Secondo fine settimana con “Parade électronique”: tra elettronica, jazz e improvvisazione audio-video.

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Secondo fine settimana per l’edizione 2019 del festival milanese dedicato all’elettronica, i cui due ultimi appuntamenti – venerdì 22 e domenica 24 novembre – sono inseriti nel cartellone cittadino della Milano Music Week.

 

Del progetto nella sua interezza scrive il Direttore artistico Walter Prati: «La “parata” milanese della musica elettronica come sempre presenta diverse sfaccettature della pratica elettronica; tendenze e diversità che raramente vengono fatte dialogare; confronto spesso bloccato dalla rigidità, da una difettosa prospettiva culturale e dalla consuetudine dei programmi “istituzionali”.

Ed ecco che Parade électronique, rompendo gli schemi, propone serate nelle quali l’elettronica svela molteplici possibilità applicative.

Quattro appuntamenti specificatamente performativi sono previsti al Teatro Arsenale: improvvisazione, danza che genera suono, interazione tra strumento musicale tradizionale e trasformazione elettronica, video, teatro acusmatico».

 

Veniamo agli appuntamenti del 22 e del 24 novembre.

 

Ricorre il numero 3 nella struttura degli ultimi appuntamenti di Parade électronique 2019:

–         3 i set della serata del 22 novembre;

–         3 i momenti di spettacolo il pomeriggio del 24 novembre.

 

 

Venerdì 22 novembre – Teatro Arsenale ore 20.45

Ingressi € 12/10

3 i set presentati

Elio Martusciello con una improvvisazione elettronica in solo

Un intervento video ideato e prodotto da Francesco Bossi

– A chiusura ZUM TRIO (Giomi-elettronica, Canavese-chitarra elettrica ed elettronica, Rapicavoli-batteria) prodotto dal centro Tempo Reale di Firenze

 

SET n. 1 – si comincia con un’improvvisazione elettroacustica, che dimostra come il nostro ascolto sia catalizzato non tanto dal suono in sé quanto dalla fonte che lo genera. Sulla “costruzione” di fonti sonore originali si basa la performance solistica di Elio Martusciello.

 

SET n. 2 – Diversamente per Francesco Bossi il nostro ascolto è catalizzato dalla visione della fonte che genera suono, al punto che si può arrivare a dire che non esistono suoni se non c’è la possibilità di vederne e conoscerne l’origine.

 

SET n. 3 – In conclusione di serata, commistione di generi: i “nuovi linguaggi” dell’elettronica e del jazz danno origine, nella performance dello Zum Trio, a un ulteriore linguaggio di un’inattesa varietà emozionale e stilistica.

 

 

Domenica 24 novembre – Teatro Arsenale ore 16.30

Ingressi € 12/10

3 diversi momenti in un unico spettacolo

Pesi diversi, AUGET e Menta Portrait vedono alternarsi e lavorare insieme Jacopo Biffi elettronica, Lorenzo D’Erasmo percussioni, Guglielmo Prati elettronica, Stic elettronica, Matteo Taramelli video e la voce dell’attrice Marta Malvestiti

 

Momento di spettacolo n. 1, Pesi diversiIntersezioni Ensemble propone uno spettacolo che vive dell’interazione tra musicisti e pubblico, coinvolti in una performance comune fatta di musica e movimenti.

 

Momento di spettacolo n. 2, AUGET – Suono e immagine saranno in stretto contatto in AUGET, che mette in relazione suoni con forme e colori al punto che il suono genera colore e il colore riempiendo una forma genera suono, in una sorta di sinestesia continua tra ascolto e visione.

 

Momento di spettacolo n. 3, Menta Portrait– In prima esecuzione assoluta (commissione di Parade électronique 2019) Menta Portrait per elettronica e voce recitante di Guglielmo Prati e Marta Malvestiti trasporta lo spettatore in una dimensione onirica, come se grazie al suono le esperienze interiori di ognuno potessero andare a sostituirsi alla sua realtà.

 

 

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TERZA GIORNATA di Parade électronique 2019

 

Venerdì 22 novembre

Teatro Arsenale ore 20.45

 

Elio Martusciello elettronica

 

Francesco Bossi video

 

ZUM TRIO

Francesco Canavese chitarra elettrica

Francesco Giomi radio e sintetizzatori

Stefano Rapicavoli batteria

Produzione: Tempo Reale

 

Solo di Elio Martusciello

Un “solo” di improvvisazione elettroacutica di Elio Martusciello

Il materiale sonoro utilizzato in questa performance deriva in gran parte dal materiale utilizzato per la realizzazione del mio ultimo album “incise”. Il titolo prende spunto non solo dal titolo di uno dei brani presenti nel disco, ma dallo specifico focus che caratterizza questo progetto. Il nostro ascolto tende a concentrarsi in prima istanza su che cosa abbia causato uno specifico evento sonoro: talvolta il riconoscimento di questa causa è molto facile, altre volte può risultare arduo se non impossibile. Questo range di possibilità, massimamente ampliato dalle possibilità manipolative elettroacustiche, è il principale campo d’azione dal quale si struttura l’intera performance.

