Si è svolto a Milano il giovedi 14 Maggio 2026 al Centro Culturale di Milano il convegno organizzato da ASPESI con Relatus Milano sulla riforma del d.lgs. n. 231 del 2001 che ha istituito la cd. “responsabilità para-penale” delle persone giuridiche.
“Magistrati, accademici e operatori economici a confronto a Milano sulle proposte di revisione della disciplina della responsabilità degli enti elaborate dal Tavolo tecnico del Ministero della Giustizia”
Sono intervenuti Giorgio Fidelbo, Presidente della VI Sezione Penale della Corte di Cassazione e Presidente del Tavolo per la riforma della disciplina presso il Ministero della Giustizia, Eugenio Fusco Magistrato della Procura della Repubblica di Milano e Federico Consulich Ordinario di Diritto Penale all’Università di Torino, tutti specialisti della materia.
Fino al 2001 in Italia è sempre valso il principio che il reato può essere commesso solo dalla persona fisica perché la responsabilità penale può essere solo individuale.

Per un’elaborazione giuridica insorta nel cammino dell’Unione Europea verso forme sempre più stringenti di legalità, soprattutto nell’esercizio dell’attività economica, si è progressivamente giunti a ritenere in dottrina che questo approccio tradizionale lasciasse scoperto uno spazio ampio di possibili illegalità in ambiti fondamentali della vita socio-economica e istituzionale della comunità, quando eventi delittuosi -pur reali- non assurgano al livello di reato della singola persona (magari per mancanza o non provabilità dell’elemento soggettivo del reato).
Per questo motivo, è stato varato in Italia nel 2001 il d.lgs. 231 che, pur non introducendo una responsabilità penale degli enti (che sarebbe incostituzionale perché in violazione dell’art. 27 della Costituzione per il quale la responsabilità penale è sempre individuale), introduce un sistema sanzionatorio ad hoc per le persone giuridiche con caratteristiche simili (a cominciare dalla procedura) a quello penalistico.
Questa particolare e innovativa forma di responsabilità si determina solo se sono commessi da esponenti dell’ente e a suo vantaggio (non a vantaggio personale dell’autore del fatto-reato) dei particolari reati, originariamente legati a fatti di corruzione e nel tempo estesi ad altre fattispecie come i reati tributari, ambientali e di infortunistica sul lavoro.
Le sanzioni -non essendo appunto una responsabilità penale- non possono essere detentive, ma pecuniarie e, soprattutto, interdittive, elemento che può condurre nei casi più gravi addirittura alla estinzione della persona giuridica (per fallimento, o liquidazione volontaria o coatta): pensiamo, ad esempio, a imprese edili che vivono di appalti pubblici e perdono le qualifiche per concorrervi.

Va precisato che la platea dei soggetti giuridici suscettibili di responsabilità parapenale ex-d.lgs.231 non è limitata a società e imprese, come comunemente si crede, perché qualsiasi persona giuridica pubblica o privata (fondazioni, enti, associazioni ecc.) può essere soggetta a questo tipo di responsabilità -e quindi di procedura sanzionatoria-, ma il caso delle società di capitali è quello di gran lunga più tipico e ricorrente.
Per cui è importante che le aziende, sicuramente le maggiori ma anche quelle di medie dimensioni, si organizzino con appositi regolamenti interni e sistemi di controllo che -se effettivamente adottati e implementati- diventano esimenti per legge dalla responsabilità ex-231.
Nell’approssimarsi dei 25 anni di vigenza della cd.231, il Governo ha ritenuto di istituire un Tavolo tecnico presso il Ministero della Giustizia per la riforma di questa disciplina presieduto da Giorgio Fildebo, Presidente della VI Sezione Penale della Corte di Cassazione.
Il Tavolo ha concluso i suoi lavori il 30 ottobre 2025 con una proposta contenente importanti innovazioni, quali la più precisa e certa configurazione delle cause della responsabilità, delle esimenti dalla stessa, l’introduzione di premialità per i comportamenti virtuosi ecc.
Durante il convegno di ASPESI, con il Presidente nazionale, l’avvocato Federico Filippo Oriana e moderato da Marina Marinetti di Economy, è stata illustrata la proposta di riforma della disciplina 231.
Giselle Fainelli, in rappresentanza della Gazzetta di Milano, era tra i presenti. Il dibattito ha messo in luce sia le potenzialità sia le criticità della riforma, sottolineando l’urgenza di approvarla in questa legislatura, tramite una legge-delega, per evitare ritardi nell’applicazione della normativa.

P.S. About ASPESI – UNIONE IMMOBILIARE L’ASPESI, Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, nata nel 1993 a Milano per riunire gli imprenditori del settore immobiliare e rappresentarne gli interessi, associa in prevalenza le società che investono in iniziative immobiliari di sviluppo, promozione, costruzione, trasformazione, recupero di fabbricati e aree edificabili ed è la prima associazione italiana di imprese immobiliari per anzianità, numero di Soci, copertura della filiera e articolazione territoriale.
Associa, inoltre, aziende e studi professionali di architettura, ingegneria, general contracting e servizi immobiliari, industrie che producono per l’edificio, property companies e associazioni del settore.
Per rappresentare gli interessi dei suoi Soci anche sul territorio, l’Associazione ha istituito le sezioni regionali ASPESI MILANO (2010), ASPESI TORINO (2013), ASPESI ROMA (2017), e ASPESI TRIVENETO (2022) e la sezione locale ASPESI CUNEO (2019) al fine di promuovere i rapporti con le istituzioni pubbliche e private regionali e locali, offrire agli Associati e ai loro collaboratori opportunità di crescita tecnicoprofessionale, creare per loro occasioni di incontro e confronto con gli altri operatori – imprenditoriali e professionali – e con i principali esponenti politico-culturali del territorio.
Ha, inoltre, istituito due sezioni specialistiche: ASPESI Industria (2016) e ASPESI Progettazione (2022). Dal 2021 ha allargato i propri obiettivi di rappresentanza generale del settore immobiliare divenendo anche UNIONE IMMOBILIARE.
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