Rissa finale Juve-Inter, la ricostruzione delle tre espulsioni.

Romelu Lukaku espulso, come Juan Cuadrado e Samir Handanovic. Juventus-Inter, gara d’andata della semifinale di Coppa Italia, finisce con 3 cartellini rossi in epilogo incandescente dopo il rigore dell’1-1 nerazzurro trasformato da Lukaku. Il centravanti belga, dopo aver schivato il rosso diretto per un’entrata su Federico Gatti, rimedia il secondo cartellino giallo dopo il penalty realizzato.

L’arbitro Massa adotta il provvedimento disciplinare per sanzionare l’esultanza di Lukaku: saluto militare e dito davanti alla bocca, una scena che – come documentano anche diverse foto – è stata proposta da Lukaku anche in Nazionale. Per il direttore di gara, evidentemente, nella circostanza si tratta di una provocazione verso gli spalti. La regola 12, a pagina 95 del regolamento, definisce la casistica: “I calciatori possono festeggiare la segnatura di una rete, ma tale festeggiamento non deve essere eccessivo; i festeggiamenti con coreografie non devono essere incoraggiati e non devono causare eccessiva perdita di tempo”, prevede la regola. “Uscire dal terreno di gioco per festeggiare una rete non è di per sé un’infrazione passibile di ammonizione, ma i calciatori devono ritornare sul terreno di gioco il più rapidamente possibile. Un calciatore deve essere ammonito, anche se la rete non viene convalidata, se: si avvicina agli spettatori in modo tale da causare problemi di sicurezza e/o per l’incolumità e/o si arrampica sulla recinzione; agisce in un modo provocatorio o derisorio; si copre la testa o il volto con una maschera o altro oggetto similare; si toglie la maglia o copre la testa con la maglia”.

Probabilmente l’espulsione di Lukaku è al centro anche del faccia a faccia tra Handanovic e Cuadrado che, a partita finita, sono protagonisti di un confronto rovente. I due giocatori vengono divisi dai rispettivi compagni di squadra: doppio cartellino rosso.

(AdnKronos)