 

Acousmatic Groove di Francesco Bossi

L’idea di base di Acousmatic Groove è rappresentata dall’evoluzione artistica dell’oscilloscopio. Il postulato da cui si parte è che non c’è quasi nessun suono che non sia correlato alla sua visualizzazione, e se la percezione dei suoni dipende dalla nostra visualizzazione, allora viceversa una visualizzazione può difficilmente esistere senza suoni. Il punto di partenza da cui di solito mi muovo per ogni composizione elettroacustica è rappresentato dallo strumento. Vale a dire che, almeno nel mio caso, la musica nasce più dallo scandagliare le possibilità di uno strumento elettroacustico autonomamente progettato e costruito piuttosto che da un’astratta idea primigenia. Lo strumento (che potremmo definire un lettore “creativo” di file audio o “wavetables”) è già stato in parte progettato con l’applicazione Max-Msp. Il nucleo dell’elaborazione del segnale è l’oggetto MC.2dwave e la sua capacità di leggere i file audio in modo dinamico e in un ambiente multicanale. La spazializzazione multicanale è basata su otto canali audio, ciascun canale legge la “wavetable” secondo una velocità e una fase specificamente assegnate. Il lavoro sarà inoltre caratterizzato da una trama ritmica pervasiva ricorrente. Questo aspetto imprevedibile è dovuto al “voicing” algoritmico dell’ambiente multicanale. Per ciò che concerne la parte visiva, le immagini sono state realizzate in Jitter di Max-Msp e con l’aiuto del “package” Vsynth.

 

Francesco Bossi è un compositore i cui lavori comprendono musica acustica ed elettroacustica, audiovisivi e installazioni. Si è laureato all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo e al Conservatorio di Milano in MusicaElettronica, in entrambi i casi con il massimo dei voti. La sua ricerca è attualmente focalizzata sulla produzione di sistemi di sintesi del suono autonomamente progettati e realizzati su computer, generalmente in ambiente Max-Msp. Suoi lavori sono stati eseguiti da ensemble e orchestre di fama e sono spesso selezionati da Festival e manifestazioni di rilievo internazionale.Recentemente ha partecipato con sue opere in numerose iniziative: Napoli (“Sankta Sango” – 2012), Firenze (“Diffrazioni Multimedia Festival” 2014 and 2016), Padova, Venezia (2014), New York City (2014, 2015, 2016 e 2017), Denton USA (ICMC 2015), Singapore (2015), Valencia (2015), Statesboro USA (Seamus Conference 2016), Bourges (France) (2016), Sao Paulo (CMMR 2016), Matera (Ma/In Festival 2016), St. Cloud USA (Seamus Conference 2017), Livorno (“Suoni Inauditi” 2017), Como (“Elettrosensi” 2017), Seul (2017), Cyprus (SMC 2018), New York City (NYCEMF 2018), Daegu (ICMC 2018), Firenze (“Diffrazioni Festival” marzo 2019).

 

ZUMTRIO

Un progetto a cavallo tra struttura e improvvisazione, una natura fortemente “elettrica”, un’apertura a linguaggi e modalità di interazione diverse, una varietà espressiva con pochi confini: sono questi gli elementi fondamentali di un’esperienza che, nata all’interno di Tempo Reale, esplora un’idea libera e divertente di accoglienza. Le radici musicali affondano tanto nelle avanguardie dell’elettronica sperimentale quanto nel jazz di ricerca, catalizzando paesaggi sonori, elettronici ed emozionali estemporanei e sorprendenti.

 

Francesco Canavese

Chitarrista ed esperto di informatica musicale, inizia la sua attività professionale nel 1995. Dal 2000 inizia una intensa collaborazione con Tempo Reale, lavorando nello staff di produzione musicale con compositori di fama nazionale ed internazionale; da diversi anni si occupa anche del coordinamento tecnico per le attività concertistiche e del Tempo Reale Festival. Attivo anche in campo teatrale, ha lavorato alla realizzazione di svariate colonne sonore originali e come interprete. Attualmente insegna Informatica Musicale al Conservatorio di Musica di Cuneo.

