI LOMBARDIA CHIEDE MISURE URGENTI A TUTELA DEI PASSEGGERI
“Comprendiamo e condividiamo l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e il monitoraggio degli ingressi e delle uscite dei cittadini extra-UE – sottolinea l’associazione – ma è inaccettabile che l’introduzione di un sistema così impattante avvenga scaricando sui passeggeri i costi di un’implementazione evidentemente non ancora adeguata ai volumi reali di traffico”.
“Se il sistema consente davvero una registrazione in pochi secondi, come dichiarato, non si spiegano attese di ore e voli persi – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia –. Il rischio concreto è che i passeggeri diventino, di fatto, i collaudatori di un sistema non ancora pronto”.
LINATE OSSERVATO SPECIALE
L’associazione accende in particolare i riflettori appunto sull’aeroporto di Linate, dove si sono già manifestati disservizi significativi legati all’introduzione del nuovo sistema.
“Quanto accaduto a Linate non è un episodio isolato, ma un segnale chiaro delle difficoltà operative del sistema – prosegue Zanon –. Code di ore ai controlli, voli partiti semivuoti e passeggeri lasciati a terra rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato”.
“È proprio in scali come Linate che l’impatto del nuovo sistema rischia di essere più critico – aggiunge –. L’elevato volume di traffico internazionale e la concentrazione dei voli nelle stesse fasce orarie possono amplificare ritardi e disservizi, con effetti a catena su partenze, arrivi e coincidenze”.
Secondo CODICI Lombardia, il sistema EES rappresenta uno strumento utile di controllo amministrativo, ma non può essere considerato risolutivo rispetto alle criticità complessive nella gestione delle frontiere.
“La sicurezza è un obiettivo condivisibile – evidenzia Zanon – ma non può tradursi in un peggioramento sistematico dell’esperienza di viaggio per milioni di cittadini”.
LE RICHIESTE DI CODICI LOMBARDIA
Alla luce delle prime criticità emerse, l’associazione chiede interventi immediati:
- maggiore flessibilità nell’applicazione del sistema nei momenti di picco
- potenziamento immediato di personale e infrastrutture negli aeroporti, a partire da Linate e, se non ci saranno accorgimenti migliorativi, anche a Malpensa.
- introduzione di indennizzi automatici per i passeggeri che perdono il volo a causa dei ritardi ai controlli legati all’EES.
IL NODO DELLE TUTELE PER I PASSEGGERI
“In base al Regolamento (CE) 261/2004 oggi i passeggeri hanno diritto a compensazioni in caso di ritardi, cancellazioni o negato imbarco imputabili al vettore – conclude Zanon –. Le situazioni che stiamo osservando, invece, legate a un sistema pubblico di controllo alle frontiere, rischiano di lasciare i consumatori senza alcuna tutela effettiva. È necessario colmare questo vuoto normativo, prevedendo meccanismi chiari di compensazione anche in questi casi”.
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