Per la Mente, con il Colore, progetto a Brera per le persone con disagi psichici.

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Visitatori ammirano le opere esoste nelle sale della Piinacoteca di Brera, Milano, 15 Settembre 2020 Ansa/Matteo Corner
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È stato presentato oggi nella cornice di Museocity “Per la Mente, con il Colore”, un vero e proprio laboratorio delle emozioni dedicato a persone con una storia di disagio psichico.

Il progetto, promosso da Amici di Brera e Club Itaca Milano in collaborazione con UOC Psicologia Clinica ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e Dipartimento di Scienze e della Salute – Diss, è un percorso che partendo dall’indagine del sé e delle proprie emozioni, porterà le persone socie del Club Itaca ad essere guide speciali per il pubblico della Pinacoteca di Brera.

Un progetto unico nel suo genere e che per la prima volta arriva in Italia. “A tutti sarà capitato di emozionarsi davanti a un’opera d’arte – spiegano i promotori -. Ed è proprio questa forma di linguaggio universale capace di abbattere qualsiasi tipo di barriera che ha suggerito la nascita di questo progetto unico nel suo genere. “Per la mente con il colore” privilegia un metodo medio-cognitivo e mette da parte la preparazione storico-artistica per analizzare come i sentimenti del singolo si riflettono nelle opere d’arte”.

Grazie al lavoro di Club Itaca sono state selezionate alcune persone che vivono in situazioni di disagio psichico e con l’aiuto degli psicologi è partito – attraverso degli incontri – l’ascolto dei sentimenti dei partecipanti. Le storiche dell’arte di Amici di Brera hanno assegnato a ciascuna emozione emersa un’opera della Pinacoteca di Brera e sono state selezionate 6 tele capaci di coprire l’intero spettro emotivo dei soci di Club Itaca. Agli incontri è seguita una visita alla Pinacoteca di Brera dove sono state guardate e commentate assieme ai soci alcune delle tele selezionate: la Cena in Emmaus di Caravaggio, la Pietà di Giovanni Bellini, la Nascita della Vergine di Gaudenzio Ferrari, la Cucina di Vincenzo Campi, la Pala di San Bernardino di Piero della Francesca, la Strage degli innocenti di Bernardo Cavallino, il Portarolo di Giacomo Ceruti, il Bacio e Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero di Francesco Hayez. Ne è seguito un vero e proprio scambio di idee, che trova la sua ragion d’essere nell’analisi di come i sentimenti si riflettono nelle opere.

I partecipanti hanno dimostrato di possedere la capacità di poter leggere in profondità le opere sostenuti da una spiegazione di carattere storico-artistico che ha accompagnato le loro riflessioni. Il progetto è continuato anche durante il Covid attraverso l’uso di supporti informatici e l’utilizzo di una piattaforma per videoconferenze. I soci non hanno mai smesso di esprimere interesse per il progetto e hanno ricevuto in via telematica riproduzioni di alcuni quadri senza nessun testo o didascalia, in modo da farsi guidare completamente dalle immagini. Di settimana in settimana è stato chiesto loro di commentare con un breve testo le opere in modo che continuasse ad emergere quel legame tra i sentimenti e le tele.
L’obiettivo del progetto è quello di preparare e formare alcuni dei partecipanti affinché diventino guide capaci di condurre piccoli gruppi in visita a Brera offrendo al pubblico il loro sguardo inedito e una chiave di lettura delle opere diversa dal consueto. Fino ad ora in nessun museo italiano è mai stato proposto un percorso di visita che permetta a chiunque di sentire le emozioni che l’arte è in grado di trasmettere.

“Ci auguriamo che, non appena la situazione lo consentirà, questi percorsi di visita diventino un appuntamento istituzionale e a cadenza regolare per la Pinacoteca di Brera. Ci stiamo preparando per questo. L’arte ha anche una responsabilità educativa e sociale e rappresenta un linguaggio universale capace di penetrare qualsiasi barriera. Il progetto rappresenta una possibilità concreta di integrazione sociale e di realizzazione professionale per i Soci di Club Itaca in cui noi crediamo molto”, spiega Carlo Orsi, Presidente degli Amici di Brera.

“Grazie alla modalità dialogica di discussione sulle opere, ciò che viene apprezzato è sì il valore estetico ma anche la possibilità di trarre più messaggi, a diversi livelli, di cui si fanno portavoce i soci, mettendo in moto i propri sentimenti, riflettendoli nelle opere e così rendendole attuali, spesso con agganci alla situazione che stiamo vivendo” afferma Alessandra Montalbetti, Sezione didattica Associazione Amici di Brera.
“Per la mente con il colore” permetterà di realizzare uno degli obbiettivi di Club Itaca: il reinserimento lavorativo. Attraverso l’arte abbiamo inteso superare lo stigma e il pregiudizio che circondano, ancor oggi, chi soffre di disturbi della salute mentale e affermare la nostra visione e missione. I capolavori dei grandi maestri ci accompagneranno in questa nuova avventura. E’ nostra intenzione replicare il progetto in tutte le sedi in Italia” – Ughetta Radice Fossati, Fondatrice di Progetto Itaca e segretario generale di Fondazione Progetto Itaca.
“Ho trovato molto utile il metodo adottato, perché dopo qualche emozione e riflessione “spontanea”, con il contributo della storia dell’arte si possono fare molte altre riflessioni che sicuramente arricchiscono lo spirito”, condivide Marco Della Santa, Socio Club Itaca Milano.(MiaNews)

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