 

Francesco Giomi

Compositore e regista del suono, ha collaborato con Luciano Berio e con altri importanti compositori, musicisti, coreografi e registi oltre che con orchestre ed ensemble italiani e stranieri. Ha guidato l’equipe di live electronics di Tempo Reale in importanti teatri e festival di tutto il mondo. E’ attivo da molti anni come autore di opere legate alle nuove tecnologie e come conductor di improvvisazioni creative. Dal 2001 al 2011 ha collaborato con il coreografo Virgilio Sieni e dal 2014 lavora intensamente con la coreografa-danzatrice Simona Bertozzi. Nel 2008 ha pubblicato per Zanichelli il libro sulla musica digitale “Rumore bianco. Introduzione alla musica digitale”; nel 2014 è uscito per l’etichetta Die Schachtel il cd monografico “Con brio-musica acusmatica”. Insegna Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Musica di Bologna ed è direttore di Tempo Reale.

Stefano Rapicavoli

Batterista autodidatta, ha studiato percussioni presso la Scuola di Musica di Fiesole. Nel 1985 inizia la sua attività di percussionista in varie orchestre lirico sinfoniche e da camera. L’interesse per l’improvvisazione lo vede collaborare fin dai primi anni Ottanta con vari musicisti dell’ambiente jazzistico, nazionali ed internazionali. Nel 1998 ha fondato il gruppo Hovercraft Ensemble, con il quale ha registrato i CD “ Zig Zag ” (Silence, 2000 ) ed “ Est Pop. Omaggio a Bela Bartok “ nel 2003. Dal 2002 è Direttore della Sunrise Jazz Orchestra. Dal 2013 collabora con il centro di musica elettronica Tempo Reale di Firenze. Nel 2015 ha costituito il sestetto MUX, col quale ha registrato il cd “Viale Redi Blues“, stampato per l’etichetta Dodicilune Records.

 

TEMPO REALE

Centro di ricerca produzione e didattica musicale

Fondato nel 1987 da Luciano berio, Tempo Reale è oggi uno dei principali punti di riferimento europei per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali. Dalla sua costituzione il centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Luciano Berio, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore, lo studio sull’elaborazione del suono dal vivo, le esperienze di interazione tra suono e spazio, la sinergia tra creatività, competenza scientifica, rigore esecutivo e didattico. Alle attività di ricerca in queste aree vengono affiancate regolarmente manifestazioni, incontri e progetti sul territorio che vedono il centro collaborare con le principali istituzioni della Toscana, sia in campo musicale, teatrale e di danza, sia nella promozione di una fitta rete di esperienze didattiche. Nel 2008 è stato fondato il Tempo Reale Festival, una regolare iniziativa di concerti, performances, spettacoli dedicati alla musica di ricerca. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana; dal 2014 è Ente di Promozione Musicale del MiBACT.

 

 

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QUARTA GIORNATA

 

Domenica 24 novembre

Teatro Arsenale ore 16.30

 

Jacopo Biffi elettronica

Lorenzo D’Erasmo percussioni

Guglielmo Prati elettronica

Stic elettronica

Matteo Taramelli video

Marta Malvestiti voce recitante

 

Pesi diversi, Intersezioni Ensemble

La performance ha come suo focus la decentralizzazione e l’organizzazione dello spazio (fisico, visivo, sonoro) il più variegate possibili, prendendo ispirazione dai principi della teoria anarchica dell’organizzazione e dalla psicogeografia situazionista. I performer ed il pubblico si muovono, agiscono in uno spazio dando vita ad una serie di giochi creando uno spettacolo corale fatto di musica, video e movimento.

 

AUGET per elettronica, percussioni e live video

La composizione AUGET (dal latino “aumentare”) per device elettronici e visual è divisa in due grandi sezioni.

La prima sezione prevede una lenta costruzione che inizia tramite l’utilizzo di un unico device fino ad arrivare all’impiego dell’intero strumento, presentando ogni sua particolarità grazie a uno sviluppo graduale in termini di materiale musicale e acustico.

La seconda sezione prevede una maggiore interazione tra immagine e suono, creando una relazione in tempo reale tra questi due elementi; verranno proposte forme e colori in relazione a suoni diversi, disegnando il suono e suonando l’immagine.

Gli strumenti principali che verranno utilizzati sono: lastre di materiali differenti con applicate diverse tipologie di microfoni a contatto e successivo processamento tramite computer con software Ableton live, Max/Msp

Generazione video tramite computer con software Touchdesigner.

 

Menta Portrait per elettronica e voce recitante di Guglielmo Prati e Marta Malvestiti

(composizione commissionata da Parade électronique 2019 in prima esecuzione assoluta).

Immagina che le tue esperienze, i tuoi ricordi, le tue sensazioni prendano il posto della realtà che ci sta intorno. Tramite il suono, e le parole, la composizione tenta di indagare lo “spazio” interno di un individuo offrendo dimensioni e aspetti della nostra mente raramente condivisi.

 

Jacopo Biffi è nato a Bergamo nel 1991. Durante la frequenza del Conservatorio G. Verdi di Milano fonda il duo elettronico T.e.s.o. insieme a Matteo Castiglioni con il quale pubblica 4 album. Nel 2016 fonda con Lorenzo d’Erasmo il progetto MATER. A partire dal 2017 collabora con Pulsar Ensemble.

Ha tenuto concerti per istituzioni come Bergamo Jazz, MiTo Settembre Musica, La Grande notte del Jazz di Brescia, Veneto jazz, Milano Musica, Salotto in Prova.

 

Lorenzo D’Erasmo (1993) è un percussionista e performer italiano. Si è esibito per La Biennale di Venezia, Festival Milano Musica, Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, MITO Settembre Musica, Festival TransArt, Mantova Chamber Music Festival, Festival Pontino di Sermoneta, Sound Of Wander, Stagione Rondò Divertimento Ensemble, Fondazione Spinola-Banna per l’Arte.

Lavora sia come solista sia in formazioni cameristiche come MDI Ensemble, Sentieri Selvaggi, Divertimento Ensemble, Ensemble Risognanze, Ensemble HN. Ha collaborato con Beat Furrer, Simon Steen-Andersen, Unsuk Chin, Chaya Czernowin, Robert HP Platz, ToshioHosokawa, Francesco Filidei, Emilio Pomarico, Dario Buccino. Nel 2013 e nel 2015 ha inciso per l’etichetta “Stradivarius”, e nel 2016 per l’etichetta “Limenmusic”.

 

Matteo Taramelli architetto, artista visivo e designer computazionale, focalizza il suo lavoro sulla creazione di video e installazioni spaziali che collegano la composizione geometrica con il suono e le arti performative. Dal 2014 è stato coinvolto nel collettivo artistico d’arte A Normal Working Day, dove ha creato opere di video arte e grafica elaborata. Durante questo periodo, Matteo è stato invitato a tenere workshop sulla modellazione 3D e la progettazione algoritmica al Politecnico di Milano, DIA e Kulturesk HKB. Nel 2016, si è unito alla compagnia teatrale di danza Unplush come artista visivo. Nel 2017, ha anche preso parte a Vazem che è responsabile di Rhizom, un festival artistico transdisciplinare che mette in evidenza la musica elettronica sperimentale, la diversità culturale e la consapevolezza sociale.

 

Jacopo Salvatore alias STIC, laureato in informatica musicale, dj e produttore di musica elettronica nel collettivo intersezioni.

 

Guglielmo Prati

studia elettronica presso il Conservatorio di Musica G. Verdi.

Nel 2014 partecipa a “Gli angeli sopra duino” di Rilke componendo musiche elettroniche d’ambiente per il festival MITO; prende parte alla laptop orchestra “1h20nein” per il concerto “Syntaxis and Perspectives, omaggio a Berio e Maderna” e “Strutture circolari indipendenti” presso il Royal Birmingham Conservatoire; suona per il concerto “Cartoline sonore dall’Europa” presso la Palazzina Liberty.

Nel 2015 partecipa al concerto “inner Spaces” come esecutore nella “laptop orchestra 1h20nein” presso il Teatro San Fedele.

Nel 2017 partecipa a “Parade electronique” con la composizione “Intersezioni” in qualità di compositore ed esecutore presso il Teatro Arsenale.

Cofondatore e residend dj del colletivo Intersezioni.

 

Marta Malvestiti

Nasce a Bergamo nel 1992.

Si avvicina al teatro lavorando con la compagnia SPAZIO TEATRO diretta da Tiziano Ferrari. Nel luglio 2017 si diploma presso la Scuola di teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano, sotto la direzione di Carmelo Rifici. Durante il percorso accademico studia con Luca Ronconi, Carmelo Rifici, Mauro Avogadro, Alessio Maria Romano, Michele Abbondanza, Maria Consagra, Fausto Paravidino, Serena Sinigaglia e Peter Stein. Nel 2016 partecipa alla Biennale Teatro College di Venezia, studiando con Declan Donnellan su Macbeth. Partecipa inoltre durante gli anni accademici a diverse produzioni del Piccolo Teatro di Milano, lavorando con Stefano de Luca ed Emiliano Bronzino. Nel luglio 2017 debutta appena diplomata in Intorno ad Ifigenia liberata, con la regia di Carmelo Rifici, al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Sempre con Carmelo Rifici lavora in Uomini e no di Elio Vittorini, con la riscrittura drammaturgica di Michele Santeramo. Nel 2018 con la compagnia AMR, sotto la direzione di Alessio Maria Romano, prende parte a Choròs, il luogo dove si danza, in scena al LAC di Lugano, Lavanderia a vapore di Torino e Piccolo Teatro di Milano. Nel febbraio 2018, insieme ad alcuni compagni di accademia, fonda la compagnia teatrale La Tacchineria.

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