Figc, si candida anche Abete

Subito dopo l’accordo della Lega Serie A sul nome di Malagò, arrivano le parole di Giancarlo Abete, attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti: “È stato individuato un candidato di prestigio – il commento a margine del Premio Bearzot – dobbiamo parlare prima di programmi che di candidati, non basta una persona per risolvere i problemi del calcio italiano. La Lega di A merita il massimo rispetto, è giusto che faccia le proprie scelte ma il mondo del calcio è fatto anche da chi rappresenta la base e le politiche di sviluppo dell’attività giovanile ed è giusto che si sia un ruolo anche per loro”. Abete aggiunge: “C’è stata questa accelerazione con l’investitura di Malagò, se l’impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi della Lega Dilettanti, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe, perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l’obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso non c’è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale”.

Al termine dell’Assemblea della Lega Serie A, sul tema interviene anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta: “Malagò è stato identificato e individuato per il suo profilo, è un manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo e quindi deve essere colui che raccoglie le linee guida da parte della Serie A per migliorare il nostro calcio, in questo momento un paziente malato che ha bisogno di una cura”. Il numero uno del club nerazzurro spiega la tempestività di questa scelta: “Ha un significato importante, perché ci siamo mossi anche con grande unione. La candidatura di Giancarlo Abete? È un atto legittimo di un dirigente che ha dato molto al calcio. È un suo diritto, poi chi troverà più consensi vincerà. Stiamo parlando di due professionisti, noi abbiamo fatto la nostra scelta”.

Claudio Lotito, presidente della Lazio, spiega il suo no a Malagò: “Serve una ristrutturazione del calcio. Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa e non va bene. Non è il nome, il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona, va ristrutturata – ha ribadito Lotito –. C’è una legge istitutiva che è la 91 del 1981, 45 anni fa. Fin quando c’è quella legge, il sistema va ridisegnato tutto. Ci vuole la nomina di un commissario”.

E ora? Malagò sarà nella sede della Lega Calcio Serie A la prossima settimana, per discutere il programma dopo l’invito del presidente Ezio Simonelli: “Accolgo con grande soddisfazione l’importante mandato fiduciario conferito dalla Lega di Serie A, visto anche il contenuto numerico con cui è stato espresso – le parole dell’ex numero uno del Coni, in una nota diffusa nel pomeriggio -. È un segnale di straordinaria considerazione, che mi permette di intraprendere un doveroso percorso esplorativo. Credo sia corretto interpellare le altri componenti prima di effettuare una valutazione complessiva, ma sono onorato di questa significativa testimonianza di stima. Aver fatto convergere un consenso quasi unanime, da un mondo spesso litigioso, è un segnale che mi gratifica e responsabilizza”. La corsa inizia da qui.


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