ASLAM celebra 30 anni di formazione professionale tra imprese, giovani e nuove competenze

Al Teatro Arcimboldi il trentennale dell’ente lombardo con lo spettacolo “Work in Progress – Una storia in crescendo”

Trent’anni di attività, oltre 15mila studenti formati e una rete costruita insieme alle imprese del territorio. ASLAM ha celebrato ieri sera al Teatro degli Arcimboldi il proprio trentennale con “Work in Progress – Una storia in crescendo”, spettacolo diretto da Massimiliano Samaritani con la partecipazione della IMF Orchestracademy e del trombettista e direttore d’orchestra Marco Pierobon.

Nata nel 1996, ASLAM rappresenta oggi una delle realtà lombarde più radicate nel campo della formazione professionale. Accreditata da Regione Lombardia per la formazione e i servizi al lavoro, opera attraverso cinque sedi — Milano, Malpensa, Lentate sul Seveso, Magenta e Samarate — sviluppando percorsi legati ai principali comparti produttivi del territorio: aeronautica, logistica, legno-arredo, meccanica, termoidraulica, saldocarpenteria, elettromeccanica, pelletteria e settore ferroviario.

Il rapporto con le imprese e il territorio

A raccontare l’origine del progetto è stato Carlo Carabelli, direttore generale di ASLAM, che ha ricordato l’intuizione alla base della nascita dell’ente. «ASLAM nasce trent’anni fa da un’intuizione di Angelo Candiani, una persona che guardava la realtà e si accorgeva del bisogno che c’era nelle imprese: giovani appassionati che potessero imparare un mestiere», ha spiegato.

Secondo Carabelli, il problema riguardava in particolare la carenza di figure tecniche specializzate nei settori produttivi. «C’erano mestieri che non avevano più tecnici o comunque avevano bisogno di maggiore manodopera preparata, con competenze importanti per quel lavoro, a partire dalla meccanica», ha aggiunto.

Da quel primo nucleo, ASLAM ha progressivamente ampliato la propria offerta formativa, sviluppando percorsi sempre più diversificati e costruiti a stretto contatto con il mondo produttivo lombardo. «Siamo cresciuti continuamente facendo incontrare le imprese con i ragazzi e con i giovani, incontrando persone appassionate», ha sottolineato Carabelli. «A partire dall’aeronautica siamo poi passati al legno-arredo, alla termoidraulica, alla saldatura e a tante altre professioni».

La crescita della formazione tecnica

Nel corso degli anni ASLAM ha costruito un modello formativo fondato su laboratori, stage e progettazione condivisa con le aziende. Oggi sono oltre 4mila le imprese coinvolte nei diversi programmi e progetti sviluppati dall’ente.

L’attività si inserisce nel sistema lombardo dell’istruzione e formazione professionale, che comprende percorsi IeFP, IFTS e ITS Academy e che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nella risposta alla domanda di personale qualificato da parte delle imprese.

«L’obiettivo è sempre stato quello di fare una proposta interessante per i giovani e portare la formazione professionale a essere una prima scelta», ha evidenziato Carabelli, sottolineando il cambiamento culturale che sta interessando il settore.

Il progetto Edutecne e il Carlo Acutis

Durante la serata è stato presentato anche il progetto della Fondazione Edutecne, nata dalla collaborazione tra ASLAM, Fondazione Grossman, Cooperativa La Zolla, Fondazione Mandelli e le aziende Beta 80 e MR Digital.

«La Fondazione Edutecne è nata da ASLAM insieme ad altre tre scuole paritarie milanesi e a due aziende», ha spiegato Massimiliano Tonarini, membro del consiglio di amministrazione della fondazione. «Questi sei soggetti hanno dato vita alla fondazione, che dall’inizio di questo anno scolastico gestisce l’Istituto Tecnico Tecnologico Carlo Acutis».

L’istituto propone un percorso quadriennale inserito nella filiera “4+2”, con indirizzi Informatica e Grafica e Comunicazione. «L’idea è che l’istruzione tecnica non sia un ripiego, ma una possibilità reale per i ragazzi», ha affermato Tonarini. «Un percorso che li porta al diploma e poi eventualmente agli ITS Academy, senza escludere la possibilità dell’università».

La scuola, dedicata a Carlo Acutis, punta a integrare innovazione tecnologica e formazione umanistica, con particolare attenzione ai temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica digitale. «L’obiettivo è mettere insieme tecnologia e umanesimo», ha spiegato Tonarini. «Per esempio, per due anni è previsto anche l’insegnamento della filosofia su questi temi».

Formazione professionale e occupazione

Nel corso dell’intervista Tonarini ha anche evidenziato il ruolo crescente della formazione tecnica e professionale nel mercato del lavoro attuale. «Le aziende hanno bisogno di risorse e non tutti sono fatti per percorsi di studio tradizionali», ha osservato. «La formazione professionale e tecnica può incontrare talenti diversi, che spesso rischiano di rimanere fuori dal mondo del lavoro».

Un tema che si collega anche al fenomeno dei NEET, ancora particolarmente elevato in Italia nonostante il calo registrato negli ultimi anni, e alla crescente richiesta di figure specializzate da parte del sistema produttivo lombardo.

Il traguardo dei trent’anni arriva così in una fase di forte evoluzione per ASLAM, che continua a investire sul rapporto tra formazione, lavoro e inclusione sociale, mantenendo al centro il legame con i territori e con le esigenze delle imprese.


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