Fisco digitale e accessibilità: TributIAmo, la piattaforma AI di AIDR contro l’esclusione digitale

Nel web di oggi la discriminazione non sempre ha un volto riconoscibile. A volte è un pulsante che non risponde, un modulo incomprensibile, una piattaforma incompatibile con un lettore di schermo. Piccoli ostacoli tecnici che, sommati, diventano muri invalicabili per milioni di cittadini. A denunciarlo è Enrico Gaetano, responsabile dell’Osservatorio Accessibilità Digitale di AIDR (Associazione Italiana Digital Revolution), in un intervento che mette al centro un tema spesso trattato come marginale: l’accessibilità dei servizi fiscali digitali.

Accessibilità digitale: una questione di diritti, non di tecnica

AgID – l’Agenzia per l’Italia Digitale – definisce accessibilità e usabilità come condizioni essenziali per rendere prodotti, servizi e contenuti digitali fruibili da chiunque, senza discriminazioni, consentendo a ogni persona di agire in autonomia e partecipare alla vita digitale. Una definizione ambiziosa che, nella pratica quotidiana, è ancora lontana dall’essere rispettata.

Gaetano è diretto: una piattaforma non accessibile non è neutrale. Seleziona, esclude, allontana. Penalizza persone con disabilità, anziani, cittadini con minori competenze digitali, famiglie fragili. Tutti coloro che, più di altri, avrebbero bisogno di servizi chiari, leggibili e davvero utilizzabili.

Il nodo diventa ancora più critico quando il servizio in questione riguarda il fisco. Perché dichiarare, pagare, comprendere le regole e rispettare le scadenze non può essere più semplice solo per chi parte da una posizione di vantaggio — strumenti migliori, maggiori competenze, più tempo e autonomia.

TributIAmo: il personal trainer fiscale gratuito e accessibile

È in questo contesto che si inserisce TributIAmo, la piattaforma promossa dalla Fondazione AIDR per supportare cittadini, commercialisti e CAF nella gestione della dichiarazione dei redditi. Gratuita, semplice e accessibile, si configura come un vero e proprio personal trainer fiscale digitale, basato sull’intelligenza artificiale.

Lo strumento aiuta l’utente a orientarsi tra deduzioni, detrazioni, scadenze, documenti e dubbi quotidiani nel rapporto con il fisco — senza sostituire il ruolo dei professionisti, ma rafforzando il lavoro di commercialisti e CAF e permettendo ai cittadini di arrivare agli sportelli più consapevoli e meno soli.

Un approccio che rovescia la logica delle piattaforme progettate per chi è già forte, veloce e autonomo: TributIAmo parte invece da chi ha più bisogno di supporto.

Il 5×1000 per sostenere l’inclusione digitale

Chi vuole sostenere TributIAmo e le altre iniziative della Fondazione AIDR a favore dell’accessibilità e della cultura digitale può farlo destinando il 5×1000 alla Fondazione. È sufficiente indicare nella propria dichiarazione dei redditi il codice fiscale 96563420585 nell’apposita sezione dedicata al sostegno del terzo settore.

Un web che include o che discrimina: non esistono vie di mezzo

La conclusione di Gaetano non lascia spazio a ambiguità: l’accessibilità digitale non è beneficenza, né un optional tecnico da aggiungere a posteriori. È giustizia sociale applicata al web. E in un ambito come quello fiscale — dove gli obblighi riguardano tutti, nessuno escluso — questa differenza pesa doppio.

La linea, per AIDR, è netta: o il digitale include, o discrimina. Con TributIAmo, la Fondazione sceglie di stare dalla parte di un web che non lascia indietro nessuno.


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