L’illusione dell’innocuità: l’allarme dell’AIFA sull’abuso di paracetamolo tra gli adolescenti

Paracetamolo e strumenti medici su fondo blu, immagine editoriale per l’allarme AIFA sul sovradosaggio tra adolescenti

Il paracetamolo è da sempre considerato uno dei farmaci più sicuri e accessibili al mondo. Tuttavia, come ogni medicinale, non è privo di rischi se utilizzato in modo inadeguato. Infatti, sulla base degli ultimi dati di monitoraggio, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un uso corretto e consapevole di questo principio attivo, con un focus mirato sui casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti.

Cos’è il paracetamolo e quando diventa pericoloso

Il paracetamolo è il farmaco d’elezione per il trattamento sintomatico di dolore e febbre. È il principio attivo alla base di diffusissimi medicinali da banco (come la Tachipirina), oltre che di molti preparati contro i sintomi influenzali.

Il dosaggio corretto varia in base all’età, al peso e alle condizioni della persona. Se assunto nel modo giusto è così sicuro ed efficace che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha inserito nella lista dei medicinali essenziali ed è uno dei pochissimi farmaci concessi in gravidanza (previo parere medico). Tuttavia, un uso improprio o il superamento delle dosi raccomandate può causare effetti indesiderati gravissimi. Il rischio principale è la tossicità epatica (danni severi al fegato), che in alcuni casi può risultare fatale.

Il “caso” del paracetamolo e il coinvolgimento degli adolescenti

Le statistiche internazionali parlano chiaro: il paracetamolo è una delle cause principali di insufficienza epatica acuta nei paesi occidentali. Nei soli Stati Uniti, si stima che circa 500 persone muoiano ogni anno a causa di un sovradosaggio.

In Italia, il livello di attenzione è salito a seguito di un’analisi congiunta dei dati forniti dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza e dal Centro Antiveleni di Pavia. I risultati mostrano un numero significativo di sovradosaggi intenzionali tra i più giovani. Questo fenomeno è spesso legato a:

  • Gesti impulsivi o dimostrativi in momenti di forte disagio emotivo;
  • Una percezione del rischio alterata, dettata dalla falsa convinzione che il paracetamolo, essendo un farmaco “comune” e presente in tutte le case, sia del tutto innocuo.

Per questo motivo, diventa vitale che i ragazzi siano informati sui reali pericoli dei farmaci e che gli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, educatori) svolgano un ruolo attivo nel promuovere un utilizzo responsabile.

Il manuale della sicurezza: le linee guida e le 3 regole d’oro dell’AIFA

Per utilizzare il paracetamolo in sicurezza il primo passo è semplice: leggere il foglietto illustrativo. La dose massima giornaliera e la durata del trattamento vanno infatti calibrate sempre in base all’età e al peso. Se i sintomi persistono, è fondamentale evitare il “fai da te” prolungato e consultare il medico per individuare la vera causa del problema.

In quest’ottica di prevenzione, l’Agenzia Italiana del Farmaco invita famiglie, pazienti e operatori sanitari a seguire queste fondamentali precauzioni:

  • Attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglietto illustrativo o dal medico.
  • Rispettare l’intervallo di tempo minimo tra una somministrazione e l’altra, evitando di assumere contemporaneamente altri farmaci che contengono lo stesso principio attivo o sostanze tossiche per il fegato.
  • Contattare immediatamente i soccorsi o un Centro Antiveleni in caso di sospetto sovradosaggio, anche in assenza di alcun sintomo.

La sicurezza degli adolescenti comincia da un passo culturale necessario: abbattere il mito del farmaco “innocuo”. Educare i ragazzi alla salute significa ricordare a loro – e a noi stessi – che la familiarità non cancella il rischio e che anche il rimedio più comune custodito nell’armadietto di casa resta, a tutti gli effetti, una medicina da utilizzare con cognizione di causa.


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