Peccato. L’Olimpia ha avuto la sua occasione: ha giocato una partita volenterosa, con sei uomini in doppia cifra, ma macchiata da un paio di passaggi a vuoto, fatale quello del terzo quarto quando un vantaggio di 13 punti costruito due volte è stato mangiato troppo facilmente dall’Efes, un problema manifestatosi altre volte in questa EuroLeague e all’ultimo atto rivelatosi fatale. L’Efes ha fatto la sua partita, era leggero e in salute, non ha commesso errori, chiudendo una grande regular season. L’Olimpia ha fatto meglio di un anno fa, molto meglio, non solo nel numero di vittorie, ma anche nella competitività. E’ stata in corsa fino all’ultimo. Le è mancato qualcosa nel corso della stagione, ha subito tante avversità, le assenze di Nedovic e poi quella catastrofica di Arturas Gudaitis che ha distrutto la rotazione dei centri nel prosegue della stagione europea. E le è mancato qualcosa nell’ultima gara, persa 101-95.

IL PRIMO TEMPO – Mike James e Vasiljie Micic si scambiano i primi canestri in un avvio di gara tirato, con vantaggi minimi. Micov con un gioco da tre punti sorpassa sull’11-10, poi l’Olimpia tenta l’allungo, con una tripla ancora di Micov, un assist di James per Tarczewski e uno di Nunnally per la schiacciata di Brooks. Sul 18-12, Coach Ergin Ataman spende il primo time-out. Al rientro, l’Efes sale di tono, con la coppia Larkin-Dunston. Il centro prende il secondo fallo di Tarczewski e segna quattro punti consecutivi. La tripla di Larkin sancisce un parziale di 12-0 che porta l’Efes avanti 24-18 prima che Micov mandi a canestro Omic per il 24-20 che chiude il primo periodo. L’Olimpia parte meglio nel secondo quarto, con due iniziative di Nedovic e un gancio di Omic sorpassa sul 27-26. L’Efes impatta con una tripla di Anderson a quota 31, poi Milano allunga trascinata da Nedovic, che segna da tre e poi in transizione manda a canestro dall’angolo Nunnally per l’improvviso 40-31. Dopo il time-out, l’Efes attacca il canestro, segna con Sanli, Micic e Simon. L’Olimpia risponde con un jumper di James e un tap-in di Brooks. Sul 44-37 Milano, Coach Pianigiani deve “abbassarsi” e spendere Brooks da centro nominale. L’Efes cavalca la stazza di Sanli e rientra anche a meno quattro, parziale interrotto da una penetrazione di Nedovic, poi arriva un mezzo gancio di Nunnally mentre Kauzminskas si fa valere a rimbalzo d’attacco. E’ proprio lui a rubare palla in difesa procurando all’Olimpia l’ultimo possesso del quarto che James converte in un canestro da tre. Alla fine del primo tempo, il vantaggio schizza a 11 punti, 53-42.

IL SECONDO TEMPO – Micov manda subito a canestro Tarczewski per il massimo vantaggio, poi l’Olimpia non è fortunata perché su un possesso rotto Micic segna da otto metri e subito dopo con due aiuti del ferro centra la seconda tripla. Milano scatta di nuovo a più 13 su una palla rubata da Micov, poi però si ferma sia in attacco che in difesa, Simon e Beaubois segnano da tre. Il parziale è di 10-0 e costringe Coach Pianigiani al time-out con il divario ridotto a tre punti. Il francese, scatenato, mette il floater del meno uno. L’Olimpia rifiata con una tripla di Nunnally su rimbalzo d’attacco di Tarczewski. Ma l’Efes è in ritmo: Simon pareggia in entrata, Pleiss sorpassa schiacciando. L’Olimpia perde ritmo in attacco, non protegge l’area dopo il terzo fallo di Tarczewski e improvvisamente va sotto di sei e restano cinque alla fine del terzo periodo, 74-69. Nel quarto periodo, Milano stenta a ritrovare ritmo al tiro. Va sotto di nove diverse volte. Poi si accende con un 2/3 di Kuzminskas, che poco dopo mette una tripla frontale. Un’entrata chiusa con un floater con la mano sinistra di James ricuce il divario a due punti, 86-84. Al rientro, Larkin inventa un gioco da quattro punti, che crea separazione di nuovo tra le due squadre. L’Olimpia non trova la forza di produrre qualche stop difensivo e non completa la rimonta. 101-95 il finale.

Così Coach Simone Pianigiani ha commentato la gara di Istanbul: “Soffriamo lo stile di gioco dell’Efes con i loro ball handler e la loro qualità. Lo sapevamo. I nostri lunghi in questo momento non riescono a coprire queste situazioni. Ma alla fine la differenza l’ha fatta il terzo quarto quando abbiamo sbagliato tiri più facili di quelli che loro hanno segnato e abbiamo perso troppi palloni. I piccoli dettagli hanno fatto la differenza. Peccato, perché abbiamo giocato un eccellente primo tempo, anche oggi abbiamo finito con sei uomini in doppia cifra, e alla fine ci è mancato poco. I problemi che abbiamo avuto durante la stagione sono le assenze di Nedovic per tre mesi o che la stagione di Gudaitis è finita troppo presto. Ma di combattere non abbbiamo mai smesso”.